CHINKY SHUKLA. When Buddha Stopped Smiling (PhEST Monopoli 2026 – What if? See beyond the stars)

- DATA INIZIO: 08/08/2026

- DATA FINE: 01/11/2026

- LUOGO: Monastero di San Leonardo Via San Leonardo 3 - Monopoli

- INDIRIZZO: Via San Leonardo 3 - Monopoli

- SITO WEB: https://www.phest.info/chinky-shukla

Una riflessione sul costo umano ed ecologico della corsa agli armamenti nucleari, negli scatti di Chinky Shukla

Monastero di San Leonardo di Monopoli ospita la mostra CHINKY SHUKLA. When Buddha Stopped Smiling, fino al 1 novembre

 

Monastero di San Leonardo di Monopoli ospita la mostra CHINKY SHUKLA. When Buddha Stopped Smiling, fino al 1 novembre
©Chinky Shukla – Foto in esposizione. Fonte immagine: https://www.phest.info/

 

Dall’8 agosto al primo novembre 2026 torna a Monopoli il Festival Internazionale di Fotografia e Arte PhEST.

PhEST nasce da una necessità, quella di provare a restituire una voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, quella di ridefinire un immaginario proprio e nuovo.

Il tema di quest’anno è What if? con sottotitolo See beyond the stars.

Guardando al di là delle stelle il festival individua nel “se” un dispositivo creativo che rende visibile ciò che non esiste.

Tra le mostre in programma, negli spazi di Monastero di San Leonardo è allestita la mostra CHINKY SHUKLA.When Buddha Stopped Smiling.

Chinky Shukla è una fotografa e visual storyteller indiana con base a Nuova Delhi.

Il suo lavoro affronta temi sociali, ambientali e umanitari, concentrandosi sulle conseguenze a lungo termine di eventi storici e politici sulle comunità.

Attraverso fotografia documentaria e immagini costruite, esplora il rapporto tra memoria, territorio e identità, dando voce a storie spesso marginalizzate o poco visibili.

Nella mostra presentata al PhEST l’artista indaga le conseguenze dei test nucleari condotti a Pokhran, nel deserto del Rajasthan.

Attraverso ritratti, paesaggi e immagini costruite, Chinky Shukla racconta come un evento storico continui a manifestarsi nella memoria collettiva, nel corpo e nel territorio.

Il progetto riflette sul costo umano ed ecologico della corsa agli armamenti nucleari, dando spazio alle comunità che ne portano ancora oggi le cicatrici.

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