Edward Hopper  26 Gennaio – 17 Maggio 2020  

La mostra di primavera 2020 celebra Edward Hopper (1882–1967), uno dei maggiori pittori statunitensi del XX secolo, e mette in luce la centralità delle sue rappresentazioni paesaggistiche

Edward Hopper  26 Gennaio – 17 Maggio 2020

 

Edward Hopper
26 gennaio – 17 maggio 2020
La mostra di primavera 2020 celebra Edward Hopper (1882–1967), uno dei maggiori pittori statunitensi del XX secolo, e mette in luce la centralità delle sue rappresentazioni paesaggistiche. I dipinti di Hopper sono espressione di un’originalissima visione della vita moderna. Altro pezzo forte della mostra è un cortometraggio in 3D realizzato appositamente per questa occasione dal rinomato regista Wim Wenders.

17 maggio – 16 agosto 2020
Nell’estate 2020 è di scena Francisco de Goya, con
una tra le più importanti rassegne mai tenute fuori della Spagna. Goya è uno degli ultimi grandi artisti di corte e il primo antesignano dell’arte moderna. La mostra nasce in collaborazione con il Museo Nacional del Prado di Madrid.

Ritratti e figure.
Da Berthe Morisot a Elizabeth Peyton 27 settembre 2020 – 31 gennaio 2021
La mostra è dedicata ad artiste le cui opere occupano posizioni preminenti nella storia dell’arte moderna dal 1870 fino a oggi: Berthe Morisot, Mary Cassatt, Paula Modersohn-Becker, Lotte Laserstein, Frida Kahlo, Alice Neel, Marlene Dumas, Cindy Sherman ed Elizabeth Peyton.

Fondation Beyeler, Beyeler Museum AG
Baselstrasse 77, CH-4125 Riehen.
Orari di apertura Fondation Beyeler:
tutti i giorni 10.00–18.00, mercoledì fino alle 20.00.
Informazioni per la stampa per l’Italia Francesco Gattuso + 39 335 678 6974

Edward Hopper

26 gennaio – 17 maggio 2020

**conferenza stampa: 24 gennaio 2020**

Con la sua mostra di primavera del 2020 la Fondation Beyeler celebra Edward Hopper (1882–1967), uno dei maggiori pittori statunitensi del XX secolo. Hopper nasce a Nyack, New York. Dopo essersi formato come illustratore, segue fino al 1906 corsi di pittura presso la New York School of Art. Oltre a coltivare lo studio della letteratura tedesca, francese e russa, il giovane artista guarda specialmente a pittori come Diego Velázquez, Francisco de Goya, Gustave Courbet ed Édouard Manet, che diventano per lui autorevoli figure di riferimento.

Sebbene abbia lavorato a lungo nel campo dell’illustrazione, Hopper è oggi noto soprattutto per i dipinti a olio, che testimoniano il suo grande interesse per gli effetti cromatici e il suo virtuosismo nel rappresentare luci e ombre. I quadri di Hopper sono l’espressione di un’originalissima visione della vita moderna: stazioni di servizio, case, bar, fari e navi, ma anche scorci degli interni di appartamenti, alberghi e cinema. I pochi personaggi che abitano le scene sembrano spesso volgere lo sguardo verso un punto esterno allo spazio pittorico, come se ciò che “accade” sulla tela non sia affatto visibile allo spettatore. Eventi invisibili paiono verificarsi al di fuori del dipinto.

Il focus della mostra alla Fondation Beyeler è sugli iconici paesaggi sconfinati dell’America urbana e rurale. Si tratta di un tema che finora non è stato quasi mai al centro delle iniziative dedicate a Edward Hopper, ma che pure riveste un’importanza fondamentale per la comprensione e ricezione della sua opera. La rassegna alla Fondation Beyeler comprende acquerelli e oli dagli anni 1910 agli anni 1960 e fornisce una panoramica completa e avvincente delle molteplici sfaccettature che connotano la pittura hopperiana.

Il linguaggio formale di Hopper è andato sviluppandosi indipendentemente dalle tendenze artistiche popolari al suo tempo. Il suo stile inconfondibile ha esercitato grande influenza non solo su importanti pittori contemporanei come Peter Doig; è entrato anche in rapporto quasi simbiotico con il linguaggio filmico ispirando pietre miliari del cinema quali Intrigo internazionale (1959) di Alfred Hitchcock, Paris, Texas (1984) di Wim Wenders o ancora Balla coi lupi (1990) di Kevin Costner.

In uno degli spazi espositivi la mostra trova un suo culmine nella proiezione del cortometraggio in 3D ” Two or three things I know about Edward Hopper “del rinomato regista e fotografo Wim Wenders (autore di Il cielo sopra Berlino; Non bussare alla mia porta). Le riprese improntate all’“American spirit” di Edward Hopper sono  nello spettacolare formato tridimensionale.

La mostra è generosamente sostenuta da:
Beyeler-Stiftung
Hansjörg Wyss, Wyss Foundation
Fondation BNP Paribas Suisse LUMA Foundation
Terra Foundation for American Art

**PREVENDITA – Biglietti a prezzo ridotto fino al termine del 2019**
Fino al 31 dicembre avete la possibilità di acquistare i biglietti online al prezzo agevolato di CHF 20.- anziché CHF 25.- fondationbeyeler.ch/tickets

Fondation Beyeler, Beyeler Museum AG,
Baselstrasse 77, CH-4125 Riehen.
Orari di apertura Fondation Beyeler:
tutti i giorni 10.00–18.00, mercoledì fino alle 20.00.

Informazioni  stampa per l’Italia Francesco Gattuso + 39 335 678 6974

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