VENEZIA, 23.04 - 27.11 2022

BIENNALE ARTE 2022

IL LATTE DEI SOGNI

PADIGLIONE MONGOLIA – A Journey Through Vulnerability – BIENNALE ARTE 2022

 

Sede

  • Calle S. Biasio, Castello 2131

Curatore

  • Gantuya Badamgarav direttore fondatore di Mongolian Contemporary Art Support Association

Commissario

  • Nomin Chinbat, Ministro della Cultura della Mongolia

Artista

  • Munkhtsetseg Jalkhaajav

Il Padiglione Nazionale della Mongolia alla Biennale di Venezia, non avendo uno spazio ai Giardini o all’Arsenale, è ospitato in uno spazio privato in Calle San Biasio nello stesso sestiere della Biennale.

Il Padiglione è organizzato dall’Associazione mongola Mongolian Contemporary Art Support Association con il supporto in Venezia di PDG Arte Communications

Per la sua quarta presenza all’Esposizione internazionale d’arte contemporanea a Venezia, il Ministro della Cultura della Mongolia ha invitato l’artista Munkhtsetseg Jalkhaajav (Mugi), una delle figure più̀ importanti dell’arte contemporanea in Mongolia.

Nata nel 1967 Mugi vanta una lunga carriera e, con la sua ricerca e produzione artistica, ha contribuito significativamente alla crescita dell’arte contemporanea mongola e della sua presenza nello scenario internazionale con esposizioni negli Stati Uniti, in Germania, Italia, Cina, Giappone, Corea del Sud, Tailandia, Taiwan e Hong Kong e, naturalmente, in Mongolia.

L’artista si esprime attraverso sculture, dipinti, video e performance, con i quali affronta i temi del dolore, della paura, della guarigione e della rinascita.

Mugi parte dalle sue esperienze personali per indagare le complessità̀ dei corpi, delle menti e delle anime femminili, e le connessioni che si instaurano tra loro e con l’ambiente naturale natura, catturando le tensioni tra i diversi regni.

Apparentemente di fantasia, ma con forti radici nelle tradizioni locali e nella memoria personale, le sue opere incarnano forze invisibili, come spiriti e miti, e raccontano storie sensibili di donne, di bambini non ancora nati e dei destini dolorosi degli animali.

Ispirato dai metodi di guarigione tradizionali mongoli e dalla terapia spirituale, il suo processo di creazione artistica è profondamente intuitivo e rituale.

I suoi modi di strappare, tagliare, collazionare e cucire implicano dolore, ansia, paura, speranza e pazienza e creano un linguaggio specifico che permette a Mugi di articolare e manifestare i suoi sentimenti e visioni interiori.

Nelle sue opere, gli uccelli rappresentano il pulsare della vita, la gravidanza, la guarigione e la protezione, mentre i corpi femminili rappresentano la sua costante ricerca della forza interiore.

Il concetto di reincarnazione è il principale interesse del suo percorso artistico.

A Journey Through Vulnerability presenta una serie di installazioni, tra cui sculture morbide, collage e video, create dall’artista negli ultimi 15 anni.

 

ORARI DI APERTURA

Giardini e Arsenale

  • dal 23 aprile al 25 settembre, ore 11.00 – 19.00
  • dal 27 settembre al 27 novembre, ore 10.00 – 18.00
  • Chiuso il lunedì (tranne i lunedì 25 aprile, 30 maggio, 27 giugno, 25 luglio, 15 agosto, 5 settembre, 19 settembre, 31 ottobre, 21 novembre)
  • NB: solo sede Arsenale, fino al 25 settembre: venerdì e sabato apertura prolungata fino alle ore 20

 

Sede del Padiglione Mongolia

  • Dal 23 aprile al 27 novembre 2022,
  • tutti i giorni 10.00–19.00
  • (chiuso il lunedì̀, eccetto il 25 aprile, 30 maggio, 27 giugno, 25 luglio, 15 agosto, 5 settembre, 19 settembre, 31 ottobre, 21 novembre).

 

INFO

La Biennale

 

Organizzazione Padiglione

La 59. Esposizione Internazionale d’Arte si svolge dal 23 aprile al 27 novembre 2022 (pre-apertura 20, 21 e 22 aprile), curata da Cecilia Alemani. “Come prima donna italiana a rivestire questa posizione, mi riprometto di dare voce ad artiste e artisti per realizzare progetti unici che riflettano le loro visioni e la nostra società”, ha dichiarato Alemani. Cecilia Alemani è una curatrice con all’attivo numerose mostre su artisti contemporanei, responsabile e capo curatore di High Line Art, programma di arte pubblica della High Line, il parco urbano sopraelevato di New York, nonché già curatrice del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2017.