JOAN FONTCUBERTA. Cosa sfuggì a Darwin / What Darwin Missed (PhEST Monopoli 2026 – What if? See beyond the stars)

- DATA INIZIO: 08/08/2026

- DATA FINE: 01/11/2026

- LUOGO: Casa Santa Via Orazio Comes - Monopoli

- SITO WEB: https://www.phest.info/joan-fontcuberta

I coralli e la loro natura ambigua sono al centro della mostra dello spagnolo Fontcuberta al PhEST di Monopoli

Casa Santa di Monopoli ospita la mostra JOAN FONTCUBERTA. Cosa sfuggì a Darwin / What Darwin Missed, fino al 1 novembre

 

Casa Santa di Monopoli ospita la mostra JOAN FONTCUBERTA. Cosa sfuggì a Darwin / What Darwin Missed, fino al 1 novembre
@Joan Fontcuberta – Foto in esposizione. Fonte immagine: https://www.phest.info/

 

Dall’8 agosto al primo novembre 2026 torna a Monopoli il Festival Internazionale di Fotografia e Arte PhEST.

PhEST nasce da una necessità, quella di provare a restituire una voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, quella di ridefinire un immaginario proprio e nuovo.

Il tema di quest’anno è What if? con sottotitolo See beyond the stars.

Guardando al di là delle stelle il festival individua nel “se” un dispositivo creativo che rende visibile ciò che non esiste.

Tra le mostre in programma, negli spazi delle Stalle di Casa Santa è allestita la mostra JOAN FONTCUBERTA.Cosa sfuggì a Darwin / What Darwin Missed.

 Nato a Barcellona nel 1955 Joan Fontcuberta, fotografo, docente, saggista e iconoclasta, è considerato è tra le figure più autorevoli nel panorama della fotografia contemporanea.

Nella sua pratica incentrata sulla fotografia, egli mette in discussione l’autorità del mezzo stesso per esaminare la soggettività della verità e della percezione.

Il suo lavoro interroga i dogmi dei media, della tecnologia, della religione, della medicina, del governo, del mondo accademico, del sistema dell’arte e della scienza.

Il suo progetto espositivo presentato a monopoli – Cosa sfuggì a Darwin – indaga i coralli e la loro natura ambigua che li ha resi un mistero scientifico per secoli, ispirandone al contempo l’uso come talismani magici, pregiati oggetti da collezione e raffinati gioielli.

 La loro straordinaria diversità affascinò il giovane Charles spingendolo a dedicare al loro studio una delle sue prime opere: La struttura e la distribuzione delle barriere coralline (1842).

Oltre alla complessità biologica, Darwin riconobbe nei coralli una metafora della persistenza della vita, della bellezza plasmata dal tempo e dell’interdipendenza tra le specie.

Nel lavoro presentato al PhEST Fontcuberta rievoca il senso di meraviglia di Darwin e, dopo aver esplorato le Galápagos e le acque ricche di coralli di Monopoli e della costa pugliese, sfrutta le forme insolite dei coralli reali per confondere i confini tra realtà e finzione, tra natura e artificio.

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