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ToggleLa pratica artistica multidisciplinare di Marinella Senatore indaga il potenziale estetico e politico dei processi collettivi
GNAMC di Roma ospita la mostra MARINELLA SENATORE: protagonista 2026, esposizione aperta fino al 31 dicembre

Foto di Mazen Jannoun
Istituita nel 1883 con l’ambizioso obiettivo di raccogliere il meglio della produzione artistica contemporanea, la Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea/GNAMC è ospitata dal 1911 nel prestigioso edificio progettato dall’architetto Cesare Bazzani nei pressi di Villa Borghese.
La GNAMC conserva oltre 20.000 opere d’arte, tra dipinti, disegni, sculture e installazioni, oggetti di design, filmati e fotografie di artisti italiani e internazionali.
Inoltre, ospita mostre temporanee e fino al 31 dicembre 2026 ospita la mostra Artista alla GNAMC. MARINELLA SENATORE: protagonista 2026.
L’iniziativa “Artista alla GNAMC”, promossa e organizzata da Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, propone Marinella Senatore (Cava dei Tirreni 1977) come protagonista per l’anno 2026.
In questa occasione, il museo dedica all’artista la sala posta all’inizio del percorso di visita, accogliendo un progetto espositivo concepito non come una semplice mostra temporanea, ma come uno spazio dinamico di opere, attività, formazione e confronto, destinato a svilupparsi nell’arco di un intero anno.
Tra le figure più influenti della scena artistica italiana contemporanea, Marinella Senatore è artista multidisciplinare e una delle voci più autorevoli dell’arte partecipativa a livello globale.
La pratica di Marinella Senatore si colloca in uno spazio di intersezione estetica, pedagogia e costruzione di comunità, configurandosi come un dispositivo capace di generare simultaneamente forme, relazioni e possibilità di esperienza, costruendo ambienti in cui la conoscenza emerge attraverso l’esperienza condivisa piuttosto che essere trasmessa verticalmente.
Dal 2012, con la sua School of Narrative Dance, ha coinvolto oltre 8 milioni di persone in più di 23 paesi, sviluppando una pratica in cui la partecipazione rappresenta un elemento strutturale: i workshop diventano dispositivi di autoformazione, in cui il corpo – attraverso il movimento, la voce, la presenza – si configura come strumento cognitivo.
La sala ospita oltre 40 opere tra disegni, collage, arazzi che segnano una significativa evoluzione nella ricerca dell’artista, introducendo per la prima volta il paesaggio e la tessitura come assi portanti della sua pratica e del suo linguaggio.
Fulcro dell’allestimento sono i 4 arazzi monumentali inediti The Theatre of Commons, realizzati in collaborazione con la Chanakya School of Craft di Mumbai, fondata da Karishma Swali.
In queste opere la tessitura diventa costruzione di autonomia e identità: ogni filo è traccia di un passaggio, ogni livello il risultato di una negoziazione tra gesto individuale e dimensione collettiva.
L’arazzo condensa tradizione e contemporaneità, individualità e collettività. Il percorso espositivo è completato dalla scultura luminosa Remember The First Time You Saw Your Name, elemento distintivo della poetica dell’artista.