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ToggleIl dialogo costante e fecondo tra design, architettura e arte nella ricerca di Denis Santachiara
Palazzo da Mosto di Reggio Emilia ospita la mostra DENIS SANTACHIARA. Estasi dell’artificio, design dal 1966, fino al 14 marzo 2027

Palazzo da Mosto è una delle più significative dimore reggiane quattrocentesche, voluto da Francesco da Mosto, alto funzionario ducale, che la acquistò nel 1472 e la trasformò da “domus” a “palatium”.
Palazzo da Mosto è oggi un luogo ritrovato a disposizione della vita sociale e culturale della comunità, in gestione della Fondazione Palazzo Magnani, la prestigiosa Istituzione culturale di Reggio Emilia, che nella sua attività privilegia il dialogo interdisciplinare, il confronto interculturale e le contaminazioni con i diversi saperi.
Dal 12 dicembre 2026 Palazzo da Mosto ospita la mostra Denis Santachiara. Estasi dell’artificio, design dal 1966.
Una grande esposizione monografica dedicata a Denis Santachiara, (Campagnola Emilia 1950) protagonista di primo piano del design italiano e internazionale e originario del territorio reggiano (Campagnola Emilia 1950).
La mostra offre per la prima volta in maniera organica una panoramica completa su oltre sessant’anni di incessante e visionaria attività creativa attraverso una selezione di progetti, opere, installazioni, prodotti, prototipi.
Santachiara ha saputo costruire nel tempo un itinerario unico nel suo genere, muovendosi con disinvoltura tra settori differenti e ponendo l’innovazione tecnologica al servizio di una spiccata sensibilità poetica e ironica.
La sua storia professionale ha preso le mosse dalle officine meccaniche e dalle prime esperienze nel car design all’interno della Motor Valley emiliana.
Si è poi aperta agli sconfinamenti nell’arte contemporanea all’interior design anche per art hotel, scenografie per teatro e cinema.
Infine, è arrivata alle ricerche avanzate sulla robotica, sugli oggetti che si animano o si trasformano, fino alla creazione di Cyrcus, un ecosistema focalizzato sul design d’autore legato alle tecnologie di fabbricazione digitale.
La mostra invita a entrare direttamente nel processo creativo, nel modo di pensare e di progettare dell’autore. Il percorso si sviluppa come una sequenza dinamica di stanze, ciascuna delle quali è dedicata a un concetto fondamentale della ricerca progettuale.