Dreams & Waves. Hungarian Contemporary Glass

- DATA INIZIO: 12/09/2026

- DATA FINE: 20/09/2026

- LUOGO: Palazzo Contarini Polignac - Venezia

- INDIRIZZO: Palazzo Contarini Polignac – Androne 870: Dorsoduro 870, 30123 Venezia VE

- TEL: +36 30 941 7896

- SITO WEB: theveniceglassweek.com

- ULTERIORI INFORMAZIONI: Mostra collettiva di artisti contemporanei ungheresi del vetro, organizzata da Gallery Erdész in collaborazione con ResoArt Foundation nell’ambito della decima edizione di The Venice Glass Week. Orari: tutti i giorni 10.00-18.00. Ingresso gratuito. Prenotazione non richiesta. Exhibition reception martedì 15 settembre 2026 dalle 17.00 alle 20.00, a ingresso libero. Lingue indicate: italiano, inglese e cinese. La sede è segnalata come accessibile alle persone con disabilità.

- NOTE AGGIUNTIVE: Dreams & Waves. Hungarian Contemporary Glass presenta a Venezia una selezione dedicata al vetro contemporaneo ungherese. Il titolo nasce dall'incontro simbolico tra le onde della laguna veneziana e quelle che sembrano immobilizzarsi nella materia vitrea, mettendo in relazione movimento, luce, trasparenza e trasformazione.

Opera in vetro con elementi dorati e forme geometriche per Dreams & Waves a Venezia
Borkovics – Goldrothation
Fonte immagine https://theveniceglassweek.com/

 

Dal 12 al 20 settembre 2026, Dreams & Waves. Hungarian Contemporary Glass porta a Venezia una selezione dedicata agli artisti contemporanei ungheresi che lavorano con il vetro.

La mostra è ospitata nell’Androne 870 di Palazzo Contarini Polignac, nel sestiere di Dorsoduro, ed è organizzata da Gallery Erdész in collaborazione con ResoArt Foundation nell’ambito della decima edizione di The Venice Glass Week.

Il titolo costruisce immediatamente un legame con Venezia: le onde dell’acqua della laguna incontrano idealmente quelle che sembrano fermarsi all’interno del vetro, trasformando un fenomeno mobile e instabile in una forma solida.

Dreams & Waves: quando un’onda diventa materia

Un’onda non possiede mai una forma definitiva.

Si alza, cambia, si rompe e scompare.

Il vetro sembra invece appartenere al mondo opposto: una volta raffreddato, conserva la propria forma e può attraversare il tempo.

È proprio questa contraddizione a diventare il punto di partenza di Dreams & Waves.

La descrizione ufficiale della mostra parla infatti dell’incontro tra le onde increspate delle lagune veneziane e le onde congelate nel vetro.

L’immagine permette di leggere il materiale non soltanto attraverso la sua trasparenza, ma anche attraverso la capacità di trattenere visivamente un movimento.

Il vetro può sembrare immobile e continuare a muoversi

Una scultura in vetro rimane fisicamente ferma.

La sua percezione, però, cambia continuamente.

La luce attraversa gli spessori.

Le superfici producono riflessi.

Le trasparenze sovrappongono livelli diversi.

Un volume osservato da una posizione può risultare quasi compatto e, pochi passi più avanti, apparire improvvisamente leggero.

Per questo il vetro possiede una qualità particolarmente adatta all’idea di onda.

Non ha bisogno di muoversi realmente per suggerire movimento.

Venezia diventa parte del titolo

La relazione con l’acqua acquista un significato ancora più evidente a Venezia.

Qui la luce viene continuamente modificata dalla laguna.

Rimbalza sulle superfici.

Entra negli edifici.

Cambia con il cielo e con il moto dell’acqua.

Una mostra dedicata al vetro finisce quindi inevitabilmente per confrontarsi anche con questa condizione ambientale.

In Dreams & Waves il paesaggio veneziano non funziona semplicemente come sfondo.

Diventa uno dei riferimenti concettuali del progetto.

Il vetro contemporaneo ungherese

La mostra porta a Venezia opere di artisti contemporanei ungheresi del vetro, mettendo in relazione una scena artistica nazionale specifica con uno dei luoghi internazionalmente più identificati con la cultura vetraria.

L’Ungheria possiede una tradizione importante nelle arti applicate, nel design e nella lavorazione dei materiali.

Nel vetro contemporaneo questa eredità può tradursi in ricerche molto differenti: dalla scultura alla sperimentazione sulla trasparenza, dal colore alle strutture geometriche, fino a opere nelle quali il materiale viene utilizzato per riflettere su memoria, natura o percezione.

Una materia tra controllo e imprevisto

Lavorare il vetro significa confrontarsi con condizioni fisiche precise.

Quando è caldo, il materiale può essere modellato.

Durante il raffreddamento perde progressivamente la propria plasticità.

Temperatura, gravità, spessore e tensioni interne influenzano il risultato.

L’artista deve quindi conoscere la materia abbastanza da poterla controllare, ma anche accettare che una parte del processo possa produrre variazioni inattese.

È uno degli aspetti che rendono il vetro particolarmente interessante per la ricerca contemporanea.

Trasparenza non significa assenza

Il vetro viene spesso definito attraverso ciò che lascia vedere.

Ma la trasparenza non equivale a invisibilità.

Uno spessore modifica l’immagine che si trova dietro.

Una curva deforma.

Una superficie lucida riflette.

Il colore assorbe parte della luce.

Ogni opera costruisce così un equilibrio tra ciò che permette di vedere e ciò che trattiene.

Lo spettatore non guarda soltanto l’oggetto.

Guarda anche attraverso l’oggetto.

La luce completa la forma

In una scultura tradizionale la luce permette di vedere il volume.

Nel vetro può fare qualcosa in più.

Può entrare materialmente nella percezione dell’opera.

Attraversando la superficie, rende visibili bolle, inclusioni, variazioni di densità o sovrapposizioni cromatiche che da un’altra angolazione potrebbero quasi scomparire.

Per questo una forma in vetro non ha necessariamente un solo punto di vista privilegiato.

Muoversi nello spazio significa modificare continuamente ciò che viene percepito.

Il tempo congelato nel vetro

La metafora delle onde “congelate” contiene anche un riferimento al tempo.

Il processo di lavorazione avviene in un intervallo limitato.

La materia è calda.

Viene modellata.

Poi si raffredda.

Il movimento termina.

La forma conserva però la traccia di ciò che è accaduto.

Una curva, una torsione o una superficie ondulata diventano la memoria permanente di un materiale che, durante la lavorazione, era in trasformazione.

Gallery Erdész e la promozione dell’arte ungherese

L’esposizione è organizzata da Gallery Erdész, realtà con sede a Szentendre, città ungherese fortemente legata alle arti visive.

La galleria opera nella sede attuale dal 1992 e affianca alla presentazione di protagonisti del modernismo ungherese un’attività dedicata alle generazioni contemporanee. Ha inoltre partecipato nel tempo a fiere e iniziative internazionali e pubblicato cataloghi dedicati all’arte ungherese.

La presenza a Venezia prosegue quindi una linea di lavoro orientata alla diffusione internazionale degli artisti del Paese.

La collaborazione con ResoArt Foundation

Al progetto partecipa ResoArt Foundation, fondazione culturale ungherese istituita nel 2021 da András Szabó.

La sua attività comprende conservazione e valorizzazione delle collezioni, organizzazione di mostre e iniziative culturali e sostegno alla conoscenza dell’arte e delle arti applicate ungheresi.

La collaborazione con Gallery Erdész permette quindi di collocare Dreams & Waves all’interno di un’attività più ampia di promozione culturale.

Palazzo Contarini Polignac e l’Androne 870

La mostra è allestita nell’Androne 870 di Palazzo Contarini Polignac.

È importante mantenere questa specificazione perché per il palazzo compaiono diversi numeri civici a seconda degli spazi utilizzati.

La scheda ufficiale di The Venice Glass Week indica espressamente per Dreams & Waves Dorsoduro 870.

Il rapporto tra l’architettura storica veneziana e le opere contemporanee aggiunge un ulteriore livello alla mostra: materiali e linguaggi del presente vengono inseriti in un luogo che appartiene alla storia della città.

The Venice Glass Week 2026

Dreams & Waves fa parte della decima edizione di The Venice Glass Week, in programma dal 12 al 20 settembre 2026 tra Venezia, Murano e Mestre.

Il festival, nato nel 2017, è dedicato alla celebrazione e alla promozione dell’arte vetraria e nel 2026 propone oltre duecento appuntamenti tra mostre, installazioni, incontri, dimostrazioni, visite e workshop.

La collettiva ungherese occupa quindi un posto all’interno di un programma costruito proprio sul confronto tra la grande tradizione veneziana e differenti scene internazionali del vetro contemporaneo.

L’exhibition reception del 15 settembre

Durante la settimana è previsto un appuntamento specifico dedicato alla mostra.

Martedì 15 settembre, dalle 17.00 alle 20.00, Palazzo Contarini Polignac ospita l’Exhibition Reception di Dreams & Waves. Hungarian Contemporary Glass.

L’accesso è gratuito e non richiede prenotazione.

È un’occasione ulteriore per avvicinarsi al progetto durante i giorni centrali di The Venice Glass Week.

Due tradizioni del vetro si incontrano a Venezia

Uno degli aspetti più interessanti della mostra è proprio il confronto implicito tra contesti differenti.

Venezia porta con sé una storia vetraria millenaria.

Gli artisti ungheresi arrivano con altre tradizioni, altre esperienze e altri modi di utilizzare il materiale.

La mostra non cerca di stabilire quale approccio sia più autentico.

Mostra piuttosto quanto il vetro possa cambiare a seconda delle persone e dei luoghi che lo interpretano.

Un materiale antico che continua a produrre immagini nuove

Il vetro accompagna la storia umana da secoli.

Eppure continua a offrire possibilità difficili da esaurire.

È solido ma nasce da una condizione fluida.

È resistente ma può rompersi.

Può essere trasparente oppure completamente opaco.

Può sembrare leggerissimo e avere un peso considerevole.

Dreams & Waves utilizza proprio queste ambivalenze per costruire un dialogo tra movimento e immobilità, acqua e materia, Venezia e Ungheria.

L’onda passa.

Il vetro rimane.

Ma nella forma conserva ancora qualcosa del movimento che l’ha generata.

FAQ

Qual è il titolo ufficiale della mostra?

Il titolo ufficiale è Dreams & Waves. Hungarian Contemporary Glass.

Dove si tiene?

A Palazzo Contarini Polignac – Androne 870, Dorsoduro 870, 30123 Venezia.

Quando è visitabile?

Dal 12 al 20 settembre 2026.

Quali sono gli orari?

Tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00.

L’ingresso è gratuito?

Sì. L’ingresso è gratuito.

È necessaria la prenotazione?

No. La prenotazione non è richiesta.

Chi organizza la mostra?

La mostra è organizzata da Gallery Erdész, in collaborazione con ResoArt Foundation.

Che cosa presenta Dreams & Waves?

La mostra presenta opere di artisti contemporanei ungheresi che lavorano con il vetro.

Perché si intitola Dreams & Waves?

Il titolo richiama l’incontro tra le onde della laguna veneziana e le forme simili a onde che sembrano rimanere “congelate” nel vetro.

Fa parte di The Venice Glass Week?

Sì. La mostra rientra nella decima edizione di The Venice Glass Week, in programma dal 12 al 20 settembre 2026.

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