INDICE
ToggleMusei statali Lazio: siti e monumenti da visitare – PARTE 3

Nel complesso, i musei statali, i monumenti e i siti archeologici di competenza del Ministero della Cultura italiano sono circa 500.
Considerando i soli musei statali e i monumenti nazionali — abbazie, chiese, castelli, ville storiche e complessi archeologici — continuiamo l’elencazione dei siti culturali nella Regione Lazio.
Indirizzo
Piazza di Sant’Apollinare, 46
00186 Roma
Orari di apertura
Da martedì a domenica, 9.00 – 19.00
Ultimo ingresso alle 18.00
Chiuso il lunedì, salvo aperture straordinarie.
Presentazione
Palazzo Altemps è una delle sedi del Museo Nazionale Romano ed è dedicato in particolare alla storia del collezionismo.
Situato a pochi passi da Piazza Navona, in prossimità della riva sinistra del Tevere, nel Campo Marzio, il primo nucleo del palazzo fu edificato nel XV secolo per volontà di Girolamo Riario, signore di Imola e nipote di papa Sisto IV.
Acquistato dallo Stato negli anni Ottanta del Novecento, Palazzo Altemps è stato aperto come museo nel 1997.
Il museo ospita importanti capolavori di scultura antica provenienti da celebri collezioni nobiliari entrate nelle raccolte statali.
Alle statue e ai rilievi delle collezioni Altemps, Boncompagni Ludovisi, Mattei e Del Drago si affiancano sculture Jandolo, Veneziani e Brancaccio, la raccolta egizia, gli affreschi Pallavicini Rospigliosi, opere provenienti da rinvenimenti eccezionali e materiali recuperati dal mercato antiquario.
Completa il percorso la raccolta archeologica di Evan Gorga, eccentrico collezionista del primo Novecento.
Indirizzo
Largo di Villa Peretti, 2
00185 Roma
Orari di apertura
Da martedì a domenica, 9.00 – 19.00
Ultimo ingresso alle 18.00
Chiuso il lunedì, salvo aperture straordinarie.
Presentazione
L’ottocentesco Palazzo Massimo, edificio in stile neorinascimentale, ospita una delle più importanti collezioni di arte classica al mondo ed è una delle sedi del Museo Nazionale Romano.
Nei quattro piani del museo, sculture, affreschi, mosaici, monete e opere di oreficeria documentano l’evoluzione della cultura artistica romana dall’età tardo-repubblicana all’età tardo-antica, in un arco cronologico che va dal II secolo a.C. al V secolo d.C.
Il percorso espositivo permette di attraversare aspetti diversi della storia, del mito e della vita quotidiana di Roma.
Al piano terra sono esposti importanti originali greci rinvenuti a Roma, tra cui il Pugile, il Principe ellenistico e la Niobide dagli Horti Sallustiani, oltre a esempi significativi della ritrattistica repubblicana e imperiale.
Al primo piano si incontrano celebri capolavori della statuaria, tra cui il Discobolo Lancellotti, la Fanciulla di Anzio e l’Ermafrodito dormiente.
Al secondo piano, pareti affrescate e mosaici pavimentali documentano la decorazione domestica di prestigiose residenze romane.
Indirizzo
Località Castello di Santa Severa, s.n.c.
00058 Santa Marinella
Città metropolitana di Roma
Orari di apertura
L’accesso all’Antiquarium e all’area archeologica di Pyrgi è collegato alla programmazione del complesso del Castello di Santa Severa e può variare in base alla stagione, alle visite guidate e alle aperture straordinarie.
Per il complesso monumentale sono indicati questi orari stagionali:
dal 1 aprile al 30 giugno, da martedì a venerdì 9.00 – 18.00; sabato, domenica e festivi 10.00 – 19.00
dal 1 luglio al 1 settembre, da martedì a domenica e festivi 17.00 – 24.00
dal 2 settembre al 31 ottobre, da martedì a venerdì 9.00 – 18.00; sabato, domenica e festivi 10.00 – 19.00
Si consiglia di verificare sempre le modalità di accesso all’area archeologica e all’Antiquarium prima della visita.
Presentazione
Pyrgi era il porto dell’antica Caere, l’odierna Cerveteri, da cui distava circa 13 chilometri.
Il sito ebbe grande importanza nel mondo etrusco, anche per la presenza del suo santuario.
Presso l’area archeologica si trova un piccolo Antiquarium che conserva materiali emersi in oltre quarant’anni di scavi.
Tra i reperti più significativi si segnalano le terrecotte architettoniche, testimonianza della ricchezza decorativa e del ruolo religioso dell’antico complesso.
Indirizzo
Via Flacca Km 16,300
04029 Sperlonga
Provincia di Latina
Entrata su Via Valle Corsara
Orari di apertura
Museo: da martedì a domenica, 8.30 – 19.30
Ultimo ingresso alle 19.00
Chiuso il lunedì, salvo aperture straordinarie.
Area archeologica:
gennaio, ultimo ingresso 15.30, chiusura 16.30
febbraio e marzo, ultimo ingresso 16.00, chiusura 17.00
da aprile a settembre, ultimo ingresso 18.00, chiusura 19.00
ottobre, ultimo ingresso 17.00, chiusura 18.00
novembre e dicembre, ultimo ingresso 15.00, chiusura 16.00
In caso di condizioni meteo avverse l’area archeologica rimane chiusa.
Presentazione
Il Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga, inaugurato nel 1963, fu costruito per accogliere i monumentali gruppi scultorei rinvenuti alla fine degli anni Cinquanta nella celebre grotta affacciata sul mare.
La grotta faceva parte di un ampio complesso residenziale, generalmente identificato con il praetorium dell’imperatore Tiberio.
All’inizio dell’età imperiale, l’antro naturale fu trasformato in un paesaggio mitologico, arricchito da un grande apparato scultoreo ispirato ai poemi omerici.
Le sculture erano scenograficamente disposte intorno e all’interno di un bacino circolare, ricavato entro la grande abside della grotta.
Nelle vetrine del museo sono conservati anche suppellettili e manufatti minuti, tra cui vasi attici, terrecotte architettoniche, ceramiche sigillate africane e lucerne cristiane.
Questi materiali documentano la lunga continuità di vita del sito, dall’età romana fino al periodo post-classico.
Indirizzo
Piazza Cavour, 1
01016 Tarquinia
Provincia di Viterbo
Orari di apertura
Da martedì a domenica, 9.00 – 19.30
Ultimo ingresso alle 18.30
Chiuso il lunedì.
Presentazione
Il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, noto anche come Museo Nazionale Etrusco, è ospitato all’interno di Palazzo Vitelleschi, importante esempio di architettura rinascimentale realizzato nella prima metà del Quattrocento.
Il palazzo presenta una compresenza di elementi gotici e rinascimentali, testimonianza del passaggio graduale verso il nuovo linguaggio architettonico che si andava affermando in quegli anni.
La trasformazione definitiva del palazzo in museo avvenne nel 1924, quando al nucleo originario della raccolta comunale, costituito da reperti provenienti dagli scavi ottocenteschi nell’area di Tarquinia, si aggiunsero la collezione Bruschi-Falgàri e altri contributi di famiglie nobili cittadine.
La raccolta si è poi progressivamente arricchita, anche con l’aggiunta, nei primi anni Cinquanta del Novecento, di alcune tombe dipinte provenienti dalla vicina Necropoli dei Monterozzi.
Gli ambienti al piano terra accolgono, in sequenza cronologica, materiali in pietra appartenenti alle collezioni del museo, tra cui sarcofagi databili dalla metà del IV secolo a.C.
Al primo piano è esposta una ricca collezione di reperti, dal periodo villanoviano a quello romano, che documenta l’evoluzione della civiltà etrusca e i rapporti con il mondo greco e romano.
Al secondo piano si trova un loggiato quadrangolare dal quale si gode una vista sulla città e sulla campagna circostante.
In alcune sale climatizzate sono conservate e ricostruite tombe dipinte i cui affreschi sono stati distaccati per ragioni conservative.
Il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia fa parte del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, istituto dotato di autonomia speciale e di rilevante interesse nazionale.
Indirizzo
Largo Mario Moretti, 1
01017 Tuscania
Provincia di Viterbo
Orari di apertura
Da martedì a domenica, 8.30 – 19.30
Chiuso il lunedì.
Presentazione
Il museo ha sede nel convento francescano fondato nel 1247, adiacente alla chiesa di Santa Maria del Riposo di Tuscania.
La prima sezione del museo venne inaugurata nel 1988 ed è costituita da sale al piano terra dedicate ai complessi funerari gentilizi di età ellenistica.
Particolare rilievo hanno i materiali provenienti da tre tombe rupestri della famiglia Curunas.
Accanto ai sarcofagi in nenfro, con coperchi che raffigurano a tutto tondo la figura del defunto, sono esposte ceramiche falische, ceretane, vulcenti, tarquiniesi, chiusine e locali.
Di particolare interesse sono anche i materiali in bronzo legati al banchetto e al mondo femminile.
Nel 1997 sono state aperte al pubblico due sale al piano superiore: una dedicata alla storia del convento e all’antico centro di Tuscania, l’altra alle testimonianze più antiche provenienti dalle necropoli del territorio.
Indirizzo
Piazza della Rocca, 21/b
01100 Viterbo
Orari di apertura
Da martedì a domenica, 8.30 – 19.30
Ultimo ingresso alle 18.30
Chiuso il lunedì e il 25 dicembre, salvo aperture straordinarie.
Presentazione
Il Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz di Viterbo, inaugurato nel 1986, è allestito all’interno dell’imponente Rocca Albornoz.
La rocca fu edificata nel 1354 dal cardinale Gil Álvarez Carrillo de Albornoz, vicario generale, con funzione di controllo sui possedimenti ecclesiastici.
Nei primi anni del Cinquecento, sotto Giulio II della Rovere, il monumento fu rinnovato su progetto del Bramante, trasformandosi progressivamente da struttura militare in palazzo rinascimentale.
Attualmente la rocca ospita al piano terreno la sezione dedicata all’architettura etrusca nel Viterbese.
Vi sono esposti reperti provenienti dagli scavi svedesi di Acquarossa e San Giovenale, con ricostruzioni di case etrusche arcaiche che utilizzano elementi in gran parte originali.
Al primo piano sono esposti reperti provenienti dal centro etrusco-romano di Musarna, tra cui l’eccezionale mosaico con iscrizione in alfabeto etrusco.
Il percorso comprende inoltre materiali provenienti dal teatro di Ferento, con decorazioni scultoree e architettoniche, tra cui il ciclo delle Muse.
Indirizzo
Piazza Umberto I, s.n.c.
01030 Bassano Romano
Provincia di Viterbo
Orari di apertura
Da martedì a domenica, 8.30 – 12.30
Chiuso il lunedì.
Presentazione
Villa Giustiniani Odescalchi, ceduta allo Stato italiano dalla famiglia Odescalchi di Bracciano nel 2003, è il risultato delle trasformazioni applicate all’antico castello degli Anguillara nei primi anni del Seicento.
Risalgono al tempo degli Anguillara il piano interrato e il piano terra, mentre il portale d’ingresso richiama quello di Palazzo Farnese a Roma.
Nel 1595 il palazzo divenne proprietà della famiglia Giustiniani, che avviò importanti lavori di ristrutturazione e trasformazione, aggiungendo il piano nobile e collegandolo al giardino all’italiana.
Alla famiglia Giustiniani si devono anche l’ampliamento del giardino, con fontane, viali e giochi d’acqua, le decorazioni tardo-cinquecentesche e gli affreschi di Antonio Tempesta.
Al piano terra si trova un pregevole teatrino, raro nel suo genere.
Al piano nobile si possono ammirare importanti esempi di pittura barocca, tra cui la sala dipinta da Francesco Albani con la “Caduta di Fetonte dal carro”, la sala del Domenichino e gli affreschi di Bernardo Castello.
Indirizzo
Via Tiberina
00065 Fiano Romano
Città metropolitana di Roma
Orari di apertura
Da martedì a sabato, 9.00 – 17.00
Domenica, 9.00 – 13.30
Chiuso il lunedì.
La domenica, la Villa dei Volusii è visitabile con ingresso dall’area archeologica di Lucus Feroniae solo la prima e la terza domenica del mese. Nelle restanti domeniche l’accesso è consentito dall’Autostrada A1, Area di Servizio Feronia Ovest.
Ingresso gratuito.
Presentazione
La grande villa d’otium presso il Lucus Feroniae fu edificata intorno alla metà del I secolo a.C. dalla famiglia senatoria dei Volusii Saturnini.
Il rinvenimento della villa avvenne in modo fortuito nel 1961, durante i lavori di costruzione dell’Autostrada del Sole all’altezza del casello di Fiano Romano.
I lavori comportarono purtroppo la distruzione di una parte del complesso, che venne inoltre tagliato dalla rampa di accesso all’autostrada.
Dal 1962 al 1971 la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, con la collaborazione della Società Autostrade, procedette allo scavo della parte centrale del vasto complesso e alla successiva sistemazione per la fruizione.
La decorazione della villa è sobria ma di notevole qualità, come mostrano i resti della pavimentazione.
Il sito rappresenta una testimonianza significativa delle grandi residenze aristocratiche romane e del rapporto tra ville, territorio e viabilità antica nell’area a nord di Roma.
Autore Angelo Tabaro