CUORE ROSSOBLÙ

di Giuseppe Tassi

di Giuseppe Tassi

Arnautovic capocannoniere della Serie A è il vanto e il limite del Bologna

Senza le cinque perle del centravanti austriaco, la squadra di Sinisa sarebbe a quota zero in fondo alla classifica.

Arnautovic capocannoniere della Serie A è il vanto e il limite del Bologna di Mihajlovic.
Steindy (talk) 21:35, 10 April 2016 (UTC), CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons
Steindy (talk) 21:35, 10 April 2016 (UTC), CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons
Per fortuna che Arna c’è e che il suo cannone funziona benissimo: 5 gol in 5 partite con 2 rigori trasformati.
È lui il leader indiscusso della squadra , il totem cui aggrapparsi nei momenti difficili. Che puntualmente arrivano anche contro lo Spezia. Arna lancia il Bologna in orbita con una fuga verticale, su lancio di Medel, conclusa da un bel sinistro in corsa. E quando lo Spezia, con Bastoni e un clamoroso ‘euroautogol’ di Schouten rovescia la partita, ci pensa sempre Marko il grande a rimettere le cose a posto. Questa volta l”imbeccata in verticale è di Soriano e l’esecuzione tagliente è una condanna.
Così finisce con il terzo pareggio di fila contro le dirette rivali del Bologna. Dopo Verona e Salernitana , Medel e compagnia non vanno oltre il punto con lo Spezia, volonteroso, molto fisico ma decisamente modesto di Luca Gotti.
È un risultato che frena i corvi volitanti sulla testa di Mihajlovic ma non risolve i problemi di equilibrio della squadra né mostra progressi sul piano del gioco. In partenza cambiano gli interpreti e la formula (dal 3-5-2 al 3-4-1-2) con il debuttante croato Moro accanto a Schouten in mediana, Barrow dietro le punte, Arnautovic e Orsolini, e Lykogiannis preferito a Cambiaso per la corsia sinistra.
Superata qualche sfasatura in avvio, la squadra sembra tenere il campo con sicurezza ma la manovra è sempre lenta e involuta. Schouten è l’unico ispiratore e il migliore anche in copertura, Moro svanisce poco a poco e Barrow scorrazza inutilmente per il campo senza costrutto. Non si capisce perché Sinisa riununci a un centrocampista offensivo, Ferguson, per adattare un attaccante a un ruolo non suo.
Nel mare delle incertezze Medel (sempre monumentale in difesa) indovina il lancio assassino che esalta Arnautovic.
È qui che il Bologna mette le premesse della rimonta spezzina, abbassando le sue linee a ridosso dell’area invece di cercare il raddoppio.
A partita capovolta, Mihajlovic spedisce in campo Dominguez (più motivato e presente rispetto alle ultime apparizioni), Sansone, l’attaccante olandese Zirkzee (al debutto) , Soriano e Cambiaso. Il Bologna non si trasforma da strega in principessa ma almeno aggancia il gol del pari su assist di Soriano e spinge senza successo fino al novantesimo.
La prima apparizione di molti nomi nuovi non cambia le carte in tavola ma offre a Sinisa un più ampio ventaglio di scelte. In questa foga esplorativa non si capisce perché non trovi posto Ferguson, unico centrocampista dal gol facile di tutta la truppa. Non disprezzabile, invece , il ritorno al 3-4-1-2 che offre più soluzioni in fase offensiva e non inchioda al Bologna alla sua arida idea di gioco. E in coda invoco la benedizione su Arna letale: che dio lo conservi a lungo, perché senza i suoi piedi e i suoi gol d’autore saremmo sul fondo della classifica.

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.