LE “INVENZIONI DI TANTE OPERE” Domenico Fontana (1543-1607) e i suoi cantieri

Un omaggio all’architetto ticinese Domenico Fontana e al dialogo con artisti e artigiani che con lui hanno collaborato nella realizzazione dei grandi cantieri da lui progettati e diretti, tra Roma, Napoli, Amalfi e Salerno.

LE “INVENZIONI DI TANTE OPERE” Domenico Fontana (1543-1607) e i suoi cantieri

 

 

Forte di una ricca collezione permanente esposta a rotazione, la Pinacoteca Züst rappresenta oggi nel Cantone Ticino il principale polo di studio per l’arte antica, dal Rinascimento al XIX secolo.

Essa nasce grazie al gesto di grande generosità̀ con il quale Giovanni Züst (Basilea 1887 – Rancate 1976) decide di legare il suo nome al piccolo borgo del Mendrisiotto che per anni lo aveva ospitato.

Oltre alla ricca collezione permanente la Pinacoteca organizza tre mostre temporanee all’anno, sempre curate da personalità di spicco del mondo dell’arte.

Dal 27 novembre la Pinacoteca presenta la mostra LE “INVENZIONI DI TANTE OPERE” Domenico Fontana (1543-1607) e i suoi cantieri, organizzata in collaborazione con l’Archivio del Moderno dell’Università della Svizzera italiana e curata da Nicola Navone, Letizia Tedeschi, Patrizia Tosini.

Domenico Fontana, ticinese di origine ma lungamente attivo a Roma e a Napoli, viene solitamente abbinato al ricordo di quell’“acqua alle corde” che, leggenda vuole, abbia consentito all’architetto di innanzare l’obelisco di Piazza San Pietro.

Un episodio di colore per dar conto dell’ammirazione vissuta dai contemporanei nell’assistere a questo evento, partecipe nei decenni conclusivi del Cinquecento del grandioso riordino di Roma voluto da papa Sisto V (1585-1590), per farne una città moderna degna della funzione di cuore del Cattolicesimo.

L’esposizione presenta la carriera e le opere dell’architetto Domenico Fontana mettendone in luce il dialogo con i numerosi artisti che collaborano alla realizzazione dei grandi cantieri da lui progettati e diretti, tra Roma, Napoli, Amalfi e Salerno.

Nelle sue fabbriche più prestigiose, di committenza papale e reale, al lavoro di muratori, vetrai, stagnai e fabbri, si sovrappone l’opera delle botteghe artistiche di pittori, scultori, bronzisti, stuccatori, indoratori e incisori.

Si ha così modo di vivere, in mostra, l’esperienza dei grandi cantieri artistici della Roma papale di fine Cinquecento attraverso la presenza di rilevanti opere d’arte di pittori quali il Cavalier D’Arpino, Cesare Nebbia, Giovanni Guerra, Paul Bril, Andrea Lilio, Ferraù Fenzoni, scultori in bronzo e in marmo, come Bastiano Torrigiani, Lodovico Del Duca e Leonardo Sormani, medaglisti come Domenico Poggini.

Tutti nomi che, se anche meno noti se non sconosciuti al grande pubblico, sono stati i protagonisti di una stagione di rinascita artistica e architettonica delle città nel Rinascimento italiano.

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