Licheni sui tronchi: perché compaiono e quando bisogna preoccuparsi

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Licheni sui tronchi: perché compaiono e quando bisogna preoccuparsi

 

Licheni sui tronchi di un albero osservati da vicino

 

I licheni sui tronchi possono assumere l’aspetto di croste grigie, macchie verdi, piccole lamine oppure ciuffi ramificati. Quando diventano molto visibili sulla corteccia degli alberi, è facile scambiarli per una malattia o pensare che stiano indebolendo la pianta.

In realtà, nella maggior parte dei casi, i licheni non rappresentano un pericolo. Non sono parassiti, non sottraggono linfa e utilizzano il tronco principalmente come superficie sulla quale vivere.

La loro presenza può risultare più evidente sugli alberi maturi, a crescita lenta o con una chioma diradata. Per capire se una pianta sta bene, quindi, non basta osservare ciò che ricopre la corteccia: bisogna guardare anche la chioma, i rami, le foglie e le condizioni del terreno.

Che cosa sono davvero i licheni

Un lichene non è una muffa e non è neppure una pianta nel significato abituale del termine. È un organismo composito, formato dall’associazione stabile tra un fungo e uno o più organismi capaci di svolgere la fotosintesi, generalmente alghe verdi o cianobatteri.

Il fungo forma gran parte della struttura del lichene e contribuisce a proteggere il partner fotosintetico dalla disidratazione. Quest’ultimo, invece, utilizza la luce per produrre le sostanze necessarie alla vita dell’associazione.

Il corpo del lichene viene chiamato tallo e può presentarsi in forme molto diverse. Alcuni licheni aderiscono alla corteccia come una crosta sottile; altri sviluppano lobi simili a piccole foglie; altri ancora formano strutture ramificate, pendenti o cespugliose.

Anche i colori possono variare: grigio, verde, giallo, arancione, marrone e, in alcuni casi, tonalità quasi nere. Per questo non sempre è immediato distinguerli da alghe, muschi o alterazioni della corteccia.

 

Struttura di un lichene sulla corteccia di un albero

 

Perché crescono sui tronchi degli alberi

La corteccia offre ai licheni una superficie relativamente stabile sulla quale insediarsi. Non tutte le specie arboree, però, ospitano gli stessi licheni e non tutti i lati del tronco presentano una copertura uguale.

La loro crescita può essere influenzata da diversi fattori:

  • quantità di luce;
  • umidità dell’aria;
  • esposizione alla pioggia e ai venti;
  • rugosità e composizione della corteccia;
  • età dell’albero;
  • velocità con cui tronco e rami si sviluppano;
  • presenza di ombra o di una chioma molto fitta.

Le parti maggiormente esposte all’umidità possono ospitare specie diverse da quelle che preferiscono zone più luminose e asciutte. Non è quindi corretto affidarsi alla vecchia regola secondo cui muschi e licheni crescerebbero sempre e soltanto sul lato nord degli alberi.

Anche le caratteristiche della corteccia contano. Le superfici vecchie, rugose e poco soggette a cambiamenti possono offrire ai licheni più tempo e più punti di ancoraggio rispetto alla corteccia giovane di un ramo in rapida crescita.

I licheni fanno male all’albero?

I licheni che si sviluppano sui tronchi non penetrano nei tessuti vivi per nutrirsi della pianta. Non possiedono radici collegate al sistema vascolare dell’albero e non sottraggono acqua, sali minerali o sostanze elaborate dalle foglie.

Il tronco funziona quindi come un supporto, nello stesso modo in cui altri licheni possono crescere sulle rocce, sui muri, sul legno morto o su diverse superfici esposte all’ambiente.

Una copertura abbondante non significa automaticamente che l’albero sia stato attaccato. Anche piante sane possono ospitare comunità licheniche numerose, soprattutto quando il clima e le caratteristiche della corteccia sono favorevoli.

Non è dunque il lichene a far ammalare l’albero.

Perché sono più visibili su alberi vecchi o poco vigorosi

Il dubbio nasce dal fatto che i licheni possono apparire particolarmente abbondanti su alberi maturi, con una crescita ridotta o con una chioma diradata.

Un albero giovane e vigoroso aumenta più rapidamente il diametro dei rami e rinnova progressivamente la superficie esterna della corteccia. I licheni possono quindi avere meno tempo per espandersi e diventare evidenti.

Su un albero che cresce lentamente, invece, la superficie rimane stabile più a lungo. Se la chioma è poco fitta, sul tronco arriva anche una maggiore quantità di luce, condizione favorevole ad alcune specie.

I licheni possono quindi risultare più evidenti sugli alberi a crescita lenta o con una chioma diradata, ma non ne provocano il deperimento. La loro abbondanza deve essere valutata insieme agli altri segnali di vitalità della pianta.

Per questo, davanti a un tronco molto ricoperto, non serve concentrarsi soltanto sulla corteccia. È più utile chiedersi se la pianta stia producendo nuovi germogli, se la chioma sia uniforme e se siano comparsi rami secchi o altri cambiamenti recenti.

Licheni, muschi e alghe non sono la stessa cosa

Sul tronco possono convivere organismi diversi, spesso difficili da riconoscere a prima vista.

I muschi sono piccole piante prive di veri vasi conduttori e formano generalmente cuscinetti morbidi, verdi e leggermente rialzati. Prediligono spesso superfici umide e ombreggiate.

Le alghe possono invece apparire come patine verdi, scure o leggermente viscide, soprattutto nelle zone molto umide.

I licheni tendono ad avere una struttura più definita: possono assomigliare a croste aderenti, piccole foglie sovrapposte o ramificazioni in miniatura.

La distinzione diventa importante quando la crescita osservata non rimane semplicemente sulla superficie, ma è accompagnata da legno molle, lesioni, rigonfiamenti, essudazioni o zone della corteccia che si staccano. In questi casi potrebbe non trattarsi soltanto di un lichene ed è opportuno valutare l’intera pianta.

Sono davvero un segno di aria pulita?

I licheni sono utilizzati dagli studiosi come bioindicatori e bioaccumulatori perché ricevono acqua e sostanze nutritive direttamente dalle precipitazioni e dall’atmosfera. Alcune specie sono particolarmente sensibili agli inquinanti, mentre altre riescono a tollerare meglio determinate condizioni ambientali.

Da qui nasce l’idea secondo cui trovare licheni su un albero sarebbe una prova sicura della buona qualità dell’aria.

La realtà è più articolata. Per valutare l’inquinamento non basta accertare la presenza di un lichene su un singolo tronco. I programmi di biomonitoraggio esaminano quali specie sono presenti, la loro frequenza, la composizione dell’intera comunità e le sostanze accumulate nei tessuti. Utilizzano inoltre metodi di campionamento e protocolli precisi.

La presenza di licheni può quindi offrire informazioni interessanti sull’ambiente, ma non permette da sola di stabilire quanto sia pulita l’aria di un giardino, di una strada o di un quartiere.

Bisogna rimuovere i licheni dalla corteccia?

Se la pianta non presenta altri problemi, i licheni possono essere lasciati dove sono. Non occorre raschiarli, spazzolarli o lavarli via.

Poiché non sono la causa del deperimento della pianta, rimuoverli non serve a curare l’albero. Raschiare o strofinare energicamente la corteccia può, al contrario, danneggiarne la superficie protettiva.

Non è necessario nemmeno trattare preventivamente la pianta soltanto perché il tronco appare grigio, verde o chiazzato. Prima di intervenire bisogna capire che cosa si sta osservando e se esiste un problema reale.

Quando conviene controllare meglio l’albero

La presenza dei licheni, da sola, non richiede cure. È invece utile osservare con maggiore attenzione la pianta quando compaiono anche altri segnali:

  • chioma che diventa progressivamente più rada;
  • numerosi rami secchi;
  • foglie più piccole, scolorite o cadute in anticipo;
  • crepe profonde, ferite o aree infossate sulla corteccia;
  • legno deteriorato o cavità;
  • cancri o rigonfiamenti associati a ferite e fessure;
  • essudazioni nuove o persistenti, soprattutto se accompagnate da lesioni della corteccia;
  • corpi fruttiferi fungini, come mensole o funghi, alla base del tronco o sui rami;
  • inclinazioni o cambiamenti improvvisi nella stabilità della pianta.

Questi elementi non permettono da soli di formulare una diagnosi, ma indicano che il problema non va attribuito automaticamente ai licheni. Le cause potrebbero riguardare siccità prolungata, ristagni idrici, terreno compattato, danni alle radici, ferite meccaniche, parassiti o malattie.

Nel caso di alberi grandi, situati vicino a case, strade o zone frequentate, una valutazione professionale è particolarmente importante quando sono presenti rami morti, cavità o dubbi sulla stabilità.

 

Arboricoltore controlla la corteccia e la stabilità di un albero

 

Una piccola presenza di biodiversità in giardino

Lasciare i licheni sui tronchi significa anche conservare una componente spesso trascurata dell’ecosistema del giardino.

I licheni contribuiscono a creare piccoli habitat sulla corteccia, offrendo rifugio e mimetismo a diversi invertebrati. Alcuni uccelli e piccoli mammiferi li utilizzano anche come materiale per i nidi, mentre altre specie animali se ne nutrono.

Un tronco ricoperto di macchie e piccole strutture non è quindi necessariamente sporco, trascurato o malato. Può essere una superficie viva, colonizzata lentamente da organismi capaci di adattarsi a condizioni molto diverse.

Prima di cercare un rimedio, conviene fermarsi a osservare. Se l’albero produce foglie e germogli, mantiene una chioma equilibrata e non presenta altri sintomi, i licheni possono restare al loro posto.

Il controllo più utile non consiste nel pulire la corteccia, ma nel prendersi cura dell’albero nel suo insieme: proteggere le radici, evitare ferite al tronco, irrigare correttamente nei periodi di siccità e intervenire soltanto quando esiste una necessità reale.

 

A cura della Redazione di Pikasus ArteNews – Sezione “Giardinaggio”

Autore Eleonora Dorigo

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