La Forza

- DATA INIZIO: 25/06/2026

- LUOGO: Accademia Carrara – Giardini PwC - Bergamo

- INDIRIZZO: Piazza Giacomo Carrara 82, 24121 Bergamo BG

- TEL: +39 035 234396

- SITO WEB: lacarrara.it

- ULTERIORI INFORMAZIONI: La Forza di Chiara Camoni è la prima installazione permanente del progetto pluriennale Figure nel paesaggio, ideato da Accademia Carrara e curato da Maria Luisa Pacelli ed Elena Volpato. Inaugurazione: 25 giugno 2026, ore 20.00. Giardini PwC: lunedì 9.00-19.00; martedì chiuso; mercoledì-venerdì 9.00-19.00; sabato e domenica 10.00-19.00. Accesso libero e gratuito. Ingresso ai giardini sia dal museo sia dall’accesso indipendente in via della Noca 7. Per informazioni nei giorni festivi e nel fine settimana è disponibile anche il numero +39 035 4122097.

- NOTE AGGIUNTIVE: La Forza, realizzata nel 2025 e installata permanentemente nei Giardini PwC nel 2026, è composta da una donna e una leonessa. L’opera rilegge l’undicesimo arcano maggiore dei Tarocchi e dialoga con il mazzo Colleoni conservato all’Accademia Carrara. Le due figure non sono rappresentate in lotta ma come presenze simbiotiche, plasmate dalla stessa materia e unite dal punto di contatto tra la mano della donna e la bocca dell’animale. L’opera entra stabilmente nella collezione del museo grazie al contributo di PwC.

Chiara Camoni a Bergamo: dettaglio della leonessa dell’opera La Forza nei Giardini PwC
Nel dettaglio della leonessa, la materia scura e increspata restituisce la dimensione organica con cui Chiara Camoni rilegge l’iconografia della Forza. Fonte immagine: https://lacarrara.it/

 

Nei Giardini PwC dell’Accademia Carrara di Bergamo, Chiara Camoni presenta La Forza, gruppo scultoreo permanente che inaugura il progetto pluriennale Figure nel paesaggio.

L’opera è entrata stabilmente nella collezione del museo dopo essere stata inaugurata il 25 giugno 2026 e mette in relazione due figure, una donna e una leonessa, con il giardino che le accoglie.

Curato da Maria Luisa Pacelli ed Elena Volpato, Figure nel paesaggio nasce con l’obiettivo di portare la collezione oltre le sale dell’Accademia Carrara attraverso nuove commissioni pensate appositamente per lo spazio aperto. Oltre a Camoni, il progetto coinvolge Paolo Icaro e Alessandro Pessoli, artisti appartenenti a generazioni differenti ma accomunati da una ricerca che mantiene un rapporto consapevole con la storia della scultura e della figura.

La Forza nasce da una carta dei Tarocchi

Il punto di partenza dell’opera è l’undicesimo arcano maggiore dei Tarocchi, La Forza.

L’Accademia Carrara conserva il celebre mazzo Colleoni, e proprio il confronto con quelle carte ha offerto a Chiara Camoni l’occasione per reinterpretare un’iconografia attraversata nei secoli da trasformazioni significative.

Nel mazzo Colleoni la Forza è raffigurata come una figura maschile che alza un bastone contro un leone.

Nei successivi mazzi marsigliesi compare invece una donna alle prese con l’animale, spesso rappresentata mentre pone le mani tra le sue fauci.

Camoni prende questa immagine e la modifica radicalmente.

Non più una donna contro un leone

Nella scultura di Chiara Camoni non rimane l’idea di uno scontro.

La figura umana è una donna.

Anche il leone diventa una leonessa.

Le due presenze non sembrano tentare di prevalere l’una sull’altra.

Sono invece costruite come una coppia legata da una stessa origine.

L’Accademia Carrara le descrive come figure simbiotiche, formate dalla medesima materia e ancora segnate dalla memoria della loro originaria unione.

La forza non coincide quindi con la capacità di dominare.

Può essere relazione.

Contatto.

Continuità.

Un grumo di materia unisce le due figure

Tra la mano della donna e la bocca della leonessa rimane un elemento particolarmente significativo.

Un grumo di terra lacerato.

È il punto nel quale le due sculture sembrano essere state unite e, allo stesso tempo, separate.

L’elemento funziona quasi come la memoria fisica di un contatto.

Le due figure possiedono corpi distinti, ma qualcosa continua a collegarle.

Questa piccola zona di passaggio cambia anche la lettura dell’immagine tradizionale della Forza.

La mano non costringe l’animale.

La bocca non minaccia necessariamente la figura umana.

Tra le due rimane una materia condivisa.

La terra nera e il giardino

Il rapporto con il paesaggio non è secondario.

Le figure possiedono una tonalità scura che crea una continuità visiva con il terreno dei Giardini PwC.

La descrizione ufficiale parla di una terra nera capace di evocare profondità e incandescenza.

Donna e leonessa sembrano quasi emergere dal suolo attraverso un processo di germinazione.

È un’immagine particolarmente adatta a un’opera concepita per essere permanente all’aperto.

La scultura non viene semplicemente collocata sopra il paesaggio.

Cerca di apparire come qualcosa che appartiene a quel terreno.

Le superfici sembrano continuare a crescere

A una prima osservazione le due figure possono apparire solide.

Ma le superfici introducono una sensazione differente.

Sono irregolari, increspate e percorse da forme che l’Accademia Carrara accosta a infiorescenze e petali di terra.

Sulla figura femminile la materia sembra trasformarsi in fiori.

Tra i denti della leonessa appare invece come qualcosa di più lacerato e generativo.

La materia non serve quindi soltanto a costruire la forma.

Sembra continuare ad agire sulla superficie.

Una scultura che non vuole essere separata dalla natura

Il progetto Figure nel paesaggio nasce da una riflessione precisa sul giardino.

Dal Rinascimento in poi gli spazi verdi italiani sono stati popolati da statue, figure allegoriche, eroi, divinità e creature fantastiche.

La natura veniva costruita e organizzata insieme alla scultura.

L’Accademia Carrara riprende questa tradizione e prova a rileggerla attraverso artisti contemporanei.

La Forza entra quindi nel giardino non come elemento decorativo.

È una nuova presenza.

Figure nel paesaggio porta la collezione fuori dal museo

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda proprio il concetto di collezione.

Normalmente immaginiamo le opere di un museo all’interno delle sale.

Pareti.

Vetrine.

Illuminazione controllata.

Nei Giardini PwC accade qualcosa di diverso.

Le opere vengono esposte alla luce naturale.

Cambiano con le stagioni.

Sono circondate da vegetazione e attraversate dal passaggio quotidiano delle persone.

Il progetto nasce proprio per ampliare la collezione della Carrara oltre l’edificio museale.

La scultura cambia insieme al giorno

Un’opera all’aperto non viene mai osservata esattamente nelle stesse condizioni.

La luce del mattino è diversa da quella del pomeriggio.

Una giornata nuvolosa modifica i volumi.

Le piante crescono.

Le ombre cambiano posizione.

Anche il terreno attraversa trasformazioni.

Nel caso di La Forza, questo elemento diventa particolarmente significativo perché l’opera è già costruita attorno all’idea di continuità tra figura e materia naturale.

Il paesaggio non rimane semplicemente sullo sfondo.

Continua a modificare il modo in cui la scultura viene percepita.

Dalla violenza all’alleanza

La reinterpretazione dell’arcano permette anche di osservare una trasformazione simbolica.

La forza è stata spesso rappresentata come capacità di controllare qualcosa di selvaggio.

L’essere umano da una parte.

L’animale dall’altra.

Chiara Camoni riduce questa distanza.

Le due figure condividono genere, materia e punto di contatto.

La leonessa non viene addomesticata.

La donna non deve dimostrare la propria superiorità.

La relazione sembra fondarsi piuttosto su una forma di prossimità.

Il femminile attraversa entrambe le presenze

La scelta di trasformare anche il leone in leonessa rafforza questa lettura.

Non esiste più una figura umana femminile che affronta simbolicamente una forza animale tradizionalmente associata al maschile.

Entrambe le presenze diventano femminili.

È un cambiamento piccolo soltanto in apparenza.

L’iconografia viene spostata dal terreno della contrapposizione a quello della somiglianza.

Donna e animale possono essere osservate come due manifestazioni differenti di una stessa energia.

Il corpo nella ricerca di Chiara Camoni

Il rapporto tra figura, materia e mondo naturale attraversa da tempo la ricerca di Chiara Camoni, nata a Piacenza nel 1974.

Le sue sculture possono incorporare o evocare elementi vegetali, animali e minerali, mentre il processo di realizzazione mantiene spesso una dimensione collettiva e materiale.

Nel 2026 l’artista rappresenta inoltre l’Italia alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia con il progetto Con te con tutto, curato da Cecilia Canziani.

Anche lì il rapporto tra corpi, materia, natura e presenza condivisa costituisce uno degli elementi centrali del progetto.

Dal Padiglione Italia ai Giardini della Carrara

La presenza contemporanea di Chiara Camoni a Venezia e Bergamo permette di osservare due declinazioni differenti della stessa ricerca.

Alla Biennale, Con te con tutto occupa gli spazi delle Tese delle Vergini con figure, materiali vegetali e ambienti pensati per mettere in relazione le sculture con i corpi dei visitatori.

A Bergamo l’intervento è molto più concentrato.

Due figure.

Un giardino.

Un punto di contatto.

Ma la questione rimane simile: dove finisce il corpo e dove comincia ciò che lo circonda?

Una nuova opera per una collezione storica

L’Accademia Carrara è conosciuta soprattutto per una collezione che attraversa secoli di storia dell’arte italiana.

Inserire una nuova scultura contemporanea in questo contesto non significa creare semplicemente un contrasto tra antico e presente.

La Forza nasce proprio dal confronto con un oggetto storico conservato nel museo: il mazzo di Tarocchi Colleoni.

L’arte contemporanea entra quindi nella collezione attraverso una relazione diretta con ciò che esisteva già.

Il passato non viene semplicemente citato.

Viene trasformato.

Anche Marte e Minerva torneranno nel giardino

Il progetto comprende inoltre il recupero di una parte della storia dello stesso spazio.

Due sculture raffiguranti Marte e Minerva, appartenute a Giacomo Carrara, sono sottoposte a restauro in accordo con la Soprintendenza e dovrebbero essere ricollocate nei giardini nel 2027.

Figure contemporanee e presenze storiche potranno così convivere nello stesso paesaggio.

È uno dei modi attraverso cui il progetto rende concreto il dialogo tra collezione antica e nuove commissioni.

Paolo Icaro e Alessandro Pessoli

Chiara Camoni apre un percorso destinato a proseguire.

Accanto a lei sono stati scelti Paolo Icaro, nato nel 1936, e Alessandro Pessoli, nato nel 1963.

Tre generazioni molto diverse.

Tre modi di affrontare la figura e la materia.

La selezione non cerca quindi di costruire un linguaggio uniforme.

Il punto comune è piuttosto la relazione con la tradizione e con lo spazio nel quale le opere verranno inserite.

I Giardini PwC diventano parte del museo

I Giardini PwC sono stati aperti come nuovo spazio verde dell’Accademia Carrara dopo un intervento di riqualificazione che ha recuperato un’area a lungo rimasta separata dalla normale fruizione museale.

Comprendono un giardino romantico, un camminamento che collega le sale all’esterno e spazi destinati alla sosta e alle attività culturali.

Con Figure nel paesaggio questa parte del museo acquisisce anche una funzione espositiva permanente.

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