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ToggleCapolavori della famosa coppia di artisti Gilbert & George nella mostra focus alla Collezione Sonnabend di Mantova
Sonnabend Collection di Mantova ospita la mostra GILBERT & GEORGE, esposizione aperta dal 10 settembre al 5 aprile 2026

A fine 2025 è nato a Mantova un nuovo grande Museo d’Arte Contemporanea con lo straordinario patrimonio di opere di una delle Collezioni internazionali d’arte private più rilevanti del Novecento, Sonnabend Collection, esposta nel centro della città all’interno del rinnovato Palazzo della Ragione.
Il progetto nasce dall’incontro del Comune di Mantova con la Sonnabend Collection Foundation e Marsilio Arte, che si occupa, al fianco del Comune di Mantova, della gestione complessiva dello spazio che affianca all’esposizione permanente un ricco programma di mostre temporanee con focus su artisti o movimenti presenti nella collezione, che porterà a Mantova straordinari capolavori d’arte contemporanea.
Il museo è già entrato nell’ambiente culturale mantovano e, in occasione della 30ma edizione del Festival della letteratura in programma dal 9 al 13 settembre, il giorno 10 settembre inaugura una mostra focus dedicata a Gilbert & George e di nuovi capolavori della Pop Art e dell’arte contemporanea.
La mostra, dal titolo GILERT & GEORGE, è aperta fino al 5 aprile 2027 e segue la mostra focus Screen Tests di Andy Warhol che chiude il 23 agosto.
Il legame tra Gilbert & George e la galleria Sonnabend risale al 1971, anno in cui la celebre The Singing Sculpture ne inaugurò la sede di New York, segnando l’inizio di un sodalizio umano e professionale durato decenni.
A quasi vent’anni dall’ultima importante presenza monografica in Italia, la Sonnabend Collection – che a Mantova conta già nel proprio percorso espositivo permanente la presenza della storica opera Berries (1985) – propone a Palazzo della Ragione un focus approfondito e di grande rigore concettuale.
Si tratta di una selezione di otto opere emblematiche che arrivano in Italia per la prima volta, che ripercorrono i passaggi chiave di quasi sessant’anni di carriera e affrontano i loro temi cardine: dal sesso alla politica, dalla religione all’identità urbana, fino alla mortalità.
Il percorso espositivo si struttura sul dialogo diretto tra le stagioni degli esordi e la produzione recente.
Il punto di partenza è rappresentato dai monumentali disegni a carboncino di The Bar II (1972), uno spazio sospeso, silenzioso e melanconico.
Dagli anni Ottanta lo sguardo si sposta verso i celebri e coloratissimi quadri su grande scala disposti a griglia geometrica, che riflettono il microcosmo del nostro mondo.
Attraverso questa tecnica inconfondibile, la mostra attraversa capitoli dissacranti e provocatori come Piss off!(2014), un grido di ribellione visiva contro i tabù sociali, l’inquietudine urbana ed esasperata di Bale (2013), fino alle visioni ironiche e surreali di Beardway (2016), dove le loro sembianze si mascherano dietro l’ossessione contemporanea per le barbe, trasformandoli in divinità pop contemporanee.