AUTOPRODURSI l’olio extravergine di oliva

Proposte turistiche responsabili – AUTOPRODURSI l’olio extravergine di oliva.

Una bella iniziativa, quella della società agricola “de Matteis”, azienda salentina di nuova costituzione in località Castiglione d’Otranto, votata all’agricoltura biologica, i cui soci, sono due fratelli “under 35”.
In un periodo critico come quello che stiamo vivendo, l’autoproduzione e l’autosufficienza posso essere soluzioni positive. L’idea nasce dalla possibilità di conciliare una vacanza, o anche un semplice week-end, con la possibilità di ritornare a casa carichi di esperienze e portare con sé dell’olio extravergine di oliva biologico autoprodotto, sufficiente per tutto l’inverno.
Chi non vorrebbe vivere l’esperienza unica ed affascinante della raccolta delle olive ed assaporare l’olio appena spremuto? Trascorrere una vacanza diversa in armonia coi ritmi della natura dove i gesti e l’atmosfera sono rimasti immutati da secoli?

Presso il”Casino Piarmi”, sito all’interno dell’azienda agrituristica biologica “de Matteis”,  potrete partecipare alla raccolta delle olive e alla molitura in frantoio per dare così  il benvenuto all’olio nuovo.
All’interno dell’uliveto, che circonda le camere a disposizione degli ospiti, la mattina potrete imparare a raccogliere le olive insieme agli operai specializzati messi a disposizione dall’azienda che vi spiegheranno tutti i principali segreti di questa antica pianta dalle innumerevoli virtù, considerata dagli antichi greci “un dono della dea Atena agli uomini”.
Verrà servita nella mattina una tipica merenda contadina “ricostituente” all’ombra degli ulivi.
Il pomeriggio poi, si andrà al frantoio per la molitura e anche qui  si scopriranno tutti i processi che portano alla nascita di un prodotto che tutto il mondo ci invidia. Alla fine avrete la soddisfazione di assaggiare l’olio nuovo alla cui nascita avrete contribuito anche voi.

L’azienda che, da decenni ormai, pratica una agricoltura biologica e sostenibile e produce olio DOP Terra d’Otranto biologico certificato, apre le porte ai turisti ed amanti del turismo sostenibile, delle tradizioni e della gastronomia tipica in genere.

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AUTOPRODURSI l’olio extravergine di oliva

Proposte turistiche responsabili – AUTOPRODURSI l’olio extravergine di oliva.

Una bella iniziativa, quella della società agricola “de Matteis”, azienda salentina di nuova costituzione in località Castiglione d’Otranto, votata all’agricoltura biologica, i cui soci, sono due fratelli “under 35”.
In un periodo critico come quello che stiamo vivendo, l’autoproduzione e l’autosufficienza posso essere soluzioni positive. L’idea nasce dalla possibilità di conciliare una vacanza, o anche un semplice week-end, con la possibilità di ritornare a casa carichi di esperienze e portare con sé dell’olio extravergine di oliva biologico autoprodotto, sufficiente per tutto l’inverno.
Chi non vorrebbe vivere l’esperienza unica ed affascinante della raccolta delle olive ed assaporare l’olio appena spremuto? Trascorrere una vacanza diversa in armonia coi ritmi della natura dove i gesti e l’atmosfera sono rimasti immutati da secoli?

Presso il”Casino Piarmi”, sito all’interno dell’azienda agrituristica biologica “de Matteis”,  potrete partecipare alla raccolta delle olive e alla molitura in frantoio per dare così  il benvenuto all’olio nuovo.
All’interno dell’uliveto, che circonda le camere a disposizione degli ospiti, la mattina potrete imparare a raccogliere le olive insieme agli operai specializzati messi a disposizione dall’azienda che vi spiegheranno tutti i principali segreti di questa antica pianta dalle innumerevoli virtù, considerata dagli antichi greci “un dono della dea Atena agli uomini”.
Verrà servita nella mattina una tipica merenda contadina “ricostituente” all’ombra degli ulivi.
Il pomeriggio poi, si andrà al frantoio per la molitura e anche qui  si scopriranno tutti i processi che portano alla nascita di un prodotto che tutto il mondo ci invidia. Alla fine avrete la soddisfazione di assaggiare l’olio nuovo alla cui nascita avrete contribuito anche voi.

L’azienda che, da decenni ormai, pratica una agricoltura biologica e sostenibile e produce olio DOP Terra d’Otranto biologico certificato, apre le porte ai turisti ed amanti del turismo sostenibile, delle tradizioni e della gastronomia tipica in genere.

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Meraviglie…del gusto: le confetture calabresi di cedro, kiwi e di bergamotto, per esempio!!!

Cedro, bergamotto e kiwi della Calabria: un trio di frutti dell’agricoltura regionale che riesce a strabiliare, con sapore, nei suoi vari utilizzi della gastronomia regionale. Vediamo un po’…..

Il cedro è essenzialmente un agrume coltivato un po’ in tutta la regione, in particolare nel tratto tirrenico della provincia di Cosenza (in particolare nella zona denominata appunto “Riviera dei Cedri”) sposandosi alla perfezione con un habitat naturale, caratterizzato da un  microclima ideale per via delle temperature miti durante tutto l’anno e senza particolari escursioni termiche. Il cedro, infatti, è una pianta mediterranea che non preferisce i venti freddi provenienti da nord e le temperature rigide. I terreni ideali per una coltivazione ottimale sono quelli di argilla calcarea mista a sabbia e humus, con presenza di azoto e potassio, propri della Calabria.

Si tratta di un arbusto che arriva sino ai 4 metri di altezza, con fiori profumatissimi dal colore rossastro verso l’esterno e bianchi nell’interno, frutto ovoidale dalla buccia ruvida e spessa che costituisce il 70% circa della massa totale.

Il suo succo viene utilizzato dall’industria alimentare, per ottenerne bibite analcoliche, frutta candita, liquori, ecc: ma è nell’arte pasticceria che offre il meglio di sé, considerando le peculiarità ed il gusto che regala nelle creme per dolci e nei prodotti tipici della regione.

Il bergamotto rappresenta una ulteriore eccellenza della produzione agricola della regione, anch’esso un agrume dal frutto a forma sferica di colore giallastro, con fioritura nei mesi invernali. L’habitat ideale di produzione è il reggino, sotto l’Aspromonte in particolare, a cavallo in pratica tra il Tirreno e lo Ionio.

L’ essenza che se ne ottiene garantisce una  discreta imprenditorialità agricola della zona: ne e’ ben noto in Italia oltre che all’estero, infatti, l’uso nella industria profumiera, visto che i suoi 300 e più componenti chimici e l’olio essenziale “fissano” il bouquet aromatico dei profumi, esaltandone la freschezza e la fragranza; così come riconosciuto è il suo utilizzo nell’industria farmaceutica, per il potere antisettico ed antibatterico del frutto.

Ciononostante non dimentica quella che è la sua “mission”principale: trattandosi di un agrume, viene largamente usato nell’industria alimentare e dolciaria come aromatizzante di liquori, the, caramelle, canditi, ecc.

Il kiwi è una pianta da frutto che originariamente nasce in Cina, ma che fu portata in Nuova Zelanda all’inizio del secolo scorso: fu proprio qui che prese questo curioso nome, per via della  somiglianza con l’omonimo volatile. Una quarantina di anni fa se ne sperimentò l’impianto in Italia e grazie ad una buona domanda da parte dei consumatori ben presto la produzione nazionale raggiunse dimensioni considerevoli, affrancandosi come il maggior produttore a livello mondiale.

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Meraviglie…del gusto: le confetture calabresi di cedro, kiwi e di bergamotto, per esempio!!!

Cedro, bergamotto e kiwi della Calabria: un trio di frutti dell’agricoltura regionale che riesce a strabiliare, con sapore, nei suoi vari utilizzi della gastronomia regionale. Vediamo un po’…..

Il cedro è essenzialmente un agrume coltivato un po’ in tutta la regione, in particolare nel tratto tirrenico della provincia di Cosenza (in particolare nella zona denominata appunto “Riviera dei Cedri”) sposandosi alla perfezione con un habitat naturale, caratterizzato da un  microclima ideale per via delle temperature miti durante tutto l’anno e senza particolari escursioni termiche. Il cedro, infatti, è una pianta mediterranea che non preferisce i venti freddi provenienti da nord e le temperature rigide. I terreni ideali per una coltivazione ottimale sono quelli di argilla calcarea mista a sabbia e humus, con presenza di azoto e potassio, propri della Calabria.

Si tratta di un arbusto che arriva sino ai 4 metri di altezza, con fiori profumatissimi dal colore rossastro verso l’esterno e bianchi nell’interno, frutto ovoidale dalla buccia ruvida e spessa che costituisce il 70% circa della massa totale.

Il suo succo viene utilizzato dall’industria alimentare, per ottenerne bibite analcoliche, frutta candita, liquori, ecc: ma è nell’arte pasticceria che offre il meglio di sé, considerando le peculiarità ed il gusto che regala nelle creme per dolci e nei prodotti tipici della regione.

Il bergamotto rappresenta una ulteriore eccellenza della produzione agricola della regione, anch’esso un agrume dal frutto a forma sferica di colore giallastro, con fioritura nei mesi invernali. L’habitat ideale di produzione è il reggino, sotto l’Aspromonte in particolare, a cavallo in pratica tra il Tirreno e lo Ionio.

L’ essenza che se ne ottiene garantisce una  discreta imprenditorialità agricola della zona: ne e’ ben noto in Italia oltre che all’estero, infatti, l’uso nella industria profumiera, visto che i suoi 300 e più componenti chimici e l’olio essenziale “fissano” il bouquet aromatico dei profumi, esaltandone la freschezza e la fragranza; così come riconosciuto è il suo utilizzo nell’industria farmaceutica, per il potere antisettico ed antibatterico del frutto.

Ciononostante non dimentica quella che è la sua “mission”principale: trattandosi di un agrume, viene largamente usato nell’industria alimentare e dolciaria come aromatizzante di liquori, the, caramelle, canditi, ecc.

Il kiwi è una pianta da frutto che originariamente nasce in Cina, ma che fu portata in Nuova Zelanda all’inizio del secolo scorso: fu proprio qui che prese questo curioso nome, per via della  somiglianza con l’omonimo volatile. Una quarantina di anni fa se ne sperimentò l’impianto in Italia e grazie ad una buona domanda da parte dei consumatori ben presto la produzione nazionale raggiunse dimensioni considerevoli, affrancandosi come il maggior produttore a livello mondiale.

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Sapori che non si dimenticano facilmente – I funghi della Sila

Sarà per via della ideale collocazione geografica, delle caratteristiche geomorfologiche della regione, del particolare clima mediterraneo e temperato du cui gode anche nel periodo estivo, di una serie di altre infinite ragioni…fatto è che la Calabria ha una buona, anzi eccellente produzione di funghi: almeno 3000 specie, senza tener conto di quelle microscopiche!!
Questa risorsa naturale riveste una grande importanza, sia per la soddisfazione dei tanti ricercatori che per il valore economico integrante per l’economia di molte popolazioni montane. Grazie alla abbondante presenza, i funghi in Calabria sono molto utilizzati nella cucina, visto che infiniti sono i piatti a base di funghi assaporati nella ristorazione calabrese.

In particolare l’altopiano della Sila, per la presenza dei laghi ( Cecita, Ampollino e Arvo) si caratterizza  per la disponibilità del rinomato Lactarius delicius, detto “Rossitto,  rosito o pinicolo”, poiché possiede un colore rosato ed in genere si trova sotto secolari pini o comunque boschi di conifere. Il “re” per antonomasia della “micologia silana” ha il cappello con forma a ombrello, presenta decorazioni squamose da biancastre a marrone-grigiastre, regolari e persistenti. Le lamelle sono fitte, larghe, ventricose, facilmente separabili dal cappello bianco-crema, a sfumature rosaceo-brune quando è in maturità. La carne è bianca e immutabile, con odore lieve di nocciola e sapore unico.

LEGGI TUTTOSapori che non si dimenticano facilmente – I funghi della Sila

Sapori che non si dimenticano facilmente – I funghi della Sila

Sarà per via della ideale collocazione geografica, delle caratteristiche geomorfologiche della regione, del particolare clima mediterraneo e temperato du cui gode anche nel periodo estivo, di una serie di altre infinite ragioni…fatto è che la Calabria ha una buona, anzi eccellente produzione di funghi: almeno 3000 specie, senza tener conto di quelle microscopiche!!
Questa risorsa naturale riveste una grande importanza, sia per la soddisfazione dei tanti ricercatori che per il valore economico integrante per l’economia di molte popolazioni montane. Grazie alla abbondante presenza, i funghi in Calabria sono molto utilizzati nella cucina, visto che infiniti sono i piatti a base di funghi assaporati nella ristorazione calabrese.

In particolare l’altopiano della Sila, per la presenza dei laghi ( Cecita, Ampollino e Arvo) si caratterizza  per la disponibilità del rinomato Lactarius delicius, detto “Rossitto,  rosito o pinicolo”, poiché possiede un colore rosato ed in genere si trova sotto secolari pini o comunque boschi di conifere. Il “re” per antonomasia della “micologia silana” ha il cappello con forma a ombrello, presenta decorazioni squamose da biancastre a marrone-grigiastre, regolari e persistenti. Le lamelle sono fitte, larghe, ventricose, facilmente separabili dal cappello bianco-crema, a sfumature rosaceo-brune quando è in maturità. La carne è bianca e immutabile, con odore lieve di nocciola e sapore unico.

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Peccati di gola calabresi: il miele di fichi

Il miele di fichi è uno dei prodotti tipici calabresi che incuriosisce sia per la denominazione che per la sua versatilità di uso; ottenuto secondo tradizione propria della regione, si può ancora gustare acquistandolo su siti di vendita on line di prodotti calabresi nella loro offerta di referenze e sciccherie gastronomiche.

Ma andiamo per gradi: miele, vi chiederete??? In Calabria questo prodotto è infatti tipicamente ed impropriamente chiamato “miele” , ma non ha nulla a che fare con le api. In realtà è uno sciroppo di cotto di fichi calabresi realizzato facendo bollire i fichi in un po’ d’acqua, tirandoli (escludendo in pratica l’acqua in eccesso) fino ad ottenere una densità molto simile a quella del miele: ecco, forse è proprio la densità che ne da l’idea del più rinomato nettare prodotto dalle api!!

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Peccati di gola calabresi: il miele di fichi

Il miele di fichi è uno dei prodotti tipici calabresi che incuriosisce sia per la denominazione che per la sua versatilità di uso; ottenuto secondo tradizione propria della regione, si può ancora gustare acquistandolo su siti di vendita on line di prodotti calabresi nella loro offerta di referenze e sciccherie gastronomiche.

Ma andiamo per gradi: miele, vi chiederete??? In Calabria questo prodotto è infatti tipicamente ed impropriamente chiamato “miele” , ma non ha nulla a che fare con le api. In realtà è uno sciroppo di cotto di fichi calabresi realizzato facendo bollire i fichi in un po’ d’acqua, tirandoli (escludendo in pratica l’acqua in eccesso) fino ad ottenere una densità molto simile a quella del miele: ecco, forse è proprio la densità che ne da l’idea del più rinomato nettare prodotto dalle api!!

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L’impossibile che diventa “realtà”: risolvere per 6 regali di fine anno con soli 33 euro

Ebbene si, ci siamo: si avvicina un momento importante dell’anno, quello in cui dobbiamo un attimo pensare ai regali di Natale. E quest’anno sarà più difficile che mai, visto che ci dobbiamo dibattere tra la classica esigenza di destinare qualcosa che sia davvero “sorprendente ed originale”, e quella del “portafogli” che langue sempre ed ancor di più rispetto alle passate festività: “crisi docet”!!
Beh, mettiamo in moto la mente, allora…anzi facciamo lavorare e diamo fondo alla nostra capacità, dimostrando che nel “fai da te” siamo davvero imbattibili: che poi non ci vuole mica tanto, nessuna esperienza o capacità particolare, specie se il web può darci una mano, per questa necessità. Dunque, tra i regali davvero graditi, la gastronomia fatta in casa va per la maggiore e riceve i migliori consensi da parte di chi riceve un pensiero.

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