JACOPO DI CERA. Between. (Gibellina Photoroad 2026)

- DATA INIZIO: 04/07/2026

- DATA FINE: 06/09/2026

- LUOGO: all’aperto in città Disseminate in città - Gibellina

- INDIRIZZO: Disseminate in città - Gibellina

- SITO WEB: https://gibellinaphotoroadfestival.com/it/jacopo-di-cera-between/

Un’opera omaggio all’intervento simbolo della memoria della distruzione, il grande Cretto di Alberto Burri

La città di Gibellina ospita lungo le sue vie la mostra JACOPO DI CERA. Between, esposizione aperta fino al 6 settembre

 

La città di Gibellina ospita lungo le sue vie la mostra JACOPO DI CERA. Between, esposizione aperta fino al 6 settembre
©Gibellina Photoroad_Jacopo Di Cera_Between – Opera in esposizione. Fonte immagine: https://gibellinaphotoroadfestival.com/

 

 

Tra i progetti site-specific del festival biennale Gibellina Photoroad nel 2026, parte integrante del programma di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea, non poteva mancare una mostra dedicata ad uno dei più grandi progetti realizzati a Gibellina dopo il terremoto: Il grande cretto di Alberto Burri.

E’ la mostra Between di Jacopo di Cera disponibile dal 4 luglio al 6 settembre 2026.

Il “Grande Cretto” di Alberto Burri è un’opera immaginata per custodire il terribile trauma del terremoto del 1968.

E’ una grande superficie bianca in cui la memoria di Gibellina vecchia si è fatta materia, silenzio, forma definitiva.

Con Between, Di Cera introduce dentro questa monumentalità un tempo diverso: non quello della Storia, ma quello essenziale, fragile e continuo della vita quotidiana.

La videoinstallazione a sei schermi nasce da uno shooting realizzato al Cretto che ha coinvolto gli abitanti di Gibellina di diverse generazioni mettendo in scena minimi gesti semplici: anziani che giocano a carte, una donna con la spesa, una bambina in bicicletta, una coppia che stende i panni, bambini che giocano a calcio.

Azioni comuni, intime, familiari, che appartengono a qualunque luogo e che aprono una soglia inaspettata dentro il monumento.

Riprese dall’alto e presentate in loop, le scene trasformano il Cretto in una costellazione di piccoli palcoscenici.

Le figure appaiono anche attraverso le loro ombre: presenze sospese capaci di suggerire identità diverse.

 In questo scarto tra corpo e ombra, tra materia e immagine digitale, la vita scorre lenta accompagnata dal rumore del vento.

Ogni schermo è una finestra sospesa tra passato e presente: ma la vita riportata simbolicamente nell’opera di Burri non cancella la ferita, non cerca di ricomporre il passato ma fa riemergere semplici forme di vita che riguardano tutti noi.

Between è dunque uno spazio intermedio tra ciò che è stato perduto e ciò che continua ad accadere, tra il peso della memoria e la leggerezza dei gesti ordinari.

 Il Cretto non diventa così semplice scenario, ma luogo abitabile in cui riemerge quella vita che trascorreva lenta nella vecchia Gibellina, lasciando aperta la possibilità che qualsiasi luogo possa tornare ad essere attraversato, abitato, immaginato.

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