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ToggleCahiers d’Art alla Collezione Peggy Guggenheim: dieci numeri per un secolo di modernismo

Venezia celebra i cento anni di Cahiers d’Art con un gesto insieme sobrio e ambizioso: dal 4 febbraio 2026, fino all’autunno, la Collezione Peggy Guggenheim presenta nelle sale di Palazzo Venier dei Leoni uno speciale allestimento che mette in dialogo dieci numeri storici della rivista con le opere iconiche della collezione permanente. Il risultato non è un semplice omaggio editoriale, ma un’installazione che racconta come il modernismo sia stato costruito — pagina dopo pagina — anche attraverso le immagini.
Una rivista che ha insegnato a vedere
Fondata a Parigi nel 1926 dallo storico dell’arte Christian Zervos, Cahiers d’Art non fu soltanto una rivista: fu, al tempo stesso, casa editrice e galleria, un laboratorio in cui estetica e teoria si inseguivano con la velocità dell’avanguardia. In quelle pagine passano artisti che oggi consideriamo “classici” del Novecento — Alexander Calder, Claude Cahun, Marcel Duchamp, Vasilij Kandinskij, Henri Matisse, Joan Miró, Meret Oppenheim, Pablo Picasso — affiancati da una costellazione di scrittori e pensatori come Georges Bataille, Samuel Beckett, Jacques Lacan e Tristan Tzara.
A rendere Cahiers d’Art un caso unico fu anche la qualità delle riproduzioni: fotografie commissionate a nomi come Dora Maar e Man Ray trasformarono la rivista in un “museo portatile”, capace di rendere visibile l’avanguardia mentre stava ancora accadendo, prima che la storia la fissasse in un canone.

Il legame con Peggy: collezione, archivio, Brancusi
La selezione veneziana — dieci numeri dagli anni Venti agli anni Cinquanta — è stata acquisita dalla Collezione Peggy Guggenheim grazie a una campagna di raccolta fondi, entrando così nel patrimonio archivistico del museo. Ma qui l’archivio non resta in deposito: prende posto nelle sale, accanto alle opere, e le rispecchia. I numeri esposti riproducono infatti lavori che Peggy Guggenheim ha poi acquisito, rendendo tangibile un intreccio vitale tra stampa, gusto collezionistico e costruzione della memoria culturale.
C’è anche un dettaglio che illumina il carattere “partecipe” di Peggy: nel 1955 contribuì alla rivista con un testo dedicato a Constantin Brancusi. Non una presenza ornamentale, dunque, ma una voce dentro la conversazione internazionale che la rivista alimentava.
In questo senso, la dichiarazione della direttrice Karole P. B. Vail suona come una chiave di lettura dell’intero progetto: “Cahiers d’Art ha reso visibile l’avanguardia mentre stava prendendo forma”. È un’idea che la Collezione rivendica come propria: anticipare, riconoscere, coltivare lo spirito di sperimentazione invece di limitarlo a celebrazione retrospettiva.

Un centenario che diventa rete
La Collezione Peggy Guggenheim è la prima istituzione ad aprire un ciclo di mostre legate al centenario che, nel corso del 2026, coinvolgerà un network internazionale di musei: MDAM – Collection Zervos (Vézelay), LUMA (Arles), Musée national Picasso-Paris, Benaki Museum (Atene), Museum of Modern Art (New York), Museo Reina Sofía (Madrid). Il programma globale — con la partecipazione curatoriale di Daniel Birnbaum — comprende anche una pubblicazione celebrativa (Cahiers d’Art. A Century of Modernism), un ciclo di conversazioni e progetti espositivi presso la sede parigina della rivista.
Dal 1926 al presente: un’eredità ancora attiva
La forza di Cahiers d’Art sta anche nei numeri: dalla nascita nel 1926 ha pubblicato 97 numeri e oltre 50 volumi, tra cui il fondamentale Catalogue Raisonné di Picasso. E la storia non si è conclusa nel dopoguerra: rilanciata nel 2012 dal collezionista svedese Staffan Ahrenberg, la rivista continua a funzionare come piattaforma di dialogo tra generazioni, accostando figure storiche come Calder e Picasso a voci contemporanee quali Arthur Jafa, Hiroshi Sugimoto, Gabriel Orozco e Rosemarie Trockel.
In un’epoca in cui le immagini circolano più veloci del pensiero, l’allestimento veneziano ricorda una cosa semplice e rara: che l’immagine, quando è curata, stampata, scelta, impaginata, può essere un’idea che prende forma. E che la modernità non è solo un periodo storico, ma un modo di guardare — sempre in bilico tra rischio e invenzione.
Ringraziamenti
La Collezione Peggy Guggenheim ringrazia il Comitato consultivo, Lavazza Inclusivity Supporter e: Allegrini + Apice + Eurofood + Florim + Hangar Design Group + Mapei + Pettenon Cosmetics + René Caovilla + Roberto Coin + Rubelli + Swatch + Villa Sandi

Luogo, orari e info
CITTÀ: Venezia
LUOGO MOSTRA O EVENTO: Collezione Peggy Guggenheim – Palazzo Venier dei Leoni (collezione permanente)
INDIRIZZO: Dorsoduro 701, I-30123 Venezia
DATA INIZIO: 04/02/2026
DATA FINE: autunno 2026 (data precisa n.d.)
ORARI: tutti i giorni 10.00–18.00; chiuso il martedì e il 25 dicembre. Biglietteria chiude alle 17.00; ultimo ingresso 17.00; inizio chiusura museo 17.50
BIGLIETTI/INGRESSO: intero 16 € (17 € dal 01/05/2026); over 70 14 €; studenti under 26 9 € (con tessera valida); under 10 gratuito; membri gratuito
TELEFONO: +39 041 2405 411
E-MAIL: in**@***************ce.it
SITO WEB: guggenheim-venice.it
NOTE: allestimento incluso nel percorso della collezione permanente (non indicato un biglietto separato)