(ARTICOLO D'ARCHIVIO 2005)
IL PIEMONTE, LA REGIONE CHE PIU’ FAVORISCE L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE

di FRANCESCO D'ALESSANDRO

Il Piemonte, grazie anche al contributo delle piccole e medie imprese che negli anni hanno acquisito un ruolo sempre più rilevante, continua a collocarsi ai primi posti a livello nazionale per numero e per valore di merce esportata. Nel 2003 ben 310 PMI già esistenti hanno avviato rapporti commerciali sia con paesi europei che con paesi extraeuropei,  mentre le tipiche imprese di export hanno incrementato i loro volumi del 30%.

Merito delle imprese, della collocazione geografica certamente, ma merito anche dell'attività di promozione finanziaria e commerciale portata avanti dalla Regione che, prima in Italia, ha recepito ed applicato tout court il D.Lgs. 112/98. La penetrazione sui mercati esteri comporta costi piuttosto elevati soprattutto in termini di informazioni ed analisi di un mercato spesso sconosciuto. Per questo si rende ancor più necessaria l'agevolazione  locale di supporto per l'informazione, la formazione, la promozione e l'assistenza. La Direzione regionale Artigianato e Commercio provvede periodicamente alla diffusione di appositi opuscoli nei quali riepiloga i principali strumenti come la Legge 394/81 (provvedimenti a sostegno delle esportazioni italiane), piuttosto che la Legge 49/87 (crediti agevolati alle imprese italiane per il parziale finanziamento della loro quota a rischio in imprese miste nei paesi in via di sviluppo) oppure la Legge 24/97 (interventi per lo sviluppo dei sistemi di imprese nei distretti industriali del Piemonte) e la Legge 21/97 (finanziamenti agevolati per le imprese artigiane). Ma vediamo come gli  imprenditori devono muoversi per poterne poi usufruire  realmente. Secondo quanto previsto dall'articolo 22, comma 1, del decreto legislativo numero 143/98 (Disposizioni in materia di commercio con l'estero), i contributi concessi sono finalizzati ad incentivare lo svolgimento di specifiche attività promozionali e la realizzazione di progetti volti a favorire l'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Sono considerati multiregionali i consorzi di cui almeno il 25% delle imprese associate abbiano la sede legale in una o più regioni diverse da quella delle restanti imprese. Possono accedere ai contributi i consorzi e le società consortili multiregionali, anche in forma cooperativa, aventi come scopo sociale esclusivo, anche disgiuntamente, l'esportazione dei prodotti delle imprese consorziate e l'attività promozionale necessaria per realizzarla. Nello statuto deve essere specificato il divieto di distribuzione degli utili anche in caso di scioglimento. I contributi possono essere riconosciuti esclusivamente sulle spese relative all'attività promozionale. Sono escluse dal contributo le spese relative ad azioni dirette a sostenere le vendite o la rete di distribuzione e in generale tutte le spese relative ad azioni aventi natura commerciale. Oltre alle spese direttamente sostenute per i progetti sopra descritti, possono essere finanziate anche le spese generali e di personale imputabili alle iniziative, limitatamente alla misura massima del 20% delle spese totali di ogni progetto. Il consorzio deve essere costituito da almeno otto imprese e le consorziate devono avere la natura di Pmi come definite dai decreti ministeriali del 18 settembre 1997 (Gazzetta Ufficiale numero 229 del 1.10.1997), del 27 ottobre 1997 (Gazzetta ufficiale numero 266 del 14.11.1997) e del 23 dicembre 1997 (Gazzetta ufficiale numero 34 dell'11.2.1998). Le domande devono essere redatte in bollo e inoltrate al Ministero delle attività produttive, Direzione Generale per la Promozione degli Scambi e l'internazionalizzazione delle Imprese - Divisione III^ Viale Boston, 25  00144 Roma. La spedizione deve essere fatta via raccomandata o per corriere. Per l'inoltro via posta fa fede la data del timbro postale, mentre per l'inoltro via corriere fa fede la data di consegna allo stesso o, in mancanza, la data di ricezione apposta sulla busta dal Ministero. Alle domande deve essere allegata la seguente documentazione dalla quale risulti l'idoneità del consorzio a chiedere il contributo: 1) fotocopia dell'atto costitutivo e dello statuto vigente al momento della domanda; qualora gli stessi siano stati presentati in passato al Ministero, è sufficiente l'invio di copia delle eventuali modifiche intervenute; 2) certificato camerale del consorzio, rilasciato in data non anteriore a tre mesi rispetto a quella di presentazione al Ministero, attestante che il consorzio risulta svolgere attività e non è soggetto a procedure concorsuali; tale certificazione può essere sostituita da una dichiarazione resa dal legale rappresentante sotto la propria responsabilità; 3) dichiarazione del legale rappresentante del consorzio, il quale con la propria firma attesta di essere a conoscenza delle conseguenze penali previste per le dichiarazioni mendaci. Conformemente al principio dell'annualità del bilancio statale, sono ammessi soltanto i progetti che hanno esecuzione nell'anno in corso. I progetti di durata pluriennale dovranno essere articolati in sotto-progetti annuali per consentire il finanziamento della quota parte di spese corrispondente. Il programma deve riportare il piano finanziario che specifichi le spese da sostenere e la relativa copertura, suddivisa tra contributo atteso dal Ministero, risorse proprie del consorzio ed eventuali risorse di terzi. La presentazione del programma promozionale comporta l'obbligo della sua esecuzione; l'eventuale rinuncia deve essere motivata e comunicata. Infine, qualora sussistano giustificazioni valide, il programma dell'attività potrà essere aggiornato o integrato con nuovi progetti entro il 30 maggio dell'anno in corso. Il programma promozionale si intende approvato se entro il 30 giugno dello stesso anno non siano state formulate osservazioni da parte del Ministero

 © Francesco D'alessandro

Autore: Francesco D'Alessandro