IRENE COPPOLA. Esercizi di memoria

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Preziosi ritrovamenti, interventi minimi che assecondano la materia che si fa e si disfa, far emergere narrazioni bloccate negli oggetti nelle opere di Irene Coppola.

IRENE COPPOLA. Esercizi di memoria

 

 

Francesco Pantaleone Arte Contemporanea (FPAC) è stata fondata a Palermo nel 2003 con l’intenzione di mantenere due punti di osservazione privilegiati sull’arte contemporanea: locale e internazionale.

Per più di dieci anni, la galleria ha avuto sede alla Vucciria, nel cuore del mercato storico di Palermo.

Adesso è nel centro nobile della città ma mantiene sempre la missione originaria con un programma che presenta una ricerca ampia e trasversale, rappresentando artisti affermati e più giovani.

Dal 7 luglio la Galleria propone la mostra Esercizi di memoria di Irene Coppola, artista nata a Palermo nel 1991 che vive e lavora tra Palermo e Milano.

La Galleria d’Arte Moderna di Palermo è ricca di opere di Michele Catti (1855-1914) raffinato paesaggista delle memorabili marine di Palermo, ove la sabbia, la vegetazione, l’acqua, le case, le barche, persino l’aria, densa e profumata d’estate, sembrano essere immerse in una luce ambrata, calda, in cui ogni particolare è come irradiato dall’oro.

Irene Coppola, di una generazione lontanissima dal paesaggista Catti, scava nel passato della sua città, nelle crepe di un paesaggio stravolto, torna sugli stessi passi esplorando con delicatezza e con rispetto la storia di questi luoghi, ripercorre il lungo tratto di tempo che ha contrassegnato la costa e tenta di rileggerne, con il suo sguardo e la sua sensibilità, la storia recente.

L’artista osserva, recupera e interagisce con oggetti e scarti edili trovati lungo la costa, sommersi dalla sabbia compattata dei cosiddetti “mammelloni” del Sacco di Palermo, carichi di memorie scomode della storia urbana, politica e sociale della città.

Di questa città Irene propone un ritratto grottesco nel video Fuoco grande!, espressione tratta dal dialetto siculo “focu ‘ranni” che indica una situazione complicata e difficile da sbrogliare.

Irene scava, raccoglie e riassembla:

  • frammenti delle maioliche siciliane di antichi pavimenti sversati lungo la spiaggia
  • macerie delle ville Liberty rimpiazzate dai palazzoni popolari,
  • scarti della “malaedilizia” e della speculazione degli anni 70
  • ferri ricoperti di ruggine che sembrano voler scappare dalla materia in cui erano inglobati
  • la guaina arenata di una barca.

Con la sua pratica attenta e presente nel territorio, Irene lavora con una faticosa eredità e va oltre, guarda lontano, fa tesoro e prende distacco da ciò che non ha funzionato per ricominciare.

La sua, è la generazione di ritorno, capace di sentire in qualunque parte del mondo il sapore di casa, che sta nelle persone e nelle strade in cui ci si imbatte.

Nella sua prima personale alla galleria Francesco Pantaleone a Palermo, l’artista racconta tutto questo attraverso sculture, fotografie, un’opera video e un’installazione a pavimento dove coriandoli di maioliche polverizzano atmosfere passate.

Presenta opere fatte di elementi esteticamente seducenti ma taglienti come atti poetici.

Sono desideri di un altro sguardo sul mondo.

DATA INIZIO: 07/07/2022

DATA FINE: 29/10/2022

LUOGO: PALERMO – Francesco Pantaleone Arte Contemporanea

INDIRIZZO: Via Vittorio Emanuele, 303

TEL: 39 091332482 | +39 0287214884

ORARI DI APERTURA

  • Martedì > venerdì 10.00 – 19.00
  • Sabato 10.00 – 18.00

INFO

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