Quando le immagini possono plasmare le convinzioni, anche quando appaiono troppo straordinarie per essere vere
Casa Santa di Monopoli ospita la mostra FRANCES GRIFFITHS & ELSIE WRIGHT Cottingley Fairies, fino al 1 novembre

Dall’8 agosto al primo novembre 2026 torna a Monopoli il Festival Internazionale di Fotografia e Arte PhEST.
PhEST nasce da una necessità, quella di provare a restituire una voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, quella di ridefinire un immaginario proprio e nuovo.
Il tema di quest’anno è What if? con sottotitolo See beyond the stars
Guardando al di là delle stelle il festival individua nel “se” un dispositivo creativo che rende visibile ciò che non esiste.
Tra le mostre in programma, negli spazi di Casa Santa è allestita la mostra FRANCES GRIFFITHS & ELSIE WRIGHT.Cottingley Fairies a cura di / curated by Valeria Gaetani.
Una mostra storica che richiama fatti di inizio Novecento.
Nel 1917 due cugine inglesi Frances Griffiths ed Elsie Wright, realizzarono una serie di fotografie che sembravano ritrarle mentre giocavano in giardino con minuscole fate alate.
Le immagini erano talmente ben costruite e realistiche che, in un’epoca in cui l’interesse per lo spiritismo e il soprannaturale era molto diffuso, in molti credettero all’autenticità di quelle immagini suscitando interesse a livello internazionale.
Lo stesso scrittore Arthur Conan Doyle ne scrisse con convinzione e per decenni le foto rimasero oggetto di fascino e dibattito.
Erano ormai molto anziane nel 1983 quando le due cugine ammisero che quattro delle cinque immagini erano state costruite a tavolino utilizzando sagome di carta – ispirate alle illustrazioni di un libro per bambini – fissate con degli spilli da cappello.
Ma continuarono a confermare l’autenticità della quinta fotografia.
Oggi quelle foto delle cugine inglesi sono ricordate come una delle più celebri bufale della storia della fotografia.
Tuttavia, ritornano di grande attualità nell’alimentare il dibattito sugli sviluppi delle tecnologie e sui rischi che derivano dall’ingresso “massiccio” dell’Intelligenza Artificiale nella vita dell’uomo e sulla sua capacità di produrre immagini dove è impossibile distinguere la finzione dalla realtà.