Dopo la grande mostra sul Futurismo del 2025 il Castello di Desenzano presenta il ritorno all’ordine incentrato sull’opera di Giorgio de Chirico
Il Castello di Desenzano del Garda ospita la mostra GIORGIO DE CHIRICO. Un mondo senza tempo, dal 17 maggio al 4 novembre

Dal 17 maggio al 4 novembre 2026 il Castello di Desenzano ospita la mostra Un mondo senza tempo, del maestro della Metafisica Giorgio de Chirico.
Il Castello di Desenzano si conferma sempre più un palcoscenico di grande arte, diventando un punto di riferimento sul Lago di Garda per mostre ed eventi culturali di rilievo.
In questo contesto si inserisce il nuovo appuntamento del 2026 che, dopo l’esposizione dedicata al Futurismo, propone un percorso attraverso l’opera di Giorgio de Chirico e degli artisti che, insieme a lui, e in risposta alle avanguardie futuriste, hanno ridefinito e consacrato l’arte del Novecento italiano.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno del Comune di Desenzano del Garda nella promozione della cultura e della valorizzazione artistica del territorio.
Curata da Giordano Bruno Guerri e organizzata da Il Cigno Arte, la mostra GIORGIO DE CHIRICO. Un mondo senza tempo prosegue dunque l’indagine nell’arte del secolo scorso concentrandosi sul momento chiave del “Ritorno all’Ordine”.
Dopo il trauma della Prima Guerra Mondiale e l’energia frenetica del Futurismo, molti artisti sentirono il bisogno di rallentare, ritrovare equilibrio e tornare a un’idea di bellezza più stabile e riconoscibile.
In tutta Europa si diffuse così una nuova sensibilità fatta di silenzio, misura e riscoperta di armonia, bellezza classica e radici culturali.
In Italia, questa voglia di concretezza trovò un’importante voce nella rivista dei Valori plastici, attorno alla quale Giorgio de Chirico fu protagonista insieme a un gruppo di artisti noti come “Les Italiens de Paris” che includeva, fra gli altri, Filippo de Pisis, René Paresce, il fratello Alberto Savinio, Gino Severini e Mario Tozzi.
Di questi al Castello di Desenzano si potranno ammirare alcuni dipinti assieme al nucleo centrale della mostra con una ventina di opere di de Chirico provenienti da musei pubblici e collezioni private, i bozzetti conservati al Vittoriale degli Italiani per la rappresentazione de La figlia di Iorio di Gabriele d’Annunzio.