INDICE
ToggleJulian Schnabel e Pietro Moretti a Sassuolo: due generazioni della pittura a confronto

Julian Schnabel e Pietro Moretti a Sassuolo si incontrano in Neo-espressionismi, una mostra costruita sul confronto tra due artisti separati da generazioni, esperienze e linguaggi differenti. A metterli in relazione è Nicolas Ballario, che individua un terreno comune nella capacità della pittura di assorbire ricordi, luoghi, incontri e immaginazione fino a trasformarli in una dimensione personale.
Il confronto non cerca quindi una somiglianza stilistica. Schnabel e Moretti partono da esperienze molto diverse, ma entrambi lasciano entrare il vissuto nelle immagini e affidano alla pittura il compito di modificarlo.
Julian Schnabel e la pittura come materia
Julian Schnabel, nato a Brooklyn nel 1951, è una delle figure legate al ritorno internazionale della pittura tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta.
Nel suo lavoro la superficie non è mai un elemento neutro. Piatti rotti, velluto, cera, fotografie e altri supporti entrano direttamente nell’opera, rendendo la materia parte della costruzione dell’immagine.
Le celebri Plate Paintings, realizzate utilizzando frammenti di ceramica, sono probabilmente l’esempio più riconoscibile di questo modo di intendere la pittura: non soltanto colore applicato su una superficie, ma oggetto fisico fatto di stratificazioni, irregolarità e materiali differenti.
A Sassuolo questa ricerca assume anche una risonanza particolare per il legame della città con la produzione ceramica. La mostra affianca infatti alle opere alcuni volumi che permettono di approfondire proprio il rapporto di Schnabel con questo materiale.
Pietro Moretti tra fiaba, teatro e realtà
Pietro Moretti, nato a Roma nel 1996, appartiene a una generazione molto distante da quella di Schnabel.
La sua pittura figurativa muove da persone, luoghi ed esperienze per costruire scene nelle quali realtà e immaginazione tendono a confondersi. Boschi, gruppi di figure, raduni e atmosfere che richiamano una fiaba oscura diventano spazi nei quali emergono vulnerabilità, libertà e tensioni.
La componente narrativa rimane forte, ma non porta necessariamente a una storia lineare. Le immagini sembrano piuttosto fissare momenti di un racconto più ampio, lasciando allo spettatore la possibilità di intuire ciò che è accaduto prima o ciò che potrebbe succedere dopo.
È proprio questa trasformazione dell’esperienza in racconto pittorico a creare uno dei punti di contatto con Schnabel.
Neo-espressionismi al plurale
Il titolo scelto da festivalfilosofia, Neo-espressionismi, usa significativamente il plurale.
Schnabel è storicamente associato alla stagione del Neo-Espressionismo americano, mentre Moretti appartiene a un contesto generazionale differente e sviluppa una pittura figurativa dalla forte componente espressiva.
La mostra non propone quindi l’appartenenza dei due artisti a uno stesso movimento storico. Il confronto riguarda piuttosto alcuni modi di utilizzare la pittura: l’intensità del segno, la presenza della materia, la centralità della figura e il rapporto tra esperienza personale e immagine.
La distanza generazionale diventa così uno strumento per osservare quanto alcune domande sulla pittura possano tornare in periodi molto diversi.
Un’opera monumentale e una pittura più intima
Il progetto espositivo mette in relazione un’opera monumentale di Julian Schnabel con una selezione di lavori di Pietro Moretti.
Anche le dimensioni e il modo di occupare lo spazio contribuiscono quindi al confronto. Da una parte una pittura capace di imporsi fisicamente attraverso scala e materia; dall’altra immagini descritte dagli organizzatori come più intime e visionarie.
Non si tratta di stabilire una continuità diretta tra i due artisti, ma di osservare come percorsi così differenti possano incontrarsi nell’uso della memoria e dell’immaginazione.
Persone, luoghi ed esperienze vengono assorbiti dalla pittura fino a perdere il carattere puramente autobiografico e diventare immagini aperte anche allo sguardo degli altri.
Dalla pittura al cinema: il percorso di Schnabel
La ricerca di Julian Schnabel non si è fermata alle arti visive.
Dagli anni Novanta l’artista ha affiancato alla pittura una significativa attività cinematografica. Tra i suoi film figura Before Night Falls, che nel 2000 ha ottenuto il Gran Premio della Giuria alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Il passaggio tra pittura e cinema non rappresenta però l’abbandono di un linguaggio in favore dell’altro. Nella sua produzione tornano l’interesse per la costruzione dell’immagine, per le biografie e per il rapporto tra esperienza individuale e rappresentazione.
Questa apertura a linguaggi differenti rende ancora più evidente quanto la mostra di Sassuolo parta dalla pittura senza però ridurre il percorso degli artisti a una sola tecnica.
Paggeria Arte e la nuova programmazione contemporanea
La mostra rientra nella nuova fase di Paggeria Arte, spazio espositivo comunale inserito nel complesso seicentesco delle Paggerie di fronte al Palazzo Ducale.
Dopo l’intervento di riqualificazione finanziato con fondi PNRR, il Comune ha avviato una programmazione dedicata all’arte contemporanea, con particolare attenzione anche alle nuove generazioni.
L’incontro tra Schnabel e Moretti segue i primi appuntamenti della stagione e rappresenta uno degli esempi più chiari dell’impostazione scelta: affiancare artisti già affermati internazionalmente a figure appartenenti a generazioni più giovani.
FAQ
Qual è il titolo della mostra di Julian Schnabel e Pietro Moretti?
Nel programma di festivalfilosofia la mostra è presentata come Julian Schnabel – Pietro Moretti. Neo-espressionismi.
Chi cura la mostra?
La mostra è curata da Nicolas Ballario.
Che cosa mette in relazione Julian Schnabel e Pietro Moretti?
Il progetto parte dalle differenze generazionali e stilistiche dei due artisti per osservare un elemento comune: il modo in cui memoria, esperienze, persone e luoghi vengono trasformati attraverso la pittura.
Perché il titolo Neo-espressionismi è al plurale?
Il titolo mette in dialogo linguaggi nati in contesti differenti. Schnabel è legato storicamente al Neo-Espressionismo americano, mentre Moretti sviluppa una pittura figurativa di matrice espressionista appartenente a una generazione successiva.
Che rapporto ha Julian Schnabel con la ceramica?
Schnabel ha utilizzato anche frammenti di piatti e altri materiali ceramici come elementi della propria pittura. Le sue Plate Paintings sono tra gli esempi più conosciuti di questo approccio.