FRANCA GHITTI. Una storia di Altri Alfabeti

- DATA INIZIO: 16/06/2026

- DATA FINE: 04/04/2027

- LUOGO: Museo di Santa Giulia via Musei 55 - Brescia

- INDIRIZZO: via Musei 55 - Brescia

- TEL: +39 030 8174200

- SITO WEB: https://www.bresciamusei.com/evento/franca-ghitti-una-storia-di-altri-alfabeti/

La mostra dedicata all’artista bresciana Franca Ghitti conduce alla scoperta di un affascinante dialogo tra arte contemporanea e patrimonio storico

Il Museo di Santa Giulia a Brescia ospita la mostra FRANCA GHITTI. Una storia di Altri Alfabeti, fino al 4 aprile 2027

 

Il Museo di Santa Giulia a Brescia ospita la mostra FRANCA GHITTI. Una storia di Altri Alfabeti, fino al 4 aprile 2027
Locandina mostra

 

Dal 16 giugno 2026 al 4 aprile 2027, il Museo di Santa Giulia a Brescia presenta “Franca Ghitti. Una storia di Altri Alfabeti, mostra monografica che intreccia alcune delle opere più significative della ricca produzione dell’artista bresciana con il percorso permanente del museo, instaurando un dialogo inedito con i suoi spazi e le sue collezioni.

 Un progetto pioneristico che si inserisce nel format espositivo “Palcoscenici Archeologici” inaugurato con le monografiche su Francesco Vezzoli (2021), Emilio Isgrò (2022) e Fabrizio Plessi (2023).

La mostra, a cura di Fausto Lorenzi ed Elena Pontiggia, è promossa dal Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei in collaborazione con Archivio Franca Ghitti.

Franca Ghitti (1932-2012) è una delle voci più rilevanti della plastica contemporanea italiana e internazionale e, in questo progetto espositivo, alcune delle sue opere più significative si inseriscono nel percorso permanente del museo.

Originaria della Valle Camonica, Franca Ghitti ha sviluppato una ricerca artistica unica nel panorama creativo italiano, costruita a partire dal recupero di materiali legati al lavoro — legni consumati, chiodi, scarti di segheria e di fucina — per trasformarli in opere d’arte che richiamano le forme essenziali della vita quotidiana — mappe, tavole, madie, edicole, porte, cancelli — e che, insieme, assumono la presenza solenne di monumenti rituali e sacrali.

L’artista non ha innalzato il memoriale di un mondo perduto, ma ha piuttosto dato vita a un linguaggio visivo tramandato dall’antica struttura sociale, rievocando l’arte popolare attraverso la riaggregazione di pratiche in un complesso mentale e spaziale del tutto contemporaneo.

 Nel contesto dell’antico monastero di San Salvatore e Santa Giulia, che racconta oltre duemila anni di storia della città le opere di Franca Ghitti si inseriscono quindi in modo naturale.

I lavori dell’artista camuna sono proposti in dialogo con le testimonianze del mondo romano, longobardo-carolingio, romanico e rinascimentale ed è come se riecheggiassero lo spirito del museo civico, nel rievocare gesti, segni, riti del vivere e del lavorare.

Le opere in mostra provengono dall’Archivio Franca Ghitti, dal Museo Franca Ghitti di Darfo a Boario Terme e da una collezione privata, e riuniscono sapientemente scultura, pittura e architettura ribadendo la capacità di costituirsi come archivio di interi habitat e come memoria collettiva della comunità.

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