
Fonte immagine https://www.festivaldellafotografiaetica.it/
Jon McCormack a Lodi presenta Elements of Wonder, un progetto fotografico costruito intorno alle forme, alle trame e alle geometrie che attraversano il mondo naturale.
Inserito nello Spazio Ambiente del Festival della Fotografia Etica 2026, il lavoro mette in relazione osservazione, fotografia naturalistica e attenzione per gli ecosistemi, passando continuamente dal dettaglio quasi invisibile alla dimensione del paesaggio.
Elements of Wonder, osservare ciò che spesso passa inosservato
Il punto di partenza di Elements of Wonder è un modo di guardare la natura basato sulla lentezza.
McCormack concentra l’attenzione su strutture e corrispondenze che tendono a sfuggire a uno sguardo rapido: le geometrie delle piante, le texture degli animali, le conformazioni delle rocce, le tracce lasciate dall’acqua e dal ghiaccio, fino alle grandi forme disegnate dai paesaggi.
Il progetto procede così attraverso scale differenti, cercando elementi visivi comuni tra fenomeni naturali apparentemente lontani.
Un progetto nato durante la pandemia
L’origine del lavoro risale ai mesi della pandemia, quando i viaggi si erano fermati e il fotografo aveva iniziato a percorrere regolarmente un piccolo tratto di spiaggia vicino alla propria casa nella California settentrionale.
Tornando sera dopo sera nello stesso luogo, McCormack ha progressivamente modificato il proprio modo di osservare l’ambiente. La fotografia è diventata uno strumento per individuare ritmi, ripetizioni e simmetrie presenti nella natura e per riconoscere connessioni tra forme che emergono a scale molto diverse.
Da quel nucleo iniziale, Elements of Wonder si è ampliato fino a comprendere immagini realizzate in tutti e sette i continenti. Il percorso include coste vulcaniche, foreste pluviali, deserti, ghiacciai e fiordi, ma anche tracce animali nelle zone umide del Botswana e grotte di ghiaccio nelle Svalbard.
Dall’Outback australiano alla fotografia naturalistica
Il rapporto di Jon McCormack con il paesaggio nasce molto prima di questo progetto.
Il fotografo è cresciuto nel Queensland occidentale, nell’Outback australiano, in un ambiente rurale dove ha lavorato con pecore e mandrie di bestiame. La convivenza quotidiana con periodi di siccità, abbondanza e trasformazione del territorio ha contribuito a formare il suo interesse per la vulnerabilità e la capacità di adattamento degli ecosistemi.
Ha iniziato a fotografare il bush australiano da adolescente, concentrandosi non tanto sugli aspetti spettacolari del paesaggio quanto sui dettagli e sui momenti meno evidenti. È da questa esperienza che deriva una pratica fondata sull’osservazione prolungata e sull’attenzione ai rapporti tra gli elementi naturali.
Jon McCormack a Lodi: tra meraviglia e conservazione
Oggi McCormack vive nella California settentrionale e porta avanti una ricerca fotografica dedicata ai luoghi selvaggi e ai loro equilibri.
Le sue immagini cercano di combinare il senso di meraviglia generato dall’osservazione della natura con una riflessione sulla sua fragilità. Il fotografo è anche attivo in organizzazioni legate alla conservazione e all’esplorazione: è membro dell’Explorers Club, Fellow della Royal Geographical Society, founding board member di SeaLegacy e cofondatore del Kilgoris Project, impegnato nell’istruzione nelle aree rurali del Kenya.
Il suo lavoro è stato pubblicato o utilizzato da testate e organizzazioni internazionali tra cui National Geographic, TIME, The New York Times, UNESCO, The Nature Conservancy e Conservation International.
Lo Spazio Ambiente del Festival
Per l’edizione 2026 del Festival della Fotografia Etica, Elements of Wonder costituisce il progetto dello Spazio Ambiente, sezione realizzata in collaborazione con L’Erbolario.
La scelta colloca il lavoro di McCormack all’interno di un percorso specificamente dedicato al rapporto tra fotografia, natura e questioni ambientali, distinto dalla sezione “Le vite degli altri” indicata erroneamente nel documento iniziale.
Santa Chiara Nuova entra inoltre nel 2026 per la prima volta nel programma ufficiale delle sedi espositive del Festival, insieme ad altri nuovi spazi cittadini coinvolti nella XVII edizione.
FAQ
Che cosa racconta Elements of Wonder?
Il progetto osserva strutture, geometrie, ripetizioni e forme presenti nel mondo naturale, mettendo in relazione dettagli microscopici, animali, piante, formazioni geologiche e grandi paesaggi.
Dove è nato il progetto?
Il primo nucleo è nato durante la pandemia, dalle passeggiate serali di Jon McCormack lungo una spiaggia vicino alla sua abitazione nella California settentrionale.
Elements of Wonder riguarda soltanto la California?
No. Da quell’esperienza iniziale il progetto si è esteso progressivamente fino a comprendere fotografie realizzate nei sette continenti.
Qual è il rapporto di Jon McCormack con la conservazione ambientale?
Oltre alla fotografia, McCormack partecipa a organizzazioni impegnate nella conservazione, nell’esplorazione e in progetti sociali, tra cui SeaLegacy, Explorers Club e Kilgoris Project.