CUORE ROSSOBLÙ

di Giuseppe Tassi

di Giuseppe Tassi

Bologna Sampdoria 3-1: spettacolo al Dall’Ara

Avanti Bologna, adesso proviamo anche a divertirci

Bologna Sampdoria 3-1: spettacolo al Dall’Ara

 

 

La cura Velasco fa effetto sul Bologna.
Tre gol alla Samp, un quarto annullato e la classifica che sale impetuosa.
Ma oltre alla spinta del motivatore argentino, dietro la vittoria c’è soprattutto la scoperta del lato B della banda Mihajlovic.
Non di fortuna si tratta ma della capacità di soffrire, di chiudersi contro un avversario pressante e abile nel palleggio.
E di ripartire con piglio vincente sulle ali di Barrow e Svanberg, toccati dalla grazia di una domenica speciale.
Il gambiano firma il primo gol di testa e poi offre a Svanberg la palla d’oro del raddoppio.
Lo svedese si veste da cannoniere e poi rifinisce in modo impeccabile per il terzo gol firmato Soriano.
È un Bologna incerto e fortunato, salvato da un palo in avvio (pasticcio Skorupski-Schouten sulla solita ripartenza dal basso!) eppure capace di trovare i giusti equilibri in campo.
E poi di tradurre in gol i rovesciamenti di fronte, sfruttando la velocità e la tecnica dei suoi uomini migliori.
Un vero toccasana dopo il gol del pareggio di Quagliarella.
Con Palacio ritrovato e Barrow sul lato sinistro, l’attacco recupera imprevedibilità ed efficacia, mentre Schouten (al netto dell’errore in partenza) offre appoggio e copertura alla difesa.

Qui giganteggia Soumaoro, ritrova slancio Danilo mentre Tomiyasu e Dijks pagano tributo a una condizione fisica ancora precaria.

Ma i nervi sono saldi, le motivazioni alte e nel cuore del secondo tempo il Bologna trova il terzo gol, spreca due occasioni d’oro con Palacio e Skov Olsen, sempre più consapevole del proprio ruolo.
C’e anche un quarto gol di Sansone cancellato per fuorigioco.
Resta un finale condito di qualche titubanza difensiva ma anche la sensazione che Sinisa abbia trovato la squadra titolare e una camaleontica capacità di adattarsi all’avversario, che produce punti e concretezza.
La Samp tiene lo scettro del gioco ma non finalizza e per una volta tocca agli avversari prendersi i complimenti per la qualità di manovra ma stringere un pugno di mosche.
Avanti Bologna, adesso proviamo anche a divertirci.

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