Tapum di Leo Ortolani

- DATA INIZIO: 26/09/2026

- DATA FINE: 04/11/2026

- LUOGO: Museo nazionale Collezione Salce – sede di Santa Margherita – Absidi della chiesa - Treviso

- INDIRIZZO: Via Reggimento Italia Libera – 31100 Treviso (TV)

- TEL: +39 0422 423386

- SITO WEB: collezionesalce.beniculturali.it

- ULTERIORI INFORMAZIONI: Mostra realizzata in collaborazione con TCBF – Treviso Comic Book Festival. Inaugurazione domenica 27 settembre alle ore 11:00, con ingresso gratuito fino alle 14:00 e successivamente biglietto speciale TCBF €3. Apertura ordinaria venerdì, sabato e domenica 10:00–18:00; ultimo ingresso 17:30. Negli altri giorni la sede è chiusa. Biglietto ordinario unico per le due sedi del Museo €10; agevolato 18–25 anni €2; previste ulteriori riduzioni e gratuità. La sede è accessibile alle persone con disabilità.

- NOTE AGGIUNTIVE: La mostra presenta nelle absidi di Santa Margherita una selezione di tavole tratte da Tapum, graphic novel di Leo Ortolani pubblicata da Feltrinelli Comics e ambientata sullo sfondo della Prima guerra mondiale e dell’Ortigara.

Leo Ortolani a Treviso: Tapum racconta la Grande Guerra a fumetti

 

Leo Ortolani Tapum: soldato della Grande Guerra con elmetto e fucile davanti al filo spinato
In Tapum la memoria della Grande Guerra prende forma attraverso il linguaggio grafico e narrativo di Leo Ortolani.
Fonte immagine https://cultura.gov.it/

 

Leo Ortolani con Tapum porta a Treviso una storia molto diversa dalle avventure che hanno reso celebre l’autore di Rat-Man. Al centro c’è la Grande Guerra, osservata attraverso un linguaggio che alterna ironia, memoria e partecipazione senza rinunciare alla forza narrativa del fumetto.

La mostra nasce dalla collaborazione tra il Museo nazionale Collezione Salce e il Treviso Comic Book Festival e trasferisce nello spazio espositivo una selezione delle tavole più significative del volume pubblicato da Feltrinelli Comics.

Leo Ortolani e Tapum, dalla pagina alla mostra

Tapum è uscito per Feltrinelli Comics nel 2025 ed è uno dei progetti nei quali Ortolani affronta più direttamente il rapporto tra storia e memoria.

Il racconto si muove tra le rocce dell’Ortigara e porta il lettore dentro un paesaggio segnato dalla Prima guerra mondiale. Il conflitto non viene però affrontato secondo i modi di una ricostruzione storica tradizionale.

Ortolani utilizza gli strumenti che appartengono al suo linguaggio: il ritmo del fumetto, il passaggio improvviso dal comico al drammatico, la capacità di far convivere assurdità e dolore nello stesso racconto.

È proprio questa oscillazione a dare a Tapum una fisionomia particolare. L’ironia non cancella ciò che è accaduto e non riduce la guerra a una battuta; diventa piuttosto uno dei modi attraverso cui avvicinarsi a un’esperienza umana difficilmente traducibile in un solo registro.

Le tavole originali nelle absidi di Santa Margherita

Il percorso espositivo presenta una selezione di tavole del volume all’interno delle absidi dell’ex chiesa di Santa Margherita.

Il passaggio dalla pagina del libro allo spazio museale permette di osservare il lavoro grafico in una dimensione differente. Sequenze, espressioni, dettagli e costruzione delle vignette possono essere letti non soltanto come parti di una narrazione continua, ma anche come immagini autonome.

Il fumetto conserva così il proprio sviluppo narrativo ma acquista, nell’allestimento, un secondo livello di lettura: quello del disegno e della composizione visiva.

La scelta delle tavole concentra l’attenzione sui passaggi in cui memoria della guerra e vicende individuali entrano maggiormente in relazione.

L’Ortigara e la memoria della Grande Guerra

Il paesaggio dell’Ortigara è parte essenziale del racconto.

Le rocce e le tracce lasciate dal conflitto diventano il punto di contatto tra presente e passato. Non costituiscono semplicemente uno sfondo, ma uno spazio nel quale la storia continua a manifestarsi attraverso ciò che è rimasto.

In Tapum la memoria della Prima guerra mondiale passa quindi anche attraverso luoghi e oggetti. Elementi concreti diventano occasioni per interrogarsi sulla distanza che separa chi vive oggi da una generazione chiamata a confrontarsi direttamente con il fronte.

Il fumetto può muoversi liberamente tra questi piani temporali, facendo convivere esperienza contemporanea, ricordo e ricostruzione narrativa.

Dall’ironia di Rat-Man a un racconto sulla memoria

Leo Ortolani, nato a Pisa nel 1967, esordisce nel fumetto alla fine degli anni Ottanta. È soprattutto Rat-Man a renderlo uno degli autori italiani più riconoscibili, grazie a una serie capace di giocare per anni con i codici del fumetto supereroistico e della cultura pop.

La sua produzione, tuttavia, si è progressivamente allargata a generi e temi molto differenti.

Tapum mostra in modo particolarmente evidente questa possibilità di utilizzare l’ironia anche quando la materia narrativa diventa dolorosa. Il registro comico non scompare, ma viene inserito in una storia nella quale trovano spazio perdita, paura e memoria.

Ne emerge una forma di racconto che continua a essere immediatamente riconoscibile come quella di Ortolani, pur affrontando un territorio distante dal mondo che il pubblico associa più spontaneamente a Rat-Man.

Il fumetto come strumento per raccontare la storia

La mostra mette in evidenza anche una caratteristica propria del fumetto: la possibilità di far convivere testo, disegno, silenzio e successione temporale.

Una pagina può accelerare il racconto oppure arrestarlo su un’immagine; una battuta può interrompere un momento drammatico e, subito dopo, lasciare spazio a un passaggio completamente diverso.

Nel confronto con la memoria storica questa elasticità permette di evitare una narrazione uniforme. Tapum alterna registri differenti e affida al lettore il passaggio dall’uno all’altro.

È in questo equilibrio che il progetto trova uno dei suoi elementi più interessanti: utilizzare un linguaggio popolare e immediato come il fumetto per confrontarsi con un passato complesso senza rinunciare alla personalità narrativa dell’autore.

Tapum nel Treviso Comic Book Festival

La presenza di Tapum si inserisce nel programma 2026 del Treviso Comic Book Festival, manifestazione che da oltre vent’anni porta in città autori, illustratori, editori, mostre e progetti dedicati al fumetto contemporaneo.

La collaborazione con il Museo nazionale Collezione Salce amplia il percorso del Festival coinvolgendo una sede istituzionale normalmente dedicata alla grafica pubblicitaria.

Il Museo conserva infatti la più ampia raccolta italiana di questo settore, nata dal lascito di Ferdinando Salce e composta da circa 25.000 pezzi.

L’ingresso del fumetto nelle absidi di Santa Margherita crea quindi un incontro tra differenti forme della comunicazione per immagini: da una parte la storia della grafica e del manifesto, dall’altra il linguaggio sequenziale contemporaneo di Ortolani.

FAQ

Che cos’è Tapum di Leo Ortolani?

Tapum è una graphic novel di Leo Ortolani pubblicata da Feltrinelli Comics nel 2025. Il racconto affronta la memoria della Prima guerra mondiale attraverso una storia ambientata anche tra le rocce dell’Ortigara.

Tapum è collegato a Rat-Man?

No. L’opera è autonoma rispetto alla serie che ha reso famoso Ortolani. L’autore conserva però il proprio modo di utilizzare ironia e ritmo narrativo anche nell’affrontare un tema storico e drammatico.

Che cosa presenta la mostra di Treviso?

L’esposizione raccoglie una selezione delle tavole più significative del volume Tapum, permettendo di osservare da vicino il lavoro grafico e narrativo di Leo Ortolani.

Perché Tapum parla della Grande Guerra?

La Prima guerra mondiale e la memoria dei soldati costituiscono il nucleo storico e narrativo del libro. Ortolani utilizza il fumetto per mettere in relazione il passato con lo sguardo contemporaneo.

Che rapporto c’è tra la mostra e il Treviso Comic Book Festival?

La mostra è realizzata in collaborazione con il TCBF e fa parte del programma 2026 del festival dedicato al fumetto e all’illustrazione.

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