Tripide giapponese del kaki in Lombardia: cosa sappiamo

Il tripide giapponese del kaki trovato in Lombardia: cosa sappiamo

Una foglia di kaki che si arriccia o si deforma può avere molte spiegazioni. In alcuni giardini della Lombardia, però, proprio un particolare ripiegamento dei margini fogliari ha portato all’individuazione di un insetto che fino a pochi anni fa non risultava documentato in Europa.

Il tripide giapponese del kaki, Ponticulothrips diospyrosi, è un piccolo insetto strettamente legato a questa pianta e conosciuto soprattutto in Asia. La sua presenza in Europa è stata documentata scientificamente nel 2026, dopo ritrovamenti avvenuti in Lombardia e nel vicino Canton Ticino.

La segnalazione è interessante dal punto di vista fitosanitario, ma i dati disponibili non indicano al momento una situazione di particolare allarme. La distribuzione conosciuta in Italia è ancora limitata e resta da capire come la specie si comporterà nel tempo nelle condizioni ambientali europee.

Un insetto nuovo per l’Europa, non per la scienza

Ponticulothrips diospyrosi appartiene all’ordine dei Tisanotteri e alla famiglia Phlaeothripidae. La specie è stata descritta scientificamente negli anni Ottanta ed è nota in particolare come tripide galligeno del kaki.

Non si tratta quindi di un insetto appena scoperto. La novità riguarda la sua presenza sul territorio europeo.

Prima dei ritrovamenti segnalati in Italia e Svizzera, la specie era conosciuta soprattutto in Asia, dove è stata studiata per il rapporto molto stretto con il kaki, Diospyros kaki.

È infatti considerata una specie monofaga: allo stato delle conoscenze disponibili, la sua pianta ospite è il kaki.

I primi ritrovamenti in Lombardia

In Italia Ponticulothrips diospyrosi è stato individuato nell’estate del 2023 su alberi di kaki presenti in un giardino privato di Fino Mornasco, in provincia di Como.

Ad attirare l’attenzione erano state alcune foglie con i margini fortemente ripiegati.

Le indagini effettuate successivamente, nel giugno 2024, hanno confermato la presenza del tripide anche in altri due siti della Lombardia, nelle province di Como e Varese.

La situazione italiana viene attualmente descritta dall’EPPO, l’Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante, come una presenza a distribuzione limitata.

Questo è un punto importante: sulla base delle segnalazioni ufficiali disponibili non possiamo parlare, almeno per ora, di un insetto diffuso nei giardini italiani.

In Svizzera era stato osservato già nel 2022

La ricostruzione dei primi ritrovamenti europei presenta un dettaglio curioso.

La pubblicazione scientifica che nel 2026 ha formalizzato la presenza della specie in Europa fa riferimento alle osservazioni effettuate in Italia nel 2023 e in Svizzera nel 2024.

L’EPPO segnala però che un entomologo aveva già notato il tripide nel maggio 2022 su un kaki del proprio giardino a Vernate, nel Canton Ticino.

La presenza era quindi stata osservata in Svizzera prima del ritrovamento italiano, anche se la successiva identificazione e lo studio scientifico hanno permesso di ricostruire e formalizzare il quadro soltanto in seguito.

Come si presenta il danno sulle foglie

Il segnale più caratteristico interessa proprio le foglie del kaki.

Il margine tende ad arrotolarsi longitudinalmente verso l’interno, creando una sorta di piega o struttura protetta. È all’interno di questi ripiegamenti che gli insetti possono alimentarsi e svilupparsi.

In letteratura queste deformazioni vengono descritte come margin-roll galls, cioè galle formate dall’arrotolamento del margine fogliare.

L’effetto può essere evidente e modificare sensibilmente l’aspetto della foglia.

Questo, però, non significa che ogni kaki con foglie arricciate ospiti necessariamente Ponticulothrips diospyrosi. Deformazioni simili possono dipendere da cause diverse e l’identificazione della specie non può essere fatta soltanto osservando il sintomo.

Nel caso dei ritrovamenti europei, gli esemplari sono stati identificati attraverso caratteristiche morfologiche e analisi molecolari.

E sui frutti?

Anche i frutti possono mostrare segni dell’attività del tripide.

Nei casi studiati in Europa sono state osservate piccole cicatrici puntiformi sulla buccia, riconducibili all’attività dell’insetto.

È importante distinguere questi segni dalle deformazioni delle foglie: sui frutti non si parla delle caratteristiche galle da arrotolamento fogliare, ma principalmente di alterazioni superficiali.

Nei siti italiani e svizzeri esaminati finora il danno ai frutti è stato descritto soprattutto come cosmetico e la crescita degli alberi infestati non risultava compromessa.

Sono osservazioni rassicuranti, ma riguardano un numero ancora limitato di casi.

Cosa succede nei Paesi dove il tripide è presente da più tempo

Per conoscere meglio Ponticulothrips diospyrosi bisogna guardare soprattutto agli studi condotti in Asia.

In Corea del Sud il tripide è stato studiato nei frutteti di kaki per comprenderne il ciclo biologico, la distribuzione e i danni.

Le ricerche hanno mostrato che gli adulti che superano l’inverno possono raggiungere le nuove foglie in primavera e deporre le uova all’interno dei margini ripiegati.

Nelle condizioni osservate dagli studiosi coreani, la prima generazione di adulti compariva generalmente tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. La maggior parte degli individui sembrava completare una generazione annuale, mentre una quota più ridotta poteva svilupparne una seconda.

Questi dati sono utili per capire la biologia dell’insetto, ma non possono essere trasferiti automaticamente all’Italia.

Temperature, clima, coltivazioni e condizioni ambientali sono differenti e non sappiamo ancora se il ciclo stagionale europeo seguirà lo stesso andamento.

Può diventare un problema per i frutteti di kaki?

È ancora troppo presto per dirlo.

In alcune aree asiatiche Ponticulothrips diospyrosi può essere un parassita dei frutteti di kaki e le infestazioni possono provocare deformazioni fogliari e alterazioni superficiali dei frutti.

Gli studi condotti in Corea mostrano però anche una notevole variabilità: la presenza e l’intensità delle infestazioni possono cambiare sensibilmente da un frutteto all’altro.

Il comportamento osservato in Asia non permette quindi di prevedere automaticamente quello che accadrà in Italia.

Proprio per questo gli organismi fitosanitari sottolineano la necessità di approfondire la biologia e l’ecologia della specie nelle condizioni europee.

Al momento non sappiamo quale possa essere il suo impatto a lungo termine sulle coltivazioni italiane di kaki.

È considerato un organismo da quarantena?

Al momento, le valutazioni disponibili per i ritrovamenti europei non vanno in questa direzione.

Le valutazioni preliminari effettuate dai servizi fitosanitari della Lombardia e della Svizzera hanno concluso che Ponticulothrips diospyrosi non soddisfa i criteri necessari per essere considerato un organismo nocivo da quarantena.

Tra gli elementi presi in considerazione c’è anche la forte specializzazione della specie sul kaki.

Questo non significa che il tripide non debba essere osservato o studiato. Significa semplicemente che, sulla base delle informazioni disponibili, non è stato ritenuto necessario attribuirgli quello specifico status fitosanitario.

Chi ha un kaki in giardino deve preoccuparsi?

I dati disponibili finora non indicano una situazione di particolare allarme, anche se il comportamento della specie nelle condizioni europee dovrà essere seguito nel tempo.

Può però essere utile osservare la pianta e prestare attenzione soprattutto alla comparsa di foglie giovani con margini fortemente arrotolati, in particolare se il fenomeno interessa diverse parti dello stesso albero.

Anche eventuali piccole cicatrici sui frutti possono essere annotate.

Questi sintomi, però, non permettono da soli di stabilire che si tratti di Ponticulothrips diospyrosi.

Al momento, nei materiali pubblici consultabili dei servizi fitosanitari italiani non risultano indicazioni specifiche rivolte ai proprietari di giardini per la gestione di questo particolare tripide. Le strategie studiate nei frutteti asiatici appartengono a contesti agricoli, climatici e normativi diversi e non dovrebbero essere trasformate in indicazioni fai-da-te.

In presenza di una situazione sospetta è più prudente fotografare bene le foglie interessate e rivolgersi al Servizio Fitosanitario della propria Regione.

In Lombardia il Servizio Fitosanitario Regionale mette a disposizione anche strumenti dedicati alla segnalazione degli organismi nocivi e alla sorveglianza fitosanitaria.

Non sappiamo ancora come sia arrivato in Europa

Una delle domande più interessanti rimane senza risposta: come è arrivato Ponticulothrips diospyrosi fino all’Italia e alla Svizzera?

Il commercio internazionale di materiale vegetale può rappresentare in generale una possibile via di trasporto per molti organismi associati alle piante. Nel caso di questo tripide, però, le fonti scientifiche e fitosanitarie consultate non indicano una modalità concreta di introduzione in Europa.

Attribuire l’arrivo a una specifica via commerciale sarebbe quindi, allo stato attuale, un’ipotesi.

Non si sa neppure con certezza da quanto tempo la specie fosse presente prima delle prime osservazioni note.

Una presenza da seguire, senza trasformarla in un’emergenza

Il ritrovamento di Ponticulothrips diospyrosi mostra quanto la sorveglianza fitosanitaria possa portare alla scoperta di specie che fino a quel momento non risultavano presenti sul territorio.

Oggi sappiamo che il tripide è stato trovato in alcune località della Lombardia e del Canton Ticino, conosciamo il tipo di deformazione che può provocare sulle foglie di kaki e disponiamo di molti più dati sulla sua biologia nei Paesi asiatici.

Restano però aperte domande importanti.

Non si conosce ancora la sua reale distribuzione in Europa e non si sa neanche quanto rapidamente possa eventualmente espandersi né quale potrebbe essere il suo impatto sui frutteti italiani nel lungo periodo.

Per chi coltiva un kaki, quindi, il messaggio per ora è semplice: osservare senza allarmarsi.

Le foglie insolitamente arrotolate possono meritare attenzione e, nei casi sospetti, una segnalazione agli organismi competenti. Ma trasformare oggi questo piccolo insetto asiatico in una nuova emergenza per i kaki italiani significherebbe andare oltre ciò che i dati disponibili permettono realmente di affermare.

 

Autore Eleonora Dorigo

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