LEONCILLO – Perché più bruci

- DATA INIZIO: 16/09/2026

- DATA FINE: 14/11/2026

- LUOGO: Thaddaeus Ropac Palazzo Belgioioso – Piazza Belgioioso 2 - Milano

- INDIRIZZO: Piazza Belgioioso 2 - Milano

- TEL: +39 02 40701 728

- SITO WEB: https://ropac.net/ko/exhibitions/800-leoncillo-perche-piu-bruci/

Leoncillo Leonardi uno tra i più grandi scultori del XX secolo, tra i massimi rappresentanti dell’Informale, in mostra a Milano

La galleria Thaddeus Ropac di Milano ospita la mostra LEONCILLO – Perché più bruci, aperta dal 16 settembre al 14 novembre

 

La galleria Thaddeus Ropac di Milano ospita la mostra LEONCILLO – Perché più bruci, aperta dal 16 settembre al 14 novembre
Immagine banner promozionale sito ufficiale

 

Fondata nel 1973 Thaddaeus Ropac è una delle più rinomate gallerie d’arte a livello internazionale con sedi a Londra, Parigi, Salisburgo e Seul, alle quali dal 2025 si aggiunge anche Milano.

Dal 16 settembre 2026 la galleria Thaddeus Ropac di Milano presenta la mostra Leoncillo– Perché più bruci.

Leoncillo Leonardi (Spoleto, 1915 – Roma, 1968) è considerato uno tra i più grandi scultori del XX secolo, tra i massimi rappresentanti dell’Informale.

L’arte di Leoncillo è caratterizzata da un espressionismo accentuato e coraggioso, in quanto affidata a un materiale colorato e precario come la ceramica che, superato il livello figurale di superficie, libera la creatività autonoma della materia.

Consente così di dispiegare ritmi a un tempo organici ed inorganici che celebrano un motivo primario di vitalismo materico, ricco e corposo nel risultato.

Vissuto ai margini di quella Scuola Romana, che influenza molte delle sue prime opere di soggetto mitologico e onirico affrontate con uno stile neobarocco ed espressionista, ben presto Leoncillo si trasferisce a Umbertide (Umbria, nel 1939) dove perfeziona le conoscenze tecniche sui materiali ceramici.

Qui Leoncillo riprende l’antica tecnica della ceramica smaltata e policroma, facendone un elemento chiave della sua arte in cui il rapporto tra materia e colore gioca un ruolo fondamentale.

A partire dal 1948 è protagonista per ben sei edizioni de La Biennale di Venezia (1948, 1950, 1952, 1954, 1960, 1968), dove nel 1954 gli viene dedicata una sala insieme a Lucio Fontana.

La mostra a Milano, curata da Lorenzo Fiorucci, Alberto Salvadori e Azalea Seratoni, riunisce sculture e opere su carta che attraversano quattro decenni di ricerca sulle possibilità espressive dell’argilla, trasformandola in uno dei linguaggi più innovativi della scultura del Novecento.

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