ELENA MODORATI – Adagio Glissando

- DATA INIZIO: 23/09/2026

- DATA FINE: 15/11/2026

- LUOGO: Galleria il Milione Via Maroncelli 7 - Milano

- INDIRIZZO: Via Maroncelli 7 - Milano

- TEL: (+39) 02 29063272

- SITO WEB: https://galleriailmilione.it/Artisti/elena-modorati-2/

La serie fotografica di Elena Modorati dalla vista di una collezione di ritratti lapidei etruschi a Volterra

Galleria il Milione di Milano ospita la mostra ELENA MODORATI – Adagio Glissando, aperta dal 23 settembre al 15 novembre

 

Elena Modorati in mostra alla Galleria Il Milione Arte Contemporanea
Elena Modorati, Vasi archeologici, 2026, opalux, carta giapponese, cera,
in teca di plexiglass, ognuno 45 x 38 x 3,5cm

 

Dal 23 settembre al 15 novembre 2026 la galleria Il Milione di Milano presenta Adagio Glissando, mostra personale di Elena Modorati curata da Angela Madesani.

Elena Modorati è nata a Milano nel 1969, dove vive e lavora.

Si è laureata in filosofia con indirizzo estetico all’Università degli Studi di Milano.

La scrittura è parte integrante del suo lavoro e si dedica alla realizzazione di libri d’artista.

L’artista risolve integralmente il meccanismo della sua scrittura silenziosa: il suo palesarsi cerca nel riverbero del proprio sparire la quintessenza esistenziale della propria auto-sussistenza tautologica.

Il nuovo progetto di Elena Modorati prende avvio da una visita al Museo Etrusco Guarnacci di Volterra, nelle cui sale è esposta una toccante collezione di ritratti lapidei, da cui è nata una serie fotografica.

I volti selezionati, di suggestiva bellezza, sono accomunati da una progressiva erosione della pietra scolpita: l’espressività non ne è compromessa, pur risultando sfuocata, resa incerta, in un processo che rovescia la dinamica del cosiddetto “non finito”: la forma, anticamente emersa dalla materia, pare ora lentamente riperdervisi.

Tornando al contesto archeologico, l’artista approfondisce il tema del confine ambiguo tra visibile e invisibile, della zona di sospensione fra apparizione e scomparsa.

L’indagine trova espressione nell’idea di “immagine fantasma’’: un’immagine diafana, instabile, incerta fra latenza e dissolvenza, eppure dotata di un’inafferrabile persistenza.

Un’immagine opaca e umbratile, che pure ci riguarda profondamente, appella la storia del nostro sguardo, non offrendosi mai pienamente ad esso, resistendo all’invadenza dell’atto di guardare.

La mostra invita a interrogare la natura stessa dell’immagine come spazio di passaggio e di trasformazione in cui il reale affiora e al tempo stesso si dissolve, rivelando come ogni presenza custodisca la traccia di un’assenza e come il passato continui a riemergere nel presente attraverso forme nuove e inattese.

Leave a Comment

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER