Le porte dell’invisibile. KANDINSKIJ, KLEE, MALEVIČ alla luce del pensiero di Pavel Florenskij

- DATA INIZIO: 14/11/2026

- DATA FINE: 14/03/2027

- LUOGO: Palazzo Magnani Via Garibaldi , 29 - Reggio Emilia

- INDIRIZZO: Via Garibaldi , 29 - Reggio Emilia

- TEL: 39 0522 45 44 37

- SITO WEB: https://www.palazzomagnani.it/exhibition/le-porte-dellinvisibile-kandinskij-klee-malevic-alla-luce-del-pensiero-di-pavel-florenskij/

Attraverso tre maestri dell’arte del Novecento la mostra traccia tre vie ideali per esplorare questa nuova sensibilità spaziale

Palazzo Magnani di Reggio Emilia ospita la mostra Le porte dell’invisibile. KANDINSKIJ, KLEE, MALEVIČ alla luce del pensiero di Pavel Florenskij

 

Palazzo Magnani di Reggio Emilia ospita la mostra Le porte dell’invisibile. KANDINSKIJ, KLEE, MALEVIČ alla luce del pensiero di Pavel Florenskij
Locandina mostra

 

La Fondazione Palazzo Magnani promuove le arti visive attraverso attività espositive e culturali.

Nei suoi programmi la fondazione privilegia il dialogo interdisciplinare, il confronto interculturale e le contaminazioni con i diversi saperi.

Dal 14 novembre 2026 al 14 marzo 2027 Palazzo magnani ospiterà la mostra Le porte dell’invisibile. KANDINSKIJ, KLEE, MALEVIČ alla luce del pensiero di Pavel Florenskij.

La mostra è curata da Roberto Cresti, Emilio Ferrario e Valentina Parisi, con il supporto di un comitato scientifico di livello mondiale.

L’iniziativa si configura come un imponente progetto di ricerca, un viaggio immersivo alle radici della grande rivoluzione artistica e scientifica del primo Novecento.

Proseguendo la riflessione sulla rappresentazione dello spazio e della visione già avviata da Palazzo Magnani con le edizioni dedicate a Piero della Francesca nel 2015 e a M.C. Escher nel 2013, il progetto instaura un dialogo del tutto inedito tra i capolavori delle avanguardie astratte storiche, le icone russe e la straordinaria figura di Pavel Florenskij.

Scienziato, matematico, teologo, educatore e teorico dell’arte, Florenskij (1882-1937) è stato una delle menti più poliedriche e profonde della modernità, tanto da essere definito dai suoi contemporanei “il Leonardo russo”.

La sua opera, collocata al confine esatto tra indagine scientifica e ricerca del trascendente, offre una lente interpretativa d’eccezione per leggere in modo nuovo la temperie culturale di quegli anni.

La mostra porta all’attenzione del pubblico questo ribaltamento prospettico, mostrando come la riflessione di Florenskij rispecchi e sistemi le medesime esigenze avvertite dai grandi maestri della pittura.

Per il pensatore russo, la realtà ordinaria tridimensionale è una visione parziale: le cose possiedono uno spessore temporale e appartengono a una quarta dimensione che l’arte ha il compito di rivelare.

La mostra traccia tre vie ideali per esplorare questa nuova sensibilità spaziale.

La prima via vede protagonista Vasilij Kandinskij e le sue geometrie spirituali.

L’artista giunge a un uso del colore che dissolve la gravità del mondo naturale per trasformarsi in un canale di contatto diretto con il soprasensibile.

La seconda via esplora l’opera di Paul Klee, dove l’astrazione si fa favola.

L’universo visivo di Klee ruota attorno a un centro che trascende la realtà esteriore.

La terza via è quella di Kazimir Malevič e del movimento suprematista, dedicato al mentale puro.

Malevič rappresenta una non-oggettività dove la realtà e la geometria ideale si fondono in una quarta dimensione autosufficiente.

Al primo piano di Palazzo Magnani, i dipinti di Kandinskij, Klee, Malevič e degli altri protagonisti della scuola suprematista, tra cui Ivan Kljun e Ljubov’ Popova, saranno disposti in un dialogo serrato con una selezione di icone russe dal XV al XVIII secolo, provenienti dalla straordinaria collezione di Banca Intesa a Palazzo Montanari di Vicenza.

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