La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza

- DATA INIZIO: 17/07/2026

- DATA FINE: 01/11/2026

- LUOGO: Museo di Santa Giulia - Brescia

- INDIRIZZO: Via Musei, 55 - 25121 Brescia (BS)

- TEL: +39 030 8174200

- SITO WEB: bresciamusei.com

- ULTERIORI INFORMAZIONI: Inaugurazione giovedì 16 luglio 2026 alle ore 19.00. Apertura al pubblico da venerdì 17 luglio 2026. Prima giornata a ingresso gratuito. Dal 18 luglio la mostra è compresa nel Biglietto Musei e nel Biglietto Integrato Musei. Orari Museo di Santa Giulia: dal 1° giugno al 30 settembre, martedì-domenica e festivi 10.00-19.00, ultimo ingresso 18.15; dal 1° ottobre al 31 maggio, martedì-domenica e festivi 10.00-18.00, ultimo ingresso 17.15. Chiusure: lunedì non festivi. Biglietti: Biglietto Musei intero 15,00 euro; convenzioni e over 65 12,00 euro; gruppi 10,00 euro; under 26 e persone con disabilità fino al 67% 8,00 euro. Biglietto Integrato Musei + Brixia: intero 19,00 euro; convenzioni e over 65 16,00 euro; gruppi 14,00 euro; under 26 e persone con disabilità fino al 67% 12,00 euro. Gratuità secondo categorie previste. Informazioni e prenotazioni: CUP attivo dal lunedì al sabato 10.00-18.00, festivi esclusi.

- NOTE AGGIUNTIVE: La mostra La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza inaugura il palinsesto di eventi che, dal 16 al 20 luglio 2026, celebra il Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata. Il progetto è curato da Giovanna Calvenzi, promosso da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e Alleanza Cultura, in collaborazione con Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana. Special Partner: Olimpia Splendid. Advocacy partner: EWMD European Women’s Management Development Brescia.

INDICE

La Vittoria di Brescia: 40 fotografi a Santa Giulia

 

La Vittoria Alata di Brescia

 

Dal 17 luglio al 1° novembre 2026, La Vittoria di Brescia è al Museo di Santa Giulia con la mostra La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza, progetto curato da Giovanna Calvenzi e dedicato alla celebre Vittoria Alata nel Bicentenario del suo ritrovamento.

L’esposizione riunisce opere di quaranta autori tra i più rappresentativi della fotografia italiana contemporanea.

Ognuno si confronta con la scultura romana attraverso la propria cifra stilistica, trasformando la Vittoria Alata in una presenza viva, capace di generare nuove immagini, nuove letture e nuove possibilità espressive.

Il Bicentenario della Vittoria Alata

La mostra inaugura il palinsesto di eventi che, dal 16 al 20 luglio 2026, celebra i duecento anni dal ritrovamento della Vittoria Alata. Il 1826 rappresenta una data fondamentale per la storia culturale di Brescia: la scoperta del deposito bronzeo del Capitolium, dove era custodita anche la celebre statua, ha segnato in modo profondo il rapporto della città con il proprio patrimonio antico.

La Vittoria Alata è oggi uno dei simboli più riconoscibili di Brescia. Rarissimo bronzo romano giunto fino a noi in straordinaria integrità, la scultura non appartiene soltanto alla storia archeologica della città, ma continua a vivere nell’immaginario contemporaneo come figura di bellezza, forza, memoria e rinascita.

Quaranta sguardi su un’icona

Il progetto riunisce quaranta fotografi chiamati a interpretare la Vittoria Alata non come semplice soggetto da documentare, ma come punto di partenza per una ricerca visiva personale.

Ne nasce un racconto composto da quaranta sguardi, quaranta linguaggi e altrettante prospettive. La scultura diventa musa, modello, presenza, frammento, dettaglio, apparizione o pretesto creativo. Ogni autore costruisce un rapporto diverso con l’opera, mostrando quanto un’immagine antica possa ancora generare visioni nuove.

Fotografia oltre la documentazione

Le quaranta opere formano una sorta di atlante iconografico. La fotografia non viene utilizzata soltanto per registrare la scultura, ma per metterla in movimento dentro linguaggi differenti: dall’indagine architettonica alla fotografia concettuale, dalla ricerca cromatica alla messa in scena.

In questo modo la Vittoria Alata supera la dimensione del documento. Non è soltanto l’oggetto fotografato, ma diventa il centro di una riflessione sullo sguardo, sulla memoria e sulla capacità della fotografia di trasformare un capolavoro antico in materia contemporanea.

La scultura come pretesto creativo

La mostra mette in evidenza come un’opera antica possa diventare un dispositivo di invenzione. Alcuni fotografi ne sottolineano la magnificenza greco-romana; altri la fanno sfuggire quasi all’inquadratura; altri ancora la trasformano in ricostruzione pittorica, visione multipla, dettaglio ravvicinato o immagine concettuale.

La Vittoria Alata non viene dunque fissata in un’unica interpretazione. Al contrario, la pluralità degli sguardi la libera dalla retorica del monumento e la restituisce come presenza aperta, continuamente interrogabile.

I fotografi in mostra

Tra gli autori coinvolti figurano Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Marcella Campagnano, Silvia Camporesi, Giovanni Chiaramonte, Francesco Cito, Giovanni Gastel, Franco Fontana, Carlo Mari e Paolo Ventura.

Accanto a loro, la mostra riunisce opere di Claudio Amadei, Isabella Balena, Settimio Benedusi, Jodi Bernadò, Mariella Bettineschi, Dorothy Bhawl, Fabio Bix, Patrizia Bonanziga, Flavio Bonetti, Bruno Cattani, Alessandra Chemollo, Renato Corsini, Paola Di Bello, Bonomo Faita, Angelo Formato, Maurizio Galimberti, Antonella Gandini, Luca Gilli, Cosmo Laera, Giovanna Magri, Marzia Malli, Luisa Menazzi Moretti, Albano Morandi, Joe Oppedisano, Carlo Orsi, Gianni Pezzani, Giuliano Radici, Roberto Radici, Giorgio Tentolini, Toni Thorimbert, Barbara Zanon e Ramona Zordini.

L’elenco restituisce un panorama ampio della fotografia contemporanea italiana e internazionale, capace di attraversare generazioni, linguaggi e sensibilità differenti.

Gabriele Basilico, Franco Fontana e Giovanni Gastel

La presenza di autori come Gabriele Basilico, Franco Fontana e Giovanni Gastel permette di comprendere la varietà degli approcci possibili. Basilico, noto per la sua indagine sul paesaggio urbano e sull’architettura, porta con sé una riflessione sul rapporto tra forma, spazio e memoria. Fontana introduce la forza della composizione cromatica e della sintesi visiva. Gastel, con il suo linguaggio elegante e riconoscibile, restituisce la scultura come protagonista del proprio spazio.

La Vittoria Alata diventa così un’immagine capace di attraversare registri diversi: monumentale, grafico, scenografico, poetico, concettuale.

Berengo Gardin, Chiaramonte e Paolo Ventura

Gianni Berengo Gardin, Giovanni Chiaramonte e Paolo Ventura rappresentano tre modi differenti di abitare la fotografia. Berengo Gardin porta con sé una lunga storia di attenzione alla realtà, alle persone e ai luoghi. Chiaramonte lavora sulla relazione tra immagine, tempo e visione. Ventura costruisce spesso mondi sospesi, in cui fotografia, scena e racconto si intrecciano.

Nel confronto con la Vittoria Alata, questi sguardi non producono semplici variazioni formali. Aprono invece nuovi modi di pensare il rapporto tra icona antica e immaginario contemporaneo.

Una bellezza che cambia nel tempo

Il sottotitolo della mostra, 40 fotografi e un’eterna bellezza, suggerisce una domanda importante: che cosa rende eterna un’immagine? La Vittoria Alata ha attraversato secoli, sepolture, scoperte, restauri, riallestimenti e nuove interpretazioni. La sua bellezza non è rimasta immobile, ma si è continuamente rinnovata nel modo in cui è stata guardata.

La fotografia rende visibile proprio questo processo. Ogni immagine mostra non soltanto la statua, ma anche un’epoca, una sensibilità, un modo di vedere. L’eternità della Vittoria non consiste nell’essere sempre uguale a se stessa, ma nella capacità di continuare a parlare a sguardi diversi.

 

La Vittoria di Brescia al Museo di Santa Giulia, mostra con 40 fotografi per il Bicentenario della Vittoria Alata.
Installation view.
Foto di Erika serio
Fonte immagine: https://www.bresciamusei.com/

 

Il corpo, le ali, il dettaglio

Alcuni fotografi scelgono di avvicinarsi alla scultura attraverso i dettagli: il corpo, il panneggio, le ali, la superficie bronzea, l’equilibrio della figura. Questi frammenti permettono di osservare la Vittoria Alata non come monumento distante, ma come presenza concreta, fatta di materia, proporzioni e tensione.

Il dettaglio diventa un modo per rinnovare lo sguardo. Ciò che sembra già noto torna a essere scoperto. La fotografia, avvicinandosi, isola elementi che normalmente sfuggono alla visione complessiva e li trasforma in immagini autonome.

L’intelligenza artificiale e nuove immagini

La mostra include anche interpretazioni affidate all’intelligenza artificiale, segnalando come il dialogo con la Vittoria Alata possa attraversare linguaggi e strumenti del presente.

Questo aspetto amplia ulteriormente la riflessione. L’icona antica entra in rapporto non solo con la fotografia tradizionale, ma anche con le possibilità offerte dalle nuove tecnologie. La scultura diventa così un terreno di sperimentazione, dove memoria archeologica e immaginario digitale possono incontrarsi.

La Vittoria Alata come musa contemporanea

Il progetto considera la Vittoria Alata come una musa contemporanea. Non un reperto chiuso nel passato, ma una figura ancora capace di generare pensiero, immagini e narrazioni.

Il suo valore simbolico si lega alla forza, alla bellezza e al rapporto indissolubile con Brescia. Guardarla attraverso quaranta autori significa riconoscere che un capolavoro antico può continuare a trasformarsi senza perdere la propria identità. Ogni fotografia aggiunge una possibilità, una deviazione, una nuova distanza.

Santa Giulia e la città

La sede del Museo di Santa Giulia rafforza il significato della mostra. Il museo è uno dei luoghi centrali del sistema culturale bresciano e custodisce una parte essenziale della memoria storica della città.

Allestire qui una mostra fotografica dedicata alla Vittoria Alata significa costruire un ponte tra archeologia, fotografia e identità urbana. Il progetto non celebra soltanto un capolavoro, ma il modo in cui Brescia continua a riconoscersi nella propria storia, aprendola al linguaggio del presente.

Una celebrazione collettiva

La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza si inserisce in una festa più ampia, lunga cinque giorni, che coinvolge istituzioni, musei, spazi culturali e linguaggi differenti. Il Bicentenario diventa così un’occasione non solo commemorativa, ma partecipata.

La mostra inaugura questo percorso con una scelta precisa: affidare la celebrazione non a una sola immagine, ma a molte immagini. La Vittoria Alata viene guardata da più punti di vista, come se la sua forza simbolica potesse emergere proprio dalla pluralità degli sguardi.

 

FAQ

Dove si tiene la mostra La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza?

La mostra si tiene al Museo di Santa Giulia, in Via Musei 55 a Brescia.

Quando è visitabile la mostra?

La mostra è visitabile dal 17 luglio al 1° novembre 2026.

Chi cura la mostra?

La mostra è curata da Giovanna Calvenzi.

Qual è il tema della mostra?

La mostra propone quaranta interpretazioni fotografiche della Vittoria Alata, trasformando la scultura romana in punto di partenza per una riflessione sulla fotografia contemporanea.

Perché la mostra è legata al Bicentenario?

La mostra inaugura il palinsesto di eventi dedicato ai 200 anni dal ritrovamento della Vittoria Alata, avvenuto nel 1826.

Quanti fotografi partecipano?

Partecipano quaranta fotografi, tra i più rappresentativi del panorama creativo italiano contemporaneo.

Quali fotografi sono presenti?

Tra gli autori presenti figurano Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Marcella Campagnano, Silvia Camporesi, Giovanni Chiaramonte, Francesco Cito, Giovanni Gastel, Franco Fontana, Carlo Mari e Paolo Ventura, insieme a molti altri.

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