GIUSEPPE CHIARI – Tra suono, segno e colore

- DATA INIZIO: 25/09/2026

- DATA FINE: 13/11/2026

- LUOGO: Galleria Il Ponte via di Mezzo 42/b - Firenze

- INDIRIZZO: via di Mezzo 42/b - Firenze

- TEL: +39 055 240617

- SITO WEB: https://www.galleriailponte.com/it/giuseppe-chiari-tra-suono-segno-e-colore-it/

La mostra per il centenario della nascita di Giuseppe Chiari evidenzia il legame tra linguaggio musicale, segno visivo e colore

Galleria Il Ponte di Firenze ospita la mostra GIUSEPPE CHIARI – Tra suono, segno e colore, fino al 13 novembre

 

GIUSEPPE CHIARI		Biografia
tra suono, segno e colore in mostra alla Galleria Il Ponte di Firenze
Giuseppe Chiari-Senza Titolo 1984-Il Ponte
Fonte immagine https://www.galleriailponte.com/

 

La galleria Il Ponte nasce a San Giovanni Valdarno nel 1965 e dal 1977 si è trasferita nell’attuale sede fiorentina.

Dal 25 settembre al 13 novembre 2026 la galleria presenta Giuseppe Chiari – Tra suono, segno e colore.

La mostra, dedicata all’universo astratto delineato, tra parola, suono e colore da Giuseppe Chiari, rende omaggio al centenario della nascita dell’artista.

Giuseppe Chiari (Firenze 1926 – Firenze 2007) musicista, compositore e artista concettuale, è stato una delle figure cardine dell’arte italiana del XX secolo.

 Figura storica di snodo, ha saputo tradurre la musica in un oggetto visivo e concettuale, pur conservandone il valore sonoro ed anzi elevando l’intera realtà a “musica”.

E’ stato infatti protagonista della scena culturale italiana e internazionale nella seconda metà del Novecento.

I suoi interessi ed ambiti d’azione furono molteplici e non riconducibili ad una singola disciplina: tutta la sua attività fu piuttosto una ricerca volta a superare i sistemi codificati e i linguaggi specifici.

Vicino all’ambiente Fluxus, Chiari utilizza la musica – o meglio la sua personale riflessione sulla musica – come linguaggio privilegiato per segnare quella rottura con le arti tradizionali che questo movimento di neo-avanguardia andava proponendo a partire dai primi anni Sessanta.

Una riflessione che lo porterà a ripensare la musica e a metterne in discussione i canoni fondamentali per approdare a nuove intuizioni teoriche che tendono verso la totalità e l’universalità del fare artistico.

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