HELIDON XHIXHA. Lumen ex terra

- DATA INIZIO: 12/06/2026

- DATA FINE: 27/09/2026

- LUOGO: Case Romane del Celio Clivo di Scauro adiacente piazza Santi Giovanni e Paolo - Roma

- INDIRIZZO: Clivo di Scauro adiacente piazza Santi Giovanni e Paolo - Roma

- SITO WEB: https://www.caseromanedelcelio.it/events/lumen-ex-terra/

Le sculture di Helidon Xhixha alle Case Romane del Celio non si limitano a occupare lo spazio, ma lo interpretano e lo riattivano

Case Romane del Celio in Roma ospitano la mostra HELIDON XHIXHA. Lumen ex terra, esposizione aperta fino al 27 settembre

 

Case Romane del Celio in Roma ospitano la mostra HELIDON XHIXHA. Lumen ex terra, esposizione aperta fino al 27 settembre
Locandina mostra

 

Il complesso archeologico delle case romane del Celio, situate sotto la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Roma fu scoperto nel 1887 da Padre Germano di S. Stanislao, rettore della Basilica, ed è costituito da oltre 20 ambienti ipogei su vari livelli, in parte affrescati con pitture databili tra il III secolo d.C. e l’età medievale.

Dal 12 giugno al 27 settembre 2026 in questi ambienti si possono ammirare le opere dell’artista contemporaneo Helidon XhiXha, con la mostra Lumen ex terra curata da Romina Guidelli e Andrea Puleschi.

Il progetto espositivo “Lumen ex terra” propone l’inserimento di una significativa selezione di opere del maestro Helidon Xhixha all’interno delle architetture delle Case Romane del Celio, configurandosi come un intervento volto ad attivare una relazione tra scultura contemporanea e spazio archeologico.

Non si tratta di un semplice accostamento tra epoche, né di un contrasto tra linguaggi, ma di un processo in cui l’opera contemporanea diventa strumento di lettura del luogo.

In questo senso, è il linguaggio di Xhixha a costituire il principio generativo dell’esperienza: le sue sculture non si limitano a occupare lo spazio, ma lo interpretano e lo riattivano.

Le sue sculture in acciaio inox lucidato a specchio di Xhixha introducono, infatti, un dispositivo percettivo fondato sul riflesso, inteso non come semplice restituzione dell’immagine, ma come processo attivo di amplificazione, deformazione e riscrittura del visibile.

Attraverso il riflesso delle opere dell’artista, murature, affreschi, volte e percorsi sotterranei vengono incorporati nella superficie scultorea e restituiti come immagini dinamiche.

Il materiale, pur nella sua solida consistenza, si apre così a una dimensione immateriale in cui spazio, luce, movimento e presenza dello spettatore entrano a far parte dell’opera.

Il riflesso diventa quindi uno strumento critico che attiva una lettura molteplice dello spazio, trasformandolo in un campo percettivo in continua ridefinizione.

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