Fidel: storia di un leader – L’uomo che sfidò il secolo

- DATA INIZIO: 12/06/2026

- DATA FINE: 22/11/2026

- LUOGO: Palazzo Bisaccioni – Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi

- INDIRIZZO: Piazza Colocci 4, 60035 Jesi (AN)

- TEL: +39 0731 207523

- SITO WEB: fondazionecrj.it

- ULTERIORI INFORMAZIONI: Inaugurazione venerdì 12 giugno 2026 alle ore 18.00. Mostra a cura di Mauro Tarantino e René González Barrios. Orari: lunedì-domenica 9.30-13.00 e 15.30-19.30. Ultimo ingresso alle 12.30 e alle 19.00. Ingresso libero. Palazzo Bisaccioni è accessibile alle persone con disabilità motoria; primo e secondo piano sono raggiungibili tramite ascensore con accompagnamento del personale. La Fondazione mette inoltre a disposizione una carrozzina per persone con difficoltà motorie.

- NOTE AGGIUNTIVE: La mostra ripercorre cronologicamente la vita e l’attività politica di Fidel Castro attraverso fotografie, documenti, oggetti personali e testimonianze audiovisive provenienti dal Centro Fidel Castro Ruz dell’Avana. Il progetto è organizzato in occasione del centenario della nascita di Castro e del decimo anniversario della sua morte.

Locandina della mostra su Fidel Castro a Jesi, con profilo in silhouette e titolo Fidel: storia di un leader
La locandina di Fidel: storia di un leader – L’uomo che sfidò il secolo, mostra dedicata alla figura di Fidel Castro.

 

Fidel Castro a Jesi è al centro della mostra Fidel: storia di un leader – L’uomo che sfidò il secolo, un percorso documentario che attraversa alcune delle principali tappe biografiche e politiche dell’ex leader cubano.

L’esposizione è promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi in collaborazione con il Centro Fidel Castro Ruz, con il patrocinio dell’Ambasciata di Cuba in Italia e della Regione Marche e il supporto dell’Associazione Para un Principe Enano. Tutti i materiali esposti provengono dal Centro Fidel Castro Ruz dell’Avana. Una mostra costruita come racconto cronologico.

Il percorso segue un ordine cronologico e utilizza fotografie, documenti, oggetti personali e materiali audiovisivi per ricostruire diversi momenti della vita di Castro.

Si parte dagli anni giovanili trascorsi a Birán, nella Cuba orientale, dove Fidel Castro nacque nel 1926, per arrivare agli studi e all’ingresso nella vita politica.

Nel 1945 si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università dell’Avana. Da quegli anni prese progressivamente forma il suo impegno politico, che sarebbe poi confluito nell’opposizione al governo di Fulgencio Batista.

Dal Moncada alla rivoluzione del 1959

Tra gli episodi affrontati nella mostra figura l’assalto alla caserma Moncada del 26 luglio 1953, il tentativo fallito di rovesciare Batista che segnò una tappa fondamentale nella formazione del movimento rivoluzionario guidato da Castro.

Dopo la detenzione e l’esilio in Messico, Castro organizzò con altri esuli il Movimiento 26 de Julio. Nel 1956 tornò a Cuba a bordo del Granma insieme a un gruppo nel quale figurava anche Ernesto “Che” Guevara.

La successiva guerriglia nella Sierra Maestra contribuì alla caduta del governo di Batista: la vittoria rivoluzionaria arrivò all’inizio del 1959, aprendo una nuova fase della storia politica cubana.

Le trasformazioni di Cuba dopo la rivoluzione

Una parte consistente del percorso è dedicata agli anni successivi al 1959 e alle trasformazioni introdotte dal nuovo governo.

La documentazione della mostra affronta la riforma agraria, le nazionalizzazioni, la campagna di alfabetizzazione, le politiche sanitarie e i rapporti con gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, fino alla crisi dei missili del 1962.

La campagna nazionale di alfabetizzazione del 1961 rappresentò uno degli interventi più rilevanti in campo educativo: la documentazione relativa a quell’esperienza è stata inserita dall’UNESCO nel programma Memory of the World per l’America Latina e i Caraibi.

La valutazione storica del lungo periodo di governo di Castro rimane tuttavia fortemente controversa. Amnesty International ha riconosciuto i progressi compiuti nell’accesso a servizi come istruzione, sanità e abitazione, ma ha contemporaneamente documentato durante gli anni del suo governo gravi restrizioni della libertà di espressione, detenzioni di oppositori e repressione del dissenso politico.

Una figura al centro della Guerra fredda

La vicenda politica di Castro oltrepassò rapidamente i confini cubani.

Il rapporto con l’Unione Sovietica e lo scontro con gli Stati Uniti collocarono Cuba in una posizione centrale nelle tensioni della Guerra fredda. Uno dei momenti più critici arrivò nell’ottobre 1962, quando l’installazione di missili nucleari sovietici sull’isola provocò la crisi dei missili di Cuba.

Il percorso espositivo affronta anche i rapporti internazionali del governo cubano, l’alleanza con Ernesto Che Guevara e le diverse fasi attraversate dal Paese nel corso dei decenni.

Dal Periodo Especial agli ultimi anni

La mostra prosegue fino agli anni successivi alla dissoluzione dell’Unione Sovietica.

La perdita del principale partner economico di Cuba aprì all’inizio degli anni Novanta il cosiddetto Periodo Especial, caratterizzato da una profonda crisi economica. La ricostruzione arriva quindi alle ultime fasi dell’attività pubblica di Castro e ai rapporti con la Chiesa cattolica e con i pontefici che visitarono l’isola.

Castro rimase alla guida del governo cubano per quasi cinque decenni, prima come primo ministro e successivamente come presidente, lasciando formalmente la presidenza nel 2008. Morì all’Avana il 25 novembre 2016. Nel 2026 ricorrono quindi sia il centenario della nascita, avvenuta il 13 agosto 1926, sia il decimo anniversario della morte.

Documenti e oggetti dal Centro Fidel Castro Ruz

Uno degli elementi caratterizzanti dell’esposizione è la provenienza dei materiali.

Fotografie, documenti, testimonianze audiovisive e oggetti personali sono stati concessi in prestito dal Centro Fidel Castro Ruz dell’Avana, istituzione dedicata alla conservazione e alla diffusione della memoria legata all’ex leader cubano.

Proprio questa provenienza è utile per comprendere anche l’impostazione del percorso: la mostra presenta la vicenda di Castro attraverso materiali selezionati da un’istituzione direttamente legata alla conservazione della sua eredità storica. La lettura proposta va quindi considerata all’interno di questo preciso contesto curatoriale e documentario.

Un percorso che lascia aperto il giudizio storico

La presentazione ufficiale afferma esplicitamente che l’intento della mostra è fornire elementi utili a comprendere il percorso di Castro senza proporre un giudizio conclusivo. 

È un punto particolarmente rilevante di fronte a una figura che continua a produrre interpretazioni molto differenti: alle trasformazioni sociali introdotte dopo la rivoluzione si affiancano infatti questioni legate al sistema politico a partito unico, alle libertà civili e alla repressione del dissenso documentate dalle organizzazioni per i diritti umani.

La mostra di Jesi offre così soprattutto l’occasione per avvicinarsi a documenti e testimonianze legati a una delle figure politiche più influenti e discusse della storia cubana del Novecento, lasciando al visitatore il compito di inserirli in una lettura storica più ampia.

FAQ

Qual è il titolo ufficiale della mostra?
Il titolo completo è Fidel: storia di un leader – L’uomo che sfidò il secolo.

Chi cura la mostra?
La curatela è di Mauro Tarantino, segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, e René González Barrios, direttore del Centro Fidel Castro Ruz.

Quali materiali sono esposti?
Il percorso comprende fotografie, documenti, oggetti personali e testimonianze audiovisive. Tutti i materiali provengono dal Centro Fidel Castro Ruz dell’Avana.

Perché la mostra viene organizzata nel 2026?
Il progetto coincide con il centenario della nascita di Fidel Castro, nato nel 1926, e con il decimo anniversario della sua morte, avvenuta nel 2016.

Il percorso propone una valutazione politica definitiva di Fidel Castro?
La Fondazione dichiara che la mostra intende fornire materiali per comprenderne il percorso senza imporre un giudizio conclusivo. Il contesto storico resta oggetto di interpretazioni differenti, anche in relazione ai risultati delle politiche sociali e alle violazioni delle libertà fondamentali documentate durante il suo governo.

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