La leggenda del grano

Luglio matura il grano, in alta quota è tempo di mietitura,. Una volta i mietitori si sedevano sulle scale della Chiesa del paese e al mattino i mezzadri andavano a chiamarli per portarli dove servivano e dove c’era bisogno. Il mietitore era una persona scaltra, brava con il falcetto e veloce nelle movenze, movimenti sincronizzati tra di loro dall’esperienza e dalle tradizioni tramandate in famiglie. Potevano farsi male se non erano preparati e allenati, ancora oggi a San Giorgio Lucano in provincia di Matera, si fa la danza del falcetto che mima in modo teatrale la velocità e l’arguzia che un mietitore doveva possedere, oltre ad una grande conoscenza e notevole dimestichezza delle mezzeluna con cui mietevano il grano e pronti dietro , come se un esercito radesse al suolo il campo, le maestranze raccoglievano in mazzi le spighe che ammassavano per la trebbiatura. Il grano è una pianta coltivata dalla più remota antichità per l’alimentazione dell’uomo. L’origine di questa graminacea fonda le proprie radici più nella leggenda che nella storia. Origine egiziane o asiatiche? Di sicuro possiamo dire che la coltivazione del grano offre più di 1500 varietà, rendendo quindi possibile la crescita ad ogni latitudine, in ogni stagione, su ogni terreno. Possiamo affermare , senza ombra di dubbio e senza esitazione che ogni uomo e ogni terra del mondo ha diritto al suo grano. Nel mondo contadino, o meglio agreste il grano ha assunto, nei millenni, antiche cerimonie propiziatorie.

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“Trebotti” in Teverina (Vt):

Presentato al Vinitaly (Verona) da “Trebotti in Teverina (Vt): Vino, Arte, Cultura” il Progetto “Sostenibilità ambientale: recupero, riutilizzo ed impatto ambientale”, l’evento in programma a Castiglione in Teverina dal 1° al 9 maggio 2010, realizzato dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari e dal Dipartimento di scienze Forestali dell’Università degli Studi della Tuscia, con il contributo della Camera di Commercio di Viterbo, della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo e del Comune di Castiglione in Teverina.L’idea nasce sulla scorta di studi recenti da cui emerge che politiche di gestione e miglioramento dell’agricoltura e delle foreste possono portare un contributo positivo a mitigare il riscaldamento climatico. A questi temi l’azienda agricola biologica Trebotti è particolarmente sensibile, portando avanti da tempo progetti di ricerca volti al miglioramento dell’efficienza energetica e dell’impatto ambientale delle produzioni agricole (biolago, cella d’appassimento a risparmio energetico, produzione bioetanolo e compost da vinacce e residui vegetali).

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“Trebotti” in Teverina (Vt):

Presentato al Vinitaly (Verona) da “Trebotti in Teverina (Vt): Vino, Arte, Cultura” il Progetto “Sostenibilità ambientale: recupero, riutilizzo ed impatto ambientale”, l’evento in programma a Castiglione in Teverina dal 1° al 9 maggio 2010, realizzato dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari e dal Dipartimento di scienze Forestali dell’Università degli Studi della Tuscia, con il contributo della Camera di Commercio di Viterbo, della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo e del Comune di Castiglione in Teverina.L’idea nasce sulla scorta di studi recenti da cui emerge che politiche di gestione e miglioramento dell’agricoltura e delle foreste possono portare un contributo positivo a mitigare il riscaldamento climatico. A questi temi l’azienda agricola biologica Trebotti è particolarmente sensibile, portando avanti da tempo progetti di ricerca volti al miglioramento dell’efficienza energetica e dell’impatto ambientale delle produzioni agricole (biolago, cella d’appassimento a risparmio energetico, produzione bioetanolo e compost da vinacce e residui vegetali).

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