CUORE ROSSOBLÙ

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di Giuseppe Tassi

I tifosi del Bologna non si rassegnano alla “mattonella”. L’Europa chiodo fisso

Chi ha nel cuore i rossoblu coltiva da sempre una prepotente voglia di Europa

I tifosi del Bologna non si rassegnano alla “mattonella”. L’Europa chiodo fisso

 

January 6, 1999 – 990106 Bologna – Lazio: Giuseppe Signori (Beppe Signori).© Bildbyran – © 4 (Credit Image: © Bildbyran via ZUMA Wire)

 

“A Bologna manca l’ambizione, anche dei tifosi. La ‘mattonella, del Bologna è tra il decimo e il tredicesimo posto”.
La frase di Matteo Marani, amico e collega di Sky è di forte impatto ma fotografa, a mio modo di vedere, una realtà parziale.

Ma un conto sono le difficoltà di crescita del club e l’innalzamento di qualità della squadra e un conto l’anima e le aspirazioni dei tifosi.
Chi ha nel cuore i rossoblu coltiva da sempre una prepotente voglia di Europa.
Una vocazione che nasce dal blasone della squadra, che affonda le radici fino al Trofeo dell’Esposizione, conquistato negli anni Trenta a Parigi dal Bologna che faceva tremare il mondo.
Era una sorta di Coppa dei campioni di quell’epoca, una vera laurea europea.
Un salto nel tempo ci proietta alla jellata monetina che ci cacciò fuori contro l’Anderlecht nella vera Coppa campioni dopo il trionfo dell’ultimo scudetto 63-64 e poi alle avventure in Uefa e Mitropa Cup mal gestite e poco sfruttate negli anni successivi.
Ma il gusto per l’Europa e l’ambizione di misurarsi nelle Coppe non è lontana anni luce.
Nel 90-91 Il Bologna di Radice e Detari andò fuori ai quarti con lo Sporting Lisbona dopo un cammino entusiasmante, mentre la squadra scivolava incredibilmente in B.
Nel 98-99 Mazzone scrisse pagine di storia vincendo l’Intertoto e poi galoppando in Uefa fino alla sfortunata eliminazione in semifinale con il Marsiglia.
È nel 1999-2000 Guidolin si fermò ai sedicesimi contro il Galstasaray, che poi vinse la Coppa Uefa.
Insomma il Bologna non è condannato al basso profilo e il tifoso legittimamente sogna che la sua squadra possa rientrare nell’olimpo europeo che i tifosi considerano il territorio di elezione del Bologna.
I settimi posti del 96-97 e del 2001-2002 non devono restare pietre miliari della nostalgia.
Il popolo tifoso, Covid permettendo, sogna di rivivere l’eccitante stagione delle trasferte europee al seguito della squadra, il brivido di stadi sconosciuti (come Lubino in Polonia) o arene che hanno fatto la storia.
Se Saputo e il suo staff faticano a costruire una squadra degna della dimensione europea, questo non significa che il popolo rossoblu si accontenti di questa consumata mattonella.

Anzi, ogni giorno pensa in grande con la voglia matta che il Bologna saldi il ponte con la sua storia gloriosa.

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