ILA BÊKA. Fotoni

- DATA INIZIO: 27/06/2026

- DATA FINE: 11/10/2026

- LUOGO: Magazzino delle Idee Corso Camillo Benso Conte di Cavour, 2 - Trieste

- INDIRIZZO: Corso Camillo Benso Conte di Cavour, 2 - Trieste

- TEL: +39 040 3774783

- SITO WEB: https://magazzinodelleidee.it/evento/ila-beka-fotoni/

Per Ila Bêka vedere significa tradurre i fotoni in esperienza

Magazzino delle Idee di Trieste ospita la mostra ILA BÊKA. Fotoni, esposizione aperta al pubblico fino al 11 ottobre

 

Magazzino delle Idee di Trieste ospita la mostra ILA BÊKA. Fotoni, esposizione aperta al pubblico fino al 11 ottobre
Locandina – banner mostra

 

Dal 27 giugno all’11 ottobre 2026 il Magazzino delle Idee di Trieste presenta Fotoni, la prima personale, a cura di Barbara Casavecchia, che rivela al pubblico la ricerca fotografica di Ila Bêka, (Latisana 1967) artista e regista friulano riconosciuto a livello internazionale per il lavoro filmico sviluppato insieme a Louise Lemoine.

Prodotta e organizzata dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – ERPAC, la mostra raccoglie per la prima volta una selezione di 300 fotografie provenienti dall’ampio e inedito archivio personale di Ila Bêka, composto da circa 300.000 immagini realizzate nell’arco di quarant’anni di pratica artistica.

Il titolo Fotoni rimanda alla passione di Ila Bêka per la meccanica quantistica e alle particelle di luce al centro delle ricerche di Albert Einstein.

Più di un secolo fa, il fisico formulò l’ipotesi che l’energia di un raggio luminoso non si distribuisse in modo continuo nello spazio, ma fosse composta da “quanti” localizzati e in movimento, successivamente denominati fotoni.

Una volta riflessi dalla materia, questi vengono percepiti e interpretati dal nostro cervello.

Da qui il titolo della mostra, che l’artista sintetizza così: “Vedere significa tradurre i fotoni in esperienza”.

La parola “fotoni” suggerisce anche una sottile dose di autoironia dell’artista per la scala di grande formato che alcune fotografie assumono in mostra, rispetto alla dimensione tascabile del repertorio d’immagini da lui scattate in maggior parte con il suo cellulare.

Per Ila Bêka, infatti, il cellulare assume la funzione di un taccuino di schizzi e annotazioni, uno strumento spesso in uso dagli artisti per sviluppare e affinare la propria grammatica del guardare, ancor prima del raffigurare.

Vagando per le strade l’artista registra attese, piccoli eventi e il suo sguardo si cala nella quotidianità, rimanendo vigile e curioso, senza imporsi l’obbligo della perfezione formale o della completezza.

In mostra affiorano due grandi filoni: il corpo e la luce.

La tematica del corpo s’incontra nelle serie fotografiche emerse dall’adolescenza a Latisana e dalla vicina spiaggia di Lignano Sabbiadoro, dove le inquadrature giocano con i volumi dei corpi dei bagnanti.

La luce, invece, è il fil rouge che unisce la selezione di immagini più astratte e rarefatte, incentrate su di essa come materia primaria della visione e delle nostre esperienze percettive.

Buio, tenebre, riflessi, baluginii diventano simili ad apparizioni.

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