Corrispondenze (Farsettiarte, Cortina d’Ampezzo)

- DATA INIZIO: 20/12/2025

- DATA FINE: 11/01/2026

- LUOGO: Farsettiarte – sede di Cortina d’Ampezzo - Ex Funivia Pocol, Piazza Roma 10, 32043 Cortina d’Ampezzo (BL)

- INDIRIZZO: Ex Funivia Pocol, Piazza Roma 10, 32043 Cortina d’Ampezzo (BL)

- TEL: +39 0436 860669

Corrispondenze: figurazione e astrazione in dialogo da Farsettiarte a Cortina

Corrispondenze Farsettiarte Cortina d’Ampezzo

Corrispondenze Farsettiarte Cortina d’Ampezzo
C’è un modo intelligente di parlare di figurazione e astrazione senza trasformarle in due tifoserie contrapposte: metterle una accanto all’altra, farle “suonare” nello stesso spazio, e lasciare che siano le opere a dire dove si toccano e dove invece si respingono.

È l’idea al centro di Corrispondenze, la mostra che Farsettiarte presenta nella sede di Cortina d’Ampezzo dal 20 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026: un percorso che attraversa il Novecento e arriva al contemporaneo, costruito come un esercizio di sguardo.

Una mostra come “dispositivo” di visione

Il progetto non propone una lettura cronologica: lavora per accostamenti. Il visitatore passa da un dipinto figurativo a un’opera astratta e, proprio nel salto, è invitato a riconoscere risonanze inattese: armonie di ritmo, consonanze di materia, analogie di gesto o di luce.

Nel comunicato e nelle presentazioni pubbliche si parla di otto coppie di opere: otto piccoli “duetti” pensati per aprire domande più che chiuderle.

Quattro dialoghi chiave, tra materia, ritmo e città

Tra gli accostamenti più significativi, ce ne sono alcuni che funzionano come bussola per orientarsi nel senso complessivo della mostra.

Guttuso / Castellani: quando la materia cambia voce

Renato Guttuso, Edicola (1965) è affiancato a Enrico Castellani, Superficie bianca (1998). Da una parte la presenza narrativa e corporea della figurazione; dall’altra l’essenzialità delle superfici estroflesse, dove la pittura diventa vibrazione. Due strade opposte che, però, condividono un rapporto quasi tattile con la materia.

Severini / Dorazio: la forma che diventa musica

Gino Severini, Rhythme de danse à l’Opera (1950) dialoga con Piero Dorazio, Rosa-rosae-rosa (1967). È un confronto in cui la geometria ritmica severiniana incontra la trama luminosa e musicale di Dorazio: qui la forma non descrive, ma “tiene il tempo”, e il colore diventa struttura.

Corrispondenze Farsettiarte Cortina d’Ampezzo
Tancredi, Luci di Venezia, 1959, tempera su carta applicata su tela, cm 98×138

De Chirico / Tancredi: Venezia come idea e come bagliore

La coppia Giorgio de Chirico, Il ponte di Rialto (metà anni ’50) e Tancredi, Luci di Venezia (1959) mette in scena due città diverse pur avendo lo stesso nome: una Venezia sospesa, mentale, quasi metafisica; e una Venezia liquida, frammentata, fatta di riflessi e pulsazioni. È un dialogo tra immobilità e energia.

De Pisis / Ceroli: fragilità e presenza

Con Filippo de Pisis, Natura morta con maschera (1926) e Mario Ceroli, Senza titolo (2010) la corrispondenza si sposta sul terreno della “presenza”: la delicatezza percettiva di De Pisis contro la forza volumetrica e iconica di Ceroli. Un confronto che apre una riflessione su memoria e materia, gesto pittorico e costruzione.

Una domanda che resta aperta

Corrispondenze non cerca una morale finale. Il suo punto forte è proprio la sospensione: lascia lo spettatore in uno spazio di percezione dove i confini tra figurativo e astratto non sono muri, ma linee mobili. E, una volta usciti, viene naturale riguardare mentalmente quelle coppie come si riguardano certi dialoghi: non per “capire chi ha ragione”, ma per cogliere cosa si è acceso nel mezzo.

Luogo, orari e info (per il box)

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