Come i media hanno rappresentato corpi, vittime e aggressioni nell’interpretazione fotografica dell’artista finlandese Harri Pälviranta
Il Monastero di San Leonardo di Monopoli ospita la mostra HARRI PÄLVIRANTA. Choreography of Violence, fino al 1 novembre

Dall’8 agosto al primo novembre 2026 torna a Monopoli il Festival Internazionale di Fotografia e Arte PhEST.
PhEST nasce da una necessità, quella di provare a restituire una voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, quella di ridefinire un immaginario proprio e nuovo.
Il tema di quest’anno è What if? con sottotitolo See beyond the stars.
Guardando al di là delle stelle il festival individua nel “se” un dispositivo creativo che rende visibile ciò che non esiste.
Tra le mostre in programma, negli spazi del cinquecentesco Monastero di San Leonardo è allestita la mostra HARRI PÄLVIRANTA.Choreography of Violence.
Harri Pälviranta (Tampere, Finlandia) è artista, ricercatore e docente.
Da oltre vent’anni indaga il rapporto tra immagini e violenza, esplorandone le dimensioni sociali, politiche e simboliche.
Formatosi tra scienze politiche, fotografia e ricerca accademica, sviluppa una pratica che unisce strategie documentarie e approcci post-documentari.
Choreography of Violence nasce da una raccolta di fotografie di cronaca che documentano reali episodi di violenza avvenuti nel corso del Novecento.
Attraverso un processo di selezione, taglio, ri-fotografia e reinterpretazione, Pälviranta analizza il modo in cui i media hanno rappresentato corpi, vittime e aggressioni.
Il progetto trasforma una ricerca visiva in un’indagine critica sul potere delle immagini e sul modo in cui la violenza continua a essere osservata, narrata e ricordata.