
(Jean Pierre Dalbéra)
Il legame tra Carlo Scarpa e la Biennale di Venezia
Spostando i miei libri alla ricerca di pubblicazioni sulla Biennale, mi è tornata tra le mani la pubblicazione Carlo Scarpa. L’architetto e le arti. Gli anni della Biennale di Venezia 1948-1972 di Orietta Lanzarini, edita nel 2003 da Marsilio Editori con la Regione del Veneto (ISBN 88-317-8386-6).
Si tratta di uno studio approfondito dell’architetto Orietta Lanzarini, parte di un programma di valorizzazione e diffusione delle opere di Carlo Scarpa sostenuto dal Comitato paritetico Stato-Regione, costituito per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione dell’opera del maestro veneziano e del suo patrimonio documentario.
A seguito dell’acquisizione dell’Archivio Scarpa da parte dello Stato, attraverso la DARC, Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanea, per le collezioni del nascente MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, avvenuta nel novembre 2001, fu infatti istituito nel 2002 il Comitato paritetico di studio per la conoscenza e la promozione del patrimonio culturale legato a Carlo Scarpa.
Il Comitato vedeva lo Stato, rappresentato dalla Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanea, allora diretta da Pio Baldi, e la Regione del Veneto, rappresentata dalla Direzione regionale per la Cultura, allora diretta da Angelo Tabaro, concorrere, in spirito di collaborazione, allo studio, alla conservazione e alla gestione del patrimonio scarpiano e alla sua valorizzazione critica e culturale.
Tra le numerose attività del Comitato rientra appunto lo studio di Orietta Lanzarini, di cui qui si riporta, per quanti fossero interessati, il sommario.
Testo introduttivo: “Ed anch’io son pittore…”, Marco de Michelis
- “La Biennale riprende il suo cammino”. XXIV edizione, 1948
1.1. Dagli anni ’30 al dopoguerra
1.2. Premesse alla XXIV edizione
1.3. Metafisica e scultura
1.4. Paul Klee (1879-1940)
1.5. Il lascito di Paul Klee
1.6. La collezione Peggy Guggenheim
1.7. La raccolta Guggenheim e un allestimento per la Fiera Campionaria di Padova
1.8. Verso una Biennale di Architettura. Neutra a Venezia
1.9. Un’ipotesi per il padiglione dell’Ungheria. Allestimento stampa e propaganda - “La Biennale rivendica in pieno la sua funzione”. XXV edizione, 1950
2.1. Premesse
2.2. Tre allestimenti del 1950: Mostra del manifesto, il lavoro, Mostra del Libro e del periodico cinematografico
2.3. Bruno Zevi e la scelta di De Stijl
2.4. Scarpa, de Luigi, Zevi: il problema della “cultura storica” - Il padiglione del Libro, 1950
3.1. Klee, Kandinskij, Kiesler e il padiglione del Libro
3.2. “W tutti noi innamorati di F.L.L.W.”
3.3. Il pensiero di Wright nell’opera di Scarpa - La Biennale retrospettiva. XXVI edizione, 1952
4.1. Premesse
4.2. I Nudi di Alberto Viani e la grafica di Toulouse-Lautrec
4.3. Il cortile interno al Palazzo Centrale
4.4. Ingresso e nuova biglietteria ai Giardini - Il padiglione del Venezuela, 1953-56
5.1. Premesse alla XXVII edizione, 1954
5.2. Vicende costruttive del padiglione del Venezuela
5.3. L’iter progettuale attraverso il corpus scarpiano
5.4. Versione definitiva - La seconda metà degli anni ’50. Le Biennali dal 1956 al 1960
6.1. La fine dell’“era Pallucchini”. XXVIII edizione, 1956
6.2. Dalla “certezza del piano” allo spazio plastico: Scarpa interpreta Mondrian
6.3. La “Biennale di transizione”. XXIX edizione, 1958
6.4. La “Biennale a numero chiuso”. XXX edizione, 1960 - Gli anni ’60. Le Biennali dal 1962 al 1966
7.1. Un “piccolo sforzo di buona volontà”. XXXI edizione, 1962
7.2. “Lo scandalo a Venezia si chiama Pop Art”. XXXII edizione, 1964
7.3. “Tagli, buchi, sacchi, sgorbi”. XXXIII edizione, 1966 - Dalla contestazione agli anni ’70. Le Biennali del 1968 e del 1972
8.1. La “Biennale poliziotta”. XXXIV edizione, 1968
8.2. L’ultima edizione di Carlo Scarpa. XXXVI edizione, 1972
Bibliografia
Indice dei nomi